Eleggendo Fumio Kishida nuovo leader del Partito liberaldemocratico (Pld), i politici giapponesi hanno scelto di affidarsi a mani esperte in vista delle elezioni generali del 31 ottobre.

Al voto del 29 settembre Kishida ha sconfitto con ampio margine il suo principale rivale Taro Kono, responsabile della campagna vaccinale, che si definisce un riformista. Ha superato anche la conservatrice Sanae Takaichi, esponente della linea più dura del partito sostenuta dall’ex primo ministro Shinzo Abe, e Seiko Noda, parlamentare dell’ala di centrosinistra con idee progressiste sulle politiche sociali.

Nato in una famiglia di politici a Hiroshima, Kishida, 64 anni, è stato ministro degli esteri e responsabile della linea del Pld quando Abe era il leader. Suo padre e suo nonno erano stati deputati, ha legami familiari con l’ex primo ministro Kiichi Miyazawa ed è a capo del Kochikai, una delle correnti più antiche del Pld.

Kishida, che il parlamento ha poi scelto come primo ministro il 4 ottobre, è un politico “moderato ed esperto” a cui “non si attribuiscono gravi insuccessi”, spiega Masato Kamikubo, docente di scienze politiche all’università Ritsumeikan di Kyoto. “Finora, però, non si sono registrati neanche suoi grandi successi”. In campagna elettorale Kishida ha dichiarato di voler rafforzare il sostegno alle famiglie per l’istruzione e l’alloggio, e ha proposto un pacchetto di aiuti economici da migliaia di miliardi di yen. “La pandemia ha fatto crescere ulteriormente le disuguaglianze”, ci aveva detto Kishida poco tempo fa. “È giusto che solo gli azionisti raccolgano tutti i frutti della crescita delle aziende? Come sostengono i fautori della responsabilità sociale delle imprese, quei profitti dovrebbero essere distribuiti in modo adeguato”, sostiene Kishida, aggiungendo che “alzare i redditi e gli stipendi dei lavoratori” dovrebbe essere una priorità. Secondo l’economista della Ubs securities di Tokyo Masamichi Adachi, tuttavia, le politiche economiche di Kishida in linea di massima manterranno lo status quo.

Da sapere
Elezioni dietro l’angolo

◆ Il 4 ottobre 2021, appena eletto primo ministro dal parlamento, Fumio Kishida ha annunciato che le elezioni si terranno il 31 ottobre. In questo modo il suo partito potrà trarre vantaggio dal consenso di cui in genere gode un governo appena formato. “Far esprimere i cittadini rapidamente dopo un cambio di governo è opportuno, ma sciogliere la camera bassa prima di passare attraverso il vaglio della commissione per la finanziaria è una scelta che fa gli interessi del Partito liberaldemocratico”, commenta il Mainichi Shimbun. “Chissà”, scrive l’Asahi Shimbun, “se Kishida terrà fede alla promessa di seguire una politica prudente e tollerante, al contrario dei suoi due predecessori Shinzo Abe e Yoshihide Suga, che hanno abusato della maggioranza della coalizione di governo in parlamento e hanno cambiato unilateralmente il modo in cui il governo interpreta le leggi”.


In politica estera Kishida dovrebbe portare avanti la strategia di Abe a favore di una “regione dell’Indo-Pacifico libera e aperta” e ha espresso “grande preoccupazione” per l’atteggiamento aggressivo della Cina in campo diplomatico ed economico: “La crescita del potere di sistemi autoritari sta trasformando radicalmente la comunità internazionale”. Kishida ha inoltre sottolineato l’urgenza che il Giappone acquisisca la capacità di colpire le basi missilistiche nemiche per prevenire eventuali attacchi.

La principale questione che il nuovo primo ministro dovrà affrontare sarà la lotta contro il covid-19. Kishida ha detto di voler completare la campagna vaccinale entro la fine di novembre, promuovendo al tempo stesso la diffusione dei farmaci per il trattamento del nuovo coronavirus entro la fine dell’anno. Ha proposto di istituire un’agenzia governativa per la gestione della pandemia e un sistema sanitario più preparato a gestire le emergenze. Ma anche sotto questo punto di vista Kamikubo non si aspetta alcun cambiamento significativo: “La scelta di un leader dell’establishment dimostra che il Pld non avverte alcuna urgenza di cambiare”. ◆ gim

Questo articolo è uscito sul numero 1430 di Internazionale, a pagina 34. Compra questo numero | Abbonati