Karen Pinkus
Nuda proprietà
DeriveApprodi, 110 pagine, 13 euro

Franca passa le sue giornate a prendersi cura dell’anziano padre, sognando da sempre una casa propria, una stanza tutta per sé. La ottiene, almeno in parte, quando il padre e la sorella Valentina le anticipano i soldi della sua parte dell’eredità per acquistare una nuda proprietà nel quartiere romano dei Parioli, abitato da una proprietaria in là con gli anni. L’esordio di Karen Pinkus, autrice madrelingua inglese, comincia come un romanzo-indagine sul disastroso mercato immobiliare di Roma; poi, in seguito a un furto e a un tentativo di omicidio ai danni della vecchia inquilina, si trasforma in un giallo; infine si rivela una satira sociale sulla famiglia e sulla vecchiaia. Forse a un certo punto sembra esserci perfino troppa carne al fuoco, alimentata anche dai frequenti cambi di prospettiva. Il contratto della nuda proprietà diventa qui il dispositivo attraverso cui raccontare, con arguzia e ironia, della necessità di trovare un posto, barcamenandosi tra affetti e affitti precari, entrambi alla mercé di un mondo che cambia velocemente. La scrittura di Pinkus alterna il tratto divertito a quello crudele, facendo collidere il privato con il politico: emergono temi come la fragilità degli anziani, la dipendenza economica; soprattutto, esce una Roma plastica che proietta la vicenda oltre la sua trama domestica. Un romanzo molto originale: fa ridere, ma anche riflettere.

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Questo articolo è uscito sul numero 1672 di Internazionale, a pagina 81. Compra questo numero | Abbonati