La commissione d’inchiesta indipendente nominata dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto in cui sia Israele sia le fazioni palestinesi, tra cui Hamas, sono accusate di aver violato il diritto internazionale e di aver probabilmente commesso crimini di guerra durante la guerra nella Striscia di Gaza del 2014. “L’entità della devastazione e della sofferenza a Gaza non ha precedenti e avrà un impatto sulle generazioni future”, ha dichiarato la presidente della commissione d’inchiesta Mary McGowan Davis.

L’operazione Margine protettivo è durata 51 giorni, dall’8 luglio al 26 agosto. I bombardamenti e le incursioni via terra dell’esercito israeliano hanno causato la morte di 1.462 civili palestinesi, un terzo dei quali bambini. Gli attacchi aerei sono stati più di seimila. In tutto sono morti più di 2.200 palestinesi. I gruppi armati palestinesi hanno invece sparato 4.881 razzi e 1.753 colpi di mortaio verso il territorio israeliano. In tutto le vittime israeliane sono state 73, tra cui sette civili.

Israele non ha risposto alle ripetute richieste di informazioni da parte della commissione d’inchiesta, né gli ha permesso di entrare in Israele e nei Territori occupati. Tuttavia gli inquirenti sono riusciti a raccogliere testimonianze dirette con Skype o per telefono, realizzando 280 interviste confidenziali e circa cinquecento osservazioni scritte.

La commissione d’inchiesta è stata nominata nel settembre del 2014 per indagare sulle possibili violazioni del diritto internazionale e delle leggi per la protezione dei diritti umani a Gaza. Presenterà la relazione al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite il 29 giugno a Ginevra.

I crimini di Israele. Durante le operazioni di terra e i raid aerei, centinaia di persone sono state uccise e migliaia di case distrutte o danneggiate. Almeno 142 famiglie hanno perso tre o più componenti in un attacco contro un edificio di Gaza che ha causato 742 morti. Dopo questo episodio, nonostante l’alto numero di vittime civili, Israele non ha cambiato strategia. La commissione si chiede quindi se questo tipo di attacchi non facesse parte di una politica più ampia, approvata ai più alti livelli del governo.

Inoltre viene denunciata la pratica dell’esercito israeliano di lanciare avvertimenti agli abitanti della Striscia chiedendogli di abbandonare le loro case poco prima di un raid aereo, decidendo allo stesso tempo che chi non lasciava la sua abitazione era ufficialmente considerato un “combattente”. Così facendo gli israeliani hanno reso gli attacchi contro i civili estremamente probabili. La commissione ha inoltre criticato la decisione di Israele di chiudere l’indagine sul caso dell’uccisione di quattro bambini sulla spiaggia di Gaza il 16 luglio 2014.

In Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, 27 palestinesi sono stati uccisi e 3.020 feriti tra il giugno e l’agosto del 2014. La commissione si è detta preoccupata per l’uso frequente di munizioni vere da parte delle forze di sicurezza israeliane come mezzo per controllare le folle.

I crimini di Hamas. Il rapporto descrive la sofferenza dei civili israeliani a causa del lancio indiscriminato di razzi dalla Striscia, il cui obiettivo era presumibilmente di diffondere il terrore tra i civili. L’esercito israeliano ha scoperto quattordici tunnel che collegavano Gaza e Israele, che erano usati dai miliziani palestinesi per attaccare i soldati. L’idea dei tunnel ha traumatizzato gli israeliani, che temevano di essere attaccati in qualsiasi momento. Secondo la commissione, l’aumento del livello di paura tra i civili israeliani a causa dei tunnel è evidente. La commissione ha condannato anche le esecuzioni extragiudiziali di presunti collaboratori, considerandoli crimini di guerra.

Le reazioni. Entrambe le parti hanno preso le distanze dal rapporto. Secondo Israele, il documento non riconosce la “profonda differenza” tra Israele, che adotta un “comportamento morale”, e le “organizzazioni terroristiche”. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito il documento “fazioso” e accusato la commissione di fare “di tutto tranne che proteggere i diritti umani”. I vertici di Hamas hanno invece accusato il rapporto di “mettere sullo stesso piano la vittima e il carnefice”, sottolineando che i razzi e i colpi di mortaio avevano come obiettivo siti militari.

Il governo israeliano ha pubblicato il 14 giugno un rapporto in cui sostiene che l’offensiva nella Striscia di Gaza è stata legale e legittima. Il rapporto contesta i dati dell’Onu, sostenendo che solo il 36 per cento delle vittime palestinesi era formato da non combattenti, mentre molti miliziani sono stati scambiati per civili. Inoltre il rapporto sostiene che Israele non ha mai preso di mira intenzionalmente obiettivi civili.

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