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Sul genocidio del Ruanda ci sono ancora molte domande aperte

Sono passati 23 anni dai massacri compiuti dagli estremisti hutu contro i tutsi. Tuttavia la memoria di quei fatti non è diventata un patrimonio comune. Anzi persiste l’idea che il mondo occidentale e le organizzazioni internazionali furono colte alla sprovvista. Per questo la giornata del 7 aprile voluta dall’Onu per ricordare quei fatti sembra perdere importanza. Leggi

Nati liberi

I ritratti scattati da Pieter Hugo in Ruanda e in Sudafrica sono il racconto di una parte fondamentale della storia africana, vista attraverso gli occhi di coloro che sono nati all’ombra della violenza, ma anche del cambiamento. Leggi

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È morto negli Stati Uniti l’ultimo re del Ruanda.
È morto negli Stati Uniti l’ultimo re del Ruanda. Jean-Baptiste Ndahindurwa, ovvero re Kigeli V, è stato re del Ruanda per circa nove mesi nel 1959, poi nel 1961 nel paese è stata abolita la monarchia e lui è stato costretto all’esilio. Ai tempi del genocidio ruandese si aprì una possibilità per il suo ritorno in patria, ma l’ex monarca, disse che sarebbe tornato solo se la popolazione glielo avesse chiesto tramite una votazione. È morto in povertà e dimenticato negli Stati Uniti, dove è sopravvissuto grazie ai servizi sociali. Aveva ottant’anni.
In Ruanda è stato lanciato un servizio di consegne con i droni
In Ruanda è stato lanciato un servizio di consegne con i droni. Il servizio è gestito dalla startup statunitense Zipline, che usa questi velivoli per trasportare sangue e plasma agli ospedali delle parti più remote del paese, fino a 150 chilometri di distanza dalla capitale Kigali. I costi del trasporto sono paragonabili a quelli del viaggio su strada, ma i tempi si riducono da varie ore a pochi minuti. I pacchetti vengono paracadutati una volta a destinazione.
Due ex sindaci ruandesi condannati all’ergastolo in Francia per genocidio.
Due ex sindaci ruandesi condannati all’ergastolo in Francia per genocidio. Un tribunale parigino ha riconosciuto Tito Barahira e Octavien Ngenzi colpevoli di genocidio e crimini contro l’umanità per il ruolo svolto nel massacro di duemila tutsi in una chiesa a Kabarondo, nell’est del Ruanda, nel 1994. Nel 2014 il comandante militare ruandese Pascal Simbikangwa era stato condannato a 25 anni di carcere per le sue responsabilità nel genocidio.
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Il Ruanda espelle più di 1.500 burundesi.
Il Ruanda espelle più di 1.500 burundesi. Più di 1.500 burundesi, che risiedevano da lungo tempo nel paese vicino, sono stati espulsi perché irregolari. Le autorità ruandesi hanno detto che la decisione riguarda in generale gli irregolari e non in particolare i burundesi. Bujumbura ha accusato negli ultimi mesi Kigali di aver reclutato e formato i profughi burundesi per organizzare una protesta contro il presidente del Burundi Pierre Nkurunziza.
Due ruandesi a processo in Francia per il genocidio del 1994.
Due ruandesi a processo in Francia per il genocidio del 1994. Si apre a Parigi il processo contro Octavien Ngenzi e Tito Barahira, accusati di crimini contro l’umanità e crimini di guerra per il massacro dei tutsi a Kibungo, nell’est del Ruanda. È il secondo processo in Francia contro persone accusate di aver preso parte al genocidio. All’epoca dei fatti la Francia sosteneva il governo hutu e i suoi soldati furono accusati di non aver fatto abbastanza per fermare il massacro.
Piogge torrenziali in Ruanda, sale a 49 il numero dei morti
Piogge torrenziali in Ruanda, sale a 49 il numero dei morti. Le vittime sono in gran parte bambini. Dal 7 maggio le frane causate dal maltempo hanno distrutto cinquecento abitazioni e danneggiato importanti infrastrutture.
Almeno venti morti in Rwanda per le piogge torrenziali.
Almeno venti morti in Rwanda per le piogge torrenziali. Per lo più sono bambini, morti nella notte per degli smottamenti del terreno provocati dalle forti precipitazioni. È successo nel distretto di Gakenke, nel nord del paese, una zona dove la stagione delle piogge quest’anno si sta caratterizzando per l’abbondanza delle precipitazioni.
Il presidente del Ruanda annuncia che si candiderà alle elezioni nel 2017
Il presidente del Ruanda annuncia che si candiderà alle elezioni nel 2017. Dopo la vittoria al referendum dello scorso 18 dicembre che ha permesso di cambiare la costituzione, Paul Kagame ha annunciato come previsto che si candiderà per un terzo mandato. Se vincesse le elezioni, governerebbe fino al 2034.
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In Ruanda il presidente Paul Kagame potrà presentarsi per un terzo mandato.
In Ruanda il presidente Paul Kagame potrà presentarsi per un terzo mandato. Il 98 per cento dei ruandesi ha votato a favore delle riforme costituzionali al referendum che si è svolto ieri, permettendo al presidente di ricandidarsi alle elezioni nel 2017. Se vincesse, governerebbe il paese fino al 2034.
In Ruanda si vota per permettere un terzo mandato al presidente Paul Kagame.
In Ruanda si vota per permettere un terzo mandato al presidente Paul Kagame. Se vincerà il sì al referendum saranno approvate alcune modifiche alla costituzione che permetteranno a Kagame di candidarsi alle presidenziali del 2017. La riforma costituzionale è stata già approvata dal parlamento lo scorso novembre.
Arrestato uno dei presunti responsabili del genocidio in Ruanda.
Arrestato uno dei presunti responsabili del genocidio in Ruanda. Ladislas Ntaganzwa, 53 anni, è stato arrestato nella vicina Repubblica democratica del Congo. È accusato di aver organizzato stupri di massa e il massacro di migliaia di persone durante il genocidio del 1994, che ha causato la morte di circa ottantamila persone.
Nel parco dei gorilla 

In Ruanda ogni anno più di diecimila turisti visitano il parco nazionale dei Vulcani, al confine con l’Uganda e la Repubblica Democratica del Congo (guarda il video del New York Times), per incontrare la più grande comunità di gorilla di montagna del mondo.

