Quinto giorno a Ventimiglia per i migranti, il papa chiede perdono per chi chiude la porta 

Circa cento migranti hanno passato un’altra notte sulla scogliera di Ponte san Ludovico e si preparano al quinto giorno di proteste alla frontiera bloccata dalle autorità francesi. Intanto il papa è intervenuto sul tema dell’immigrazione, chiedendo di pregare per le persone e le istituzioni che chiudono la porta a questa gente che cerca aiuto

I ministri dell’interno dell’Unione discutono delle quote di migranti

16 giugno 2015 08:04

I ministri dell’interno dell’Unione europea si incontrano oggi a Lussemburgo. Devono esaminare il piano comunitario sull’immigrazione e l’asilo proposto dalla Commissione, che prevede la redistribuzione obbligatoria tra i paesi membri di 40.000 siriani ed eritrei arrivati in Italia (24.000) e in Grecia (16.000). Questa riunione sarà preceduta da un incontro tra il ministro dell’interno italiano Angelino Alfano, il commissario europeo responsabile dell’immigrazione e asilo, Dimitris Avramopoulos, e i ministri dell’interno francese e tedesco, Bernard Cazeneuve e Thomas de Maizière.

Lo scopo dell’incontro a quattro è chiaro: cercare di stemperare le tensioni tra Parigi e Roma dovute al blocco francese del confine di Ventimiglia, considerando anche che la Francia è d’accordo con l’Italia sulla necessità di un sistema di quote che distribuisca i migranti tra tutti i paesi membri e non solo tra quelli che si affacciano sul Mediterraneo. Sciolte le tensioni, i tre ministri dell’interno e il commissario competente dovranno trovare una linea comune per contrastare la fronda degli stati che non vogliono aderire al piano di redistribuzione dei profughi.

A favore della proposta, che prevede che ogni paese membro sia obbligato ad accogliere una quota dei 40mila eritrei e siriani, ci sono almeno dieci paesi: Italia, Grecia, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Svezia, Cipro, Malta, Lussemburgo. Ma tutti gli altri fanno muro. A parte Regno Unito, Irlanda e Danimarca, che si oppongono ma non votano, Ungheria e Repubblica ceca sono assolutamente contro l’ipotesi di accogliere una parte dei migranti. A favore di uno schema volontario e non obbligatorio ci sono gli stati baltici, Slovacchia e Slovenia, Croazia, Polonia, Bulgaria, Romania, Spagna e Portogallo, più la Finlandia con qualche distinguo.

Il primo ministro italiano Matteo Renzi aveva dichiarato che se gli altri stati dell’Unione non decidono in fretta di dare via alla redistribuzione, l’Italia “ha un piano B ed è pronta a fare da sola”.

Comunque, il Consiglio dei ministri dell’interno esaminerà il piano proposto dalla Commissione per la prima volta oggi a Lussemburgo. Non è previsto che lo voti. La Commissione si attende il sostegno al più alto livello politico dai capi di Stato e di governo al vertice di Bruxelles del 25 e 26 giugno.

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