L’Eurogruppo si riunisce sabato, quattro giorni per salvare Atene

I margini di tempo per salvare la Grecia dalla bancarotta si accorciano ogni ora di più. L’Eurogruppo dovrà cercare di firmare un accordo sabato, domenica le riforme concordate dovranno essere approvate dal parlamento di Atene e lunedì dovrà votarle i parlamento tedesco. Martedì, 30 giugno, è il giorno della verità: Atene deve pagare quasi 1,6 miliardi al Fondo monetario internazionale e senza il prestito di Bruxelles non può riuscirci

Cosa offre la Grecia ai creditori

24 giugno 2015 13:32

I ministri delle finanze dell’eurozona che si riuniscono stasera a Bruxelles discuteranno delle proposte del governo greco per ottenere uno stanziamento da 7,2 miliardi di aiuti, che permetterebbe ad Atene di rispettare i pagamenti in scadenza salvandola dall’insolvenza. Se queste riforme venissero accettate dai creditori internazionali e ottenessero l’approvazione