Questa settimana negli Stati Uniti si è concluso il terzo anno scolastico dall’inizio della pandemia, portando con sé dubbi e preoccupazioni sulla scuola che verrà. In fasi e modi diversi, si è discusso molto dell’impatto di covid-19, lockdown e didattica a distanza sul percorso formativo, psicologico e di crescita relazionale degli studenti. Poco si è detto, invece, sull’effetto che tutti questi aspetti hanno avuto sui docenti e su come il loro atteggiamento verso l’insegnamento sia cambiato. Mentre in Italia l’attenzione si è concentrata sui risultati dei concorsi straordinari, negli Stati Uniti, in cui la professione è meno legata all’idea di un lavoro a tempo indeterminato, molti docenti hanno deciso di abbandonare la carriera e di dedicarsi ad altro. In questa puntata di , pod­cast che si occupa di temi di cui non si parla spesso, Anna Sale interpella alcuni insegnanti che stanno mettendo in discussione il loro futuro professionale. Nonostante per tutti insegnare rimanga una grande passione, emerge un senso di fatica in cui la socializzazione è stata messa in crisi anche sul fronte formativo, in cui la perdita dell’autorevolezza davanti agli studenti sembra irrimediabile e lo scatto tecnologico ha prodotto solitudine anche nei docenti, creando disparità tra chi era preparato e chi no.

Jonathan Zenti

Questo articolo è uscito sul numero 1464 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati