02 aprile 2015 18:39
Combattenti di Al Shabaab durante un addestramento vicino Mogadiscio, il 17 febbraio 2011. (Ap/Ansa)

Il gruppo jihadista somalo Al Shabaab ha rivendicato l’attacco al campus universitario di Garissa, in Kenya, che secondo l’ultimo bilancio ha provocato almeno 147 morti. L’organizzazione è attiva da quasi dieci anni e ha condotto una lunga serie di attacchi nel loro paese e in quelli vicini.

  • Al Shabaab significa “i giovani” in arabo.
  • Il gruppo è emerso dal caos della guerra civile, scoppiata nel 1991. Ha cominciato ad affermarsi nel 2006 come ala radicale dell’Unione delle corti islamiche. Nel corso di quell’anno l’Unione, che s’ispirava ai taliban afgani, ha controllato per sei mesi la capitale Mogadiscio, prima di essere cacciata dall’Etiopia, intervenuta militarmente a dicembre per sostenere il governo provvisorio somalo ed eliminare la minaccia estremista islamica.
  • Negli anni successivi Al Shabaab ha attirato miliziani da tutta la Somalia e dai paesi vicini per combattere contro le truppe straniere presenti nel paese. Il gruppo promuoveva il nazionalismo somalo, il jihad globale e voleva imporre uno stato islamico fondato sulla sharia. Professa un islam rigorista, mentre la maggior parte dei somali aderisce a una versione di questa religione più aperta e tollerante. Attualmente si stima che i combattenti di Al Shabaab siano tra i settemila e i novemila.
  • Nel 2009 il gruppo è arrivato a controllare quasi tutta la Somalia centrale e meridionale, compresi molti quartieri di Mogadiscio. Ben organizzato dal punto di vista militare, poteva contare sul finanziamento delle reti jihadiste straniere e sulle tasse imposte nelle zone sotto il suo controllo.
  • Nel 2010 il gruppo ha proclamato la sua fedeltà ad Al Qaeda, con cui si è ufficialmente integrato nel febbraio del 2012.
  • Nell’agosto del 2011 l’intervento della missione dell’Unione africana (Amisom), schierata al fianco delle truppe governative, ha permesso di allontanare gli Al Shabaab da Mogadiscio. Nel settembre del 2012 il gruppo è stato costretto a ritirarsi anche dal porto di Chisimaio, nel sud del paese. È rimasto però attivo nelle zone rurali.
  • Da allora il gruppo ha organizzato numerose operazioni di guerriglia e attacchi suicidi in Somalia e nei paesi vicini, in particolare in Kenya e in Uganda, le cui truppe combattono nel contingente Amisom. L’attentato più grave in Somalia è quello del 4 ottobre 2011 contro un complesso governativo di Mogadiscio, nel quale sono morte 82 persone. Nel luglio del 2010 due attentatori si sono fatti esplodere in due ristoranti di Kampala, in Uganda, durante la finale dei Mondiali di calcio, uccidendo 76 persone. Nel settembre del 2013 il gruppo ha messo sotto assedio il centro commerciale Westgate di Nairobi, in Kenya, causando 67 morti.
  • Secondo diverse analisi, i vertici di Al Shabaab avrebbero legami con altri gruppi jihadisti attivi in Africa, come il nigeriano Boko haram e Al Qaeda nel Maghreb islamico, che ha la sua base nel deserto del Sahara. Alcune figure chiave starebbero cercando inoltre un avvicinamento con il gruppo Stato islamico, che ha proclamato un califfato in alcune zone dell’Iraq e della Siria.
  • Il gruppo ha allestito una rete di reclutamento in Kenya, in particolare attorno alla città portuale di Mombasa, i cui abitanti sono in gran parte musulmani.

Bbc, Afp, Al Jazeera, Libération