La società ruandese Npd, un importante gruppo di ingegneria civile di proprietà del partito del presidente Paul Kagame, potrebbe aggiudicarsi un appalto in un progetto per l’estrazione di gas naturale liquefatto nell’irrequieto nord del Mozambico. Questo solleva molti interrogativi su quello che il Ruanda è riuscito a ottenere quando ha offerto assistenza militare al governo di Maputo contro la ribellione in corso dal 2017 nella regione del Cabo Delgado. Poche settimane fa il sito Africa Intelligence ha riferito che l’Npd parteciperà, insieme ad altre aziende straniere, a una gara d’appalto riguardante il progetto di estrazione di gas naturale – un investimento da 20 miliardi di dollari – della multinazionale francese TotalEnergies. L’Npd, riferisce il sito, è stata aggiunta all’ultimo momento alla lista delle imprese interessate a ripulire l’area e a realizzare nuove opere.

A luglio del 2021 il Ruanda ha inviato nella provincia del nord del Mozambico un contingente di mille soldati e poliziotti, che nei mesi successivi è raddoppiato. Molti si chiedevano se fosse stata la Francia o l’azienda petrolifera a finanziare l’operazione, ma il presidente ruandese ha affermato in un’intervista che nessuno sponsorizzava il sostegno militare del suo paese al Mozambico. Il governo di Maputo si è rivolto anche all’Unione europea per ottenere risorse con cui finanziare l’operazione militare, che ha avuto un sostanziale successo e ha permesso al governo di riassumere il controllo di Palma e Mocímboa da Praia, due importanti centri nel progetto di estrazione del gas. “Stiamo usando le nostre risorse”, ha dichiarato Kagame. “Ne abbiamo abbastanza e siamo pronti a condividerle”.

La rappresentanza diplomatica di Kigali in Mozambico ha dichiarato: “Il primo aiuto che offriamo è quello militare. Il secondo sarà lo sviluppo economico del Cabo Delgado, dove le aziende ruandesi hanno forti interessi”. In un commento al sito Zitamar la giornalista Michela Wrong ha spiegato che “nel corso della sua storia il Ruanda è sempre riuscito a ottenere benefici dai suoi interventi militari”.

Il braccio finanziario

In quest’ottica la risposta alla domanda iniziale sembra più chiara. L’Npd è controllata dalla Crystal Ventures (Cv). Come spiega Phil Clark, della School of african and oriental studies di Londra, la Cv è lo strumento che il Fronte patriottico ruandese (Fpr), il partito al potere in Ruanda dal 1994, usa per gli investimenti. Secondo Clark, c’è sempre un ricambio “tra i vertici del governo ruandese e quelli della Cv. Quindi è plausibile che la Cv sia entrata in lizza per un contratto dopo il dispiegamento militare in Mozambico”.

Da sapere
Sicurezza e affari

◆ Nonostante sia tra i venticinque paesi più poveri del mondo, il Ruanda ha inviato truppe in vari paesi africani, oltre che in Mozambico. Da anni si parla del coinvolgimento dei soldati ruandesi nel contrabbando di minerali dalla Repubblica Democratica del Congo. Invece nella Repubblica Centrafricana ci sono 2.189 militari ruandesi legati alla missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite. Un secondo battaglione è nel paese in virtù di un accordo bilaterale. I soldati ruandesi hanno svolto un ruolo cruciale nel proteggere la capitale Bangui e provvedono alla sicurezza personale del presidente. Contestualmente il fondo ruandese Crystal Ventures ha firmato un accordo per sfruttare 70mila ettari di terreni fertili centrafricani. The Continent, The East African


Secondo Edson Cortez, direttore del Centro per l’integrità pubblica del Mozambico, l’ingresso dell’Npd nella gara d’appalto mostra che nulla è gratis: “Il governo ruandese vuole ricavare qualcosa dai suoi interventi per la sicurezza del Cabo Delgado. Questa potrebbe essere la forma di pagamento su cui si sono accordati”. Secondo Fidel Terrenciano, rettore dell’università Arco Íris a Pemba, l’ingresso del gruppo Npd nel settore del gas è un segno dell’avvicinamento tra Mozambico e Ruanda, ma anche dei rapporti stretti tra Kigali e la TotalEnergies: “L’azienda francese si fida di più del Ruanda. Una grossa fetta di affari sarà gestita dai ruandesi. Teniamo gli occhi aperti”. ◆ gim

Questo articolo è uscito sul numero 1453 di Internazionale, a pagina 36. Compra questo numero | Abbonati