Si stima che ne rimangano circa 900 esemplari e che vivano tutti in questa regione.

Il Ruanda cambia la costituzione
Il Ruanda cambia la costituzione. La riforma, votata all’unanimità dal parlamento, consentirà al presidente Paul Kagame, al potere dal 2000, di correre per un terzo mandato. La petizione per la riforma era stata presentata da quattro milioni di persone. Devono ancora essere discussi alcuni emendamenti e poi la nuova costituzione dovrà essere ratificata da un referendum.
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Arrestato a Londra il capo dei servizi segreti del Ruanda

Il capo dei servizi segreti del Ruanda, Karenzi Karake, ricercato in Spagna per crimini di guerra, è stato arrestato a Londra sulla base di un mandato di arresto europeo. La polizia lo ha fermato all’aeroporto di Heathrow il 20 giugno. Comparirà in tribunale oggi. Karake, 54 anni, è accusato di avere ordinato diversi massacri quando era a capo dei servizi segreti militari tra il 1994 e il 1997. Nel 2008 la Spagna lo ha accusato di avere ordinato l’uccisione di tre operatori umanitari spagnoli che lavoravano per l’organizzazione Médicos del mundo, nel gennaio del 1997.

Tra aprile e giugno del 1994 circa ottocentomila persone sono state uccise dagli estremisti dell’etnia hutu, in particolare i membri della minoranza tutsi e gli hutu moderati. Un tribunale spagnolo ha accusato quaranta leader politici e militari, tra cui Karake, di avere preso parte a rappresaglie avvenute dopo la fine del genocidio e proseguite fino al 1997. I quaranta accusati devono rispondere di genocidio, crimini contro l’umanità e azioni di terrorismo, che hanno provocato la morte di centinaia di migliaia di persone.

Karake è un esponente di rilievo del Fronte patriottico ruandese, al potere nel paese. È stato anche vicecomandante della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite nella regione del Darfur, in Sudan, fino al 2009. Si trovava nel Regno Unito per affari e aveva già visitato il paese in diverse occasioni.

La Francia rende disponibili i documenti degli archivi di stato sul genocidio in Ruanda

Nella settimana del ventunesimo anniversario del genocidio in Ruanda, la presidenza francese ha annunciato la declassificazione degli archivi che riguardano i rapporti con Kigali nel periodo tra il 1990 e il 1995.

“Il segretario generale Jean-Pierre Jouyet ha firmato oggi la decisione sulla declassificazione dei documenti negli archivi dell’Eliseo che riguardano il Ruanda tra il 1990 e il 1995”, ha dichiarato un funzionario. I documenti potrebbero contenere informazioni sui mandanti del genocidio di quasi un milione di persone di etnia tutsi avvenuto nell’aprile del 1994. Il 22 giugno dello stesso anno la Francia, sotto mandato delle Nazioni Unite, era a guida dell’Opération Turquoise, una missione umanitaria accusata da molti di aver in effetti protetto gli autori dei massacri. Afp

Un paese che cerca di fare i conti con il passato

Si può perdonare qualcuno che ha distrutto la tua vita e quella delle persone a cui vuoi bene? Phil Clark lo ha chiesto a una ragazza, rapita da piccola dai ribelli ugandesi e costretta a uccidere il padre. La sua è una delle storie raccontate in un audiodocumentario costruito su decine di interviste registrate in Uganda e nel Ruanda del dopo genocidio. Ascolta

In Ruanda un cantante accusato di voler uccidere il presidente

In Ruanda un famoso cantante locale Kizito Mihigo, noto per i suoi testi a favore della pace e della riconciliazione, è stato condannato a dieci anni di prigione da un tribunale di Kigali con l’accusa di aver progettato di uccidere il presidente Paul Kagame. Le accuse contro di lui erano: “cospirazione contro il governo”, “formazione di un gruppo criminale” e “pianificazione di un omicidio”. Il processo contro il cantante è durato un anno e per lui era stato chiesto l’ergastolo. Imputati anche un ex militare e un giornalista che sono stati condannati a 30 anni e a 25 anni di carcere. Mihigo si era dichiarato colpevole. Bbc

La Repubblica Democratica del Congo lancia un’offensiva contro i ribelli ruandesi 

L’esercito della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) ha annunciato l’avvio di un’offensiva contro i ribelli hutu ruandesi nell’est del paese, pianificata senza l’appoggio delle Nazioni Unite, come inizialmente previsto. Lo ha dichiarato alla stampa il generale Didier Etumba a Beni, nel nord della provincia del Nord Kivu, devastata da oltre vent’anni di conflitti armati.

Il governo di Kinshasa e la comunità internazionale avevano dato tempo fino al 2 gennaio alle Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr) per deporre le armi e arrendersi. Ma i ribelli, che si oppongono al regime del presidente ruandese Paul Kagame, non avevano risposto all’ultimatum. Afp

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