Le prime 874 pagine del rapporto della commissione d’inchiesta sudafricana sulla state capture (“cattura dello stato”, cioè la corruzione sistematica che permette a privati d’influenzare la politica e le leggi di un paese) contengono molte rivelazioni e suggerimenti importanti. Una frase in particolare mi ha colpita. “La responsabilità della lotta alla corruzione negli appalti pubblici non può essere affidata a un dipartimento del governo né essere sottoposta al controllo di un ministero”, si legge alla fine del documento della commissione indipendente presieduta dal giudice Raymond Zondo. Nel corso dei nove anni presi in esame dal rapporto (quelli della presidenza di Jacob Zuma, che ha preceduto l’attuale capo dello stato Cyril Ramaphosa) e nei successivi quattro di lavoro della commissione Zondo, abbiamo sentito molti affermare con una sorta di autocompiacimento: “Se ci sono stati degli illeciti perché la polizia non interviene?”. Ma facevano solo finta di non sapere che anche le forze dell’ordine erano coinvolte nel sistema di corruzione. Per più di dieci anni abbiamo sperato che chi governava ripulisse il marcio. Ma non è mai successo né mai succederà. Il rapporto ha confermato che le persone ai vertici dell’African national congress (Anc, al potere dal 1994) ricavano vantaggi da attività criminali.

Nero su bianco

I giornalisti che da anni indagano sulla corruzione di cui lo stato è prigioniero e che, come me, hanno seguito da vicino i primi casi, a partire da quello in cui sono coinvolti Zuma e la famiglia d’imprenditori d’origine indiana Gupta, troveranno nel rapporto cose che già sapevano. Il documento serve soprattutto a dimostrare che la corruzione c’è stata davvero: dal saccheggio della compagnia aerea South African Airways alla creazione del quotidiano The New Age per sottrarre milioni di rand alle casse pubbliche, al meticoloso smantellamento del South African revenue service, l’agenzia delle entrate, per impedire che svelasse le attività illecite. Inoltre mette nero su bianco che Zuma ha favorito i Gupta in tutti i modi possibili.

Non è il momento di crogiolarsi in un coro di “ve l’avevamo detto”. Ora dobbiamo concentrarci su come proteggere ciò che resta delle istituzioni per impedire il ripetersi di un saccheggio su così ampia scala. Il giudice Zondo e i suoi collaboratori scrivono giustamente che la soluzione non può essere affidata al governo dell’Anc né ai dirigenti del partito, che ricoprono incarichi di primo piano in tutte le istituzioni.

In Sudafrica gli appalti pubblici sono scene del crimine e non c’è una sola parte che non sia stata contaminata. È successo anche molto dopo che i Gupta sono andati via dal paese, con i bandi per affrontare l’emergenza del covid-19. “Per usare un’analogia con la pandemia in corso, la corruzione ha aggredito un sistema indebolito da comorbilità preesistenti”, si legge nel rapporto. I colpevoli non saranno rinchiusi in carcere prima di dieci anni, se mai ci finiranno. Ma il rapporto è prezioso – e vale il miliardo di rand che è costato (quasi 56 milioni di euro) – perché fornisce raccomandazioni utili per cambiare il modo in cui affrontiamo la corruzione. ◆ gim

Da sapere
Inchiesta a ostacoli

2016 La difensora civica del Sudafrica pubblica il rapporto State of capture, che accusa il presidente Jacob Zuma di attività illecite con la complicità della famiglia Gupta. Si chiede la creazione di una commissione d’inchiesta.

2018 Nonostante le resistenze di Zuma, che a febbraio è costretto dal suo partito a dimettersi, cominciano i lavori della commissione presieduta dal giudice Raymond Zondo. Sono ascoltate 278 persone, tra cui Zuma.

2021 Zuma si rifiuta di testimoniare una seconda volta ed è condannato al carcere per oltraggio alla corte. Quando la polizia va ad arrestarlo, scoppiano proteste violente e saccheggi. 4 gennaio 2022La prima parte del rapporto è consegnata al presidente Cyril Ramaphosa.


Qaanitah Hunter è una giornalista politica sudafricana. È coautrice del libro Eight days in July (Tafelberg 2021).

Questo articolo è uscito sul numero 1443 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati