I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Michael Braun del quotidiano berlinese Die Tageszeitung.
Dittico nero non è l’ennesimo libro sui fatti di piazza Fontana, su quell’attentato del 12 dicembre 1969 che con i suoi 16 morti segnò l’inizio della strategia della tensione. Daniel Di Schüler, nel suo romanzo, non aggiunge nuovi tasselli ai fatti ma ci parla della psicologia di due protagonisti centrali nell’esecuzione dell’attentato. Il primo, Steno Cramer, si arruola ventenne nelle forze armate all’inizio della seconda guerra mondiale, diventa uno degli “eroi di El Alamein” per approdare ai servizi segreti dopo la fine della guerra. L’altro, Nicola, si arruola nel 1969, pure lui ventenne, in un gruppuscolo nazifascista di Milano. È felice la scelta dell’autore d’intrecciare i racconti dei suoi due protagonisti. Ci permette di capire cos’era la strategia della tensione: un progetto che vedeva all’opera sia i gruppi eversivi dell’estrema destra sia gli apparati dello stato, un progetto perciò (a differenza del terrorismo di sinistra) “intergenerazionale” in cui certi anziani tiravano i fili, mandando avanti giovani fanatici per il “lavoro sporco”. Di Schüler non giudica i protagonisti ma si limita a presentarceli con i loro ideali. Sono personaggi fittizi, ma la loro storia, raccontata in maniera brillante, è verissima e ci permette di vedere più chiaro sui torbidi intrecci dietro la strategia della tensione. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1647 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati