In Cile saranno riaperte le indagini per la morte del poeta Pablo Neruda

21 gennaio 2015 21:39
Il poeta cileno Pablo Neruda in Francia nell’ottobre del 1971. (Laurent Rebours, Ap/Ansa)

In Cile sarà aperta una nuova inchiesta sulla morte del poeta cileno Pablo Neruda, morto a Satiago del Cile nel 1973, pochi giorni dopo il colpo di stato che ha portato al potere Augusto Pinochet. Secondo gli inquirenti il poeta potrebbe essere stato avvelenato dai sicari del dittatore cileno Augusto Pinochet arrivato al potere l’11 settembre 1973, solo 12 giorni prima della morte del poeta.

Secondo la versione ufficiale, Neruda sarebbe morto per un tumore alla prostata, ma già nel 2011 era stato chiesto di riaprire il caso perché l’autista del poeta Manuel Araya aveva sollevato dei dubbi sugli eventi accaduti negli ultimi giorni di vita di Neruda.

Manuel Araya ha raccontato che Neruda era pronto a fuggire in esilio in Messico, quando un medico gli ha iniettato una sostanza che ha fatto peggiorare velocemente le sue condizioni di salute.

A sostenere la tesi di Araya c’è un articolo uscito il giorno successivo alla morte di Neruda sul Mercurio, un giornale vicino alla destra, che fa riferimento a un’iniezione fatta dal medico al poeta prima della morte. Neruda e il cantante Victor Jara erano due personaggi importanti del governo di Allende ed entrambi sono morti a ridosso del colpo di stato del 1973.

I nuovi test che saranno condotti sulla salma del poeta cercheranno di trovare tracce di sostanze inorganiche o metalli pesanti, in particolare si cercherà di trovare eventuali danni su tessuti o cellule causati da agenti chimici. Nel 2013 un test simile ha dato risultati negativi. Reuters

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