Il protagonista era impiegato in un’azienda automobilistica. Dopo aver perso il lavoro in un’ondata di licenziamenti, ha aperto un ristorante di pollo fritto, poi un fast food coreano. Entrambe le attività sono andate male e a lui sono rimasti 400 milioni di won (289mila euro) di debiti. La serie tv sudcoreana Squid game (il gioco del calamaro) sta conquistando il mondo raccontando di persone che si trovano in situazioni disperate come questa e partecipano a un gioco in cui rischiano la vita per vincere un consistente premio in denaro.

Pare che diverse persone in Corea del Sud abbiano mandato dei messaggi al numero di telefono che compare nella serie – e che, si è scoperto, appartiene realmente a qualcuno –, dicendo di essere sommerse dai debiti e di voler partecipare al gioco.

Come il regista di Squid game ha spiegato più volte, la storia del protagonista ricorda quella dei titolari di piccole attività a conduzione familiare che a causa della pandemia sono in grande difficoltà. Il crollo delle vendite provocato dall’emergenza sanitaria e dalle misure per limitare i contagi minaccia la sopravvivenza di questi piccoli imprenditori, circa un quinto degli occupati in Corea del Sud. Di recente il proprietario di un pub si è ucciso dopo aver venduto il suo appartamento per pagare gli stipendi ai dipendenti.

La prospettiva della bancarotta

Nel marzo 2021 i piccoli imprenditori (circa 2,4 milioni di persone) avevano 832mila miliardi di won (più di 600 miliardi di euro) di debiti, il 19 per cento in più rispetto al 2020. Sono aumentati in particolare i prestiti non erogati dalle banche, che di solito hanno interessi più alti: la tendenza ormai è di chiedere prestiti a più istituzioni finanziarie contemporaneamente. È inevitabile che il peso di questa scelta si faccia sentire, tra crescita dei tassi d’interesse e strette creditizie. L’81 per cento dei piccoli imprenditori intervistati per un sondaggio ha detto che, dopo lo scoppio della pandemia, in un anno i debiti hanno superato in media i 50 milioni di won (36mila euro), mentre il 45 per cento circa non esclude la bancarotta.

Un modello con dei limiti

Sul controllo dei contagi e sulla crescita economica, la Corea del Sud può vantare risultati straordinari se paragonati a quelli di altri paesi. Ma i risarcimenti offerti ai piccoli commercianti in difficoltà sono stati irrisori. Durante lo stato d’emergenza, il Giappone ha dato ai proprietari di ristoranti colpiti dalle restrizioni alle attività e dal divieto di vendita di alcolici una somma tra i 40mila e i 100mila yen al giorno (fra i 310 e i 777 euro) sotto forma di sussidi statali. Nell’ultimo anno e mezzo negli Stati Uniti, in Francia e in Giappone i ristoratori hanno ricevuto sussidi dal governo per cifre comprese tra i 72mila e i 145mila euro. In Corea del Sud gli aiuti sono stati un decimo di queste cifre.

Da sapere
Il peso del debito
Crescita del debito delle famiglie, migliaia di miliardi di won (Fonte: Financial Times)

◆Disuguaglianza, crescita del debito, disoccupazione e competizione sfrenata: il successo della serie tv Squid game in Corea del Sud deriva dal fatto che molte persone si riconoscono in questa condizione, scrive Money today jeonche. L’indebitamento delle famiglie sudcoreane negli ultimi anni ha superato il 100 per cento del pil nominale del paese ed è diventato il più alto di tutta l’Asia. Il 20 per cento più ricco dei sudcoreani guadagna 166 volte di più del 20 per cento più povero. Il coefficiente di Gini, che misura la disuguaglianza di reddito in un paese, mette la Corea del Sud più o meno al livello del Regno Unito e davanti agli Stati Uniti, ma la disoccupazione giovanile in crescita, l’aumento dei prezzi delle case e la pandemia hanno ribaltato la modesta riduzione delle disuguaglianze degli ultimi anni, scrive The Conversation.

◆ Il 10 ottobre Lee Jae-myung, noto sostenitore di idee radicali in economia come l’introduzione del reddito di base, ha vinto le primarie del Partito democratico (al governo) e sarà il candidato alle presidenziali del marzo 2022.


Secondo il Fondo monetario internazionale, ai primi di giugno del 2021 i fondi impiegati dal governo di Seoul per contenere la pandemia erano pari al 4,5 per cento del pil, mentre la media tra le economie avanzate è stata del 17,3 per cento. Il governo spiega questa differenza con il successo della risposta alla pandemia: l’economia sudcoreana ha sofferto meno di altre. Tutti però sanno che questo “successo” nella risposta al virus ha implicato il sacrificio delle piccole imprese a conduzione familiare.

Dopo aver inizialmente offerto aiuti a tutti i cittadini, il governo ha stanziato quattro tornate di sussidi destinati ai piccoli commercianti e ad altre categorie. Si è trattato però di somme molto basse. Una quinta tornata di risarcimenti ha escluso il 12 per cento che guadagnava di più, sollevando polemiche sui criteri usati per individuarlo. A quanto pare la legge per compensare i titolari di piccole imprese delle perdite subite è stata approvata, ma con un budget per il 2022 inferiore ai duemila miliardi di won (1,4 miliardi di euro). Anche con le risorse supplementari di quest’anno, il totale è di appena 3 miliardi di won (2,1 miliardi di euro), molto meno perfino del budget previsto per la quinta tornata di sussidi (7,9 miliardi di euro). Squid game descrive il lato oscuro del capitalismo contemporaneo raccontando di un gioco in cui per non morire bisogna sconfiggere gli altri e di persone spinte a partecipare dalla disperazione. Ai lavoratori e agli imprenditori più vulnerabili e pieni di debiti la storia della serie ricorderà molto la propria. È vero però che in Squid game c’è qualcuno che anche in questa realtà infernale aiuta gli altri. Alla fine il protagonista dice di essere una persona e non un cavallo da corsa. È arrivato il momento di unirsi per mettere fine a questo gioco nel mondo reale. ◆ gim.

Lee Kang-kook insegna economia all’università Ritsumeikan di Kyoto.

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Questo articolo è uscito sul numero 1431 di Internazionale, a pagina 35. Compra questo numero | Abbonati