I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Michael Braun del quotidiano berlinese Die Tageszeitung.

Per gli italiani, la repressione della resistenza libica, compiuta dall’esercito in Cirenaica tra il 1928 e il 1932, è una storia in larga parte dimenticata. La guerra, che oggi chiameremmo asimmetrica, fu combattuta dall’Italia fascista sotto il comando del generale Rodolfo Graziani contro le popolazioni cirenaiche guidate dal “leone del deserto” Omar al Mukhtar. Ce la raccontano gli storici Alessandro Volterra e Maurizio Zinni. Da un lato c’è una guerriglia povera di mezzi, dall’altro il potere coloniale che ricorre a un impiego massiccio di soldi e strategie, dalle deportazioni di massa in campi di concentramento alla chiusura della frontiera con l’Egitto attraverso un reticolato lungo più di duecento chilometri, dall’uso dell’aviazione (e del gas nervino) all’impiego della giustizia militare in maniera quasi terroristica nei confronti degli insorti libici, dei loro leader e anche dei semplici gregari. Gli autori fanno parlare i documenti e anche una vasta scelta di fotografie, per prime quelle dei processi-spettacolo contro i resistenti, alle cui condanne e impiccagioni dovettero assistere migliaia di libici. È questo il grande merito del libro: far diventare le foto scattate dai colonialisti fascisti un atto d’accusa contro i loro crimini.

Questo articolo è uscito sul numero 1449 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati