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Macron ammette alcune responsabilità della Francia nel genocidio ruandese

Il presidente francese ha ammesso che il suo paese ha avuto delle colpe nel genocidio dei tutsi. Molti in Ruanda speravano in scuse ufficiali, ma per Paul Kagame il discorso di Macron è sufficiente a voltare pagina. Leggi

Macron affronta la difficile riconciliazione con il Ruanda e l’Algeria

Tra Parigi e Kigali si prepara una distensione dopo l’uscita di un rapporto che chiarisce il ruolo francese nel massacro dei tutsi. Per migliorare i rapporti con l’Algeria, invece, Parigi dovrà attendere tempi migliori. Leggi

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Genocidi veri e presunti

Tra l’aprile e il luglio del 1994, in Ruanda furono massacrate almeno 800mila persone, per gran parte tutsi. Patrick de Saint-Exupéry in questo libro torna su quei luoghi per smontare la tesi che si sia trattato di una guerra civile. Leggi

La repressione degli stati autoritari non conosce frontiere

Omicidi, aggressioni, detenzioni e deportazioni illegali: secondo un rapporto di Freedom house, i casi sono più numerosi di quanto si immagini. Leggi

L’eroe di Hotel Rwanda arrestato a Kigali

A Paul Rusesabagina è stato attribuito il merito di aver salvato 1.200 persone durante il genocidio del 1994. Fino ad agosto non era più tornato nel suo paese, dove è arrivato probabilmente ingannato da qualcuno di fiducia. Leggi

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Il nuovo coronavirus frena l’ascesa della classe media africana

Dal Kenya alla Nigeria, dal Sudafrica al Ruanda, la pandemia ha tagliato i mezzi di sostentamento di lavoratori e lavoratrici che stavano contribuendo ad alimentare l’espansione economica dell’Africa. Leggi

In Ruanda lo stupro è stato usato come arma di guerra 

Nel genocidio del 1994 sono morti tre quarti della popolazione tutsi. Ma è avvenuto anche un altro crimine. Dall’archivio di Internazionale. Leggi

Ancora troppe ombre sul ruolo di Parigi nel genocidio ruandese

Venticinque anni dopo, la memoria di quegli eventi resta incompleta e alimenta un conflitto ovattato tra il Ruanda e la Francia e all’interno del potere francese. Leggi

Le radici europee del genocidio ruandese

Le commemorazioni che si susseguiranno in questi giorni dell’anniversario del genocidio ruandese del 1994 non cambieranno le cose: la responsabilità del Belgio ha molteplici forme e si è protratta per quasi un secolo. Leggi

Ritorno tra i figli scappati dal Burundi

“Il Burundi è il paese più bello del mondo”, dice Gérard. “Purtroppo, però, tante persone sono scappate in Ruanda perché non si sentivano al sicuro”. Leggi

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Al vertice della Francofonia, Macron scommette sul Ruanda

Appoggiata da Parigi e da gran parte dell’Africa, Louise Mushikiwabo potrebbe essere la prossima guida dell’organizzazione. Ma in privato molti si interrogano sulla scelta. Leggi

Il mondo in breve

Il nuovo presidente dello Zimbabwe, i socialdemocratici tedeschi pronti a trattare, l’accoglienza del Ruanda: cos’è successo nel mondo. Leggi

Sul genocidio del Ruanda ci sono ancora molte domande aperte

Sono passati 23 anni dai massacri compiuti dagli estremisti hutu contro i tutsi. Tuttavia la memoria di quei fatti non è diventata un patrimonio comune. Anzi persiste l’idea che il mondo occidentale e le organizzazioni internazionali furono colte alla sprovvista. Per questo la giornata del 7 aprile voluta dall’Onu per ricordare quei fatti sembra perdere importanza. Leggi

Nati liberi

I ritratti scattati da Pieter Hugo in Ruanda e in Sudafrica sono il racconto di una parte fondamentale della storia africana, vista attraverso gli occhi di coloro che sono nati all’ombra della violenza, ma anche del cambiamento. Leggi

È morto negli Stati Uniti l’ultimo re del Ruanda.
È morto negli Stati Uniti l’ultimo re del Ruanda. Jean-Baptiste Ndahindurwa, ovvero re Kigeli V, è stato re del Ruanda per circa nove mesi nel 1959, poi nel 1961 nel paese è stata abolita la monarchia e lui è stato costretto all’esilio. Ai tempi del genocidio ruandese si aprì una possibilità per il suo ritorno in patria, ma l’ex monarca, disse che sarebbe tornato solo se la popolazione glielo avesse chiesto tramite una votazione. È morto in povertà e dimenticato negli Stati Uniti, dove è sopravvissuto grazie ai servizi sociali. Aveva ottant’anni.
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In Ruanda è stato lanciato un servizio di consegne con i droni
In Ruanda è stato lanciato un servizio di consegne con i droni. Il servizio è gestito dalla startup statunitense Zipline, che usa questi velivoli per trasportare sangue e plasma agli ospedali delle parti più remote del paese, fino a 150 chilometri di distanza dalla capitale Kigali. I costi del trasporto sono paragonabili a quelli del viaggio su strada, ma i tempi si riducono da varie ore a pochi minuti. I pacchetti vengono paracadutati una volta a destinazione.
Due ex sindaci ruandesi condannati all’ergastolo in Francia per genocidio.
Due ex sindaci ruandesi condannati all’ergastolo in Francia per genocidio. Un tribunale parigino ha riconosciuto Tito Barahira e Octavien Ngenzi colpevoli di genocidio e crimini contro l’umanità per il ruolo svolto nel massacro di duemila tutsi in una chiesa a Kabarondo, nell’est del Ruanda, nel 1994. Nel 2014 il comandante militare ruandese Pascal Simbikangwa era stato condannato a 25 anni di carcere per le sue responsabilità nel genocidio.
Il Ruanda espelle più di 1.500 burundesi.
Il Ruanda espelle più di 1.500 burundesi. Più di 1.500 burundesi, che risiedevano da lungo tempo nel paese vicino, sono stati espulsi perché irregolari. Le autorità ruandesi hanno detto che la decisione riguarda in generale gli irregolari e non in particolare i burundesi. Bujumbura ha accusato negli ultimi mesi Kigali di aver reclutato e formato i profughi burundesi per organizzare una protesta contro il presidente del Burundi Pierre Nkurunziza.
Due ruandesi a processo in Francia per il genocidio del 1994.
Due ruandesi a processo in Francia per il genocidio del 1994. Si apre a Parigi il processo contro Octavien Ngenzi e Tito Barahira, accusati di crimini contro l’umanità e crimini di guerra per il massacro dei tutsi a Kibungo, nell’est del Ruanda. È il secondo processo in Francia contro persone accusate di aver preso parte al genocidio. All’epoca dei fatti la Francia sosteneva il governo hutu e i suoi soldati furono accusati di non aver fatto abbastanza per fermare il massacro.
Piogge torrenziali in Ruanda, sale a 49 il numero dei morti
Piogge torrenziali in Ruanda, sale a 49 il numero dei morti. Le vittime sono in gran parte bambini. Dal 7 maggio le frane causate dal maltempo hanno distrutto cinquecento abitazioni e danneggiato importanti infrastrutture.
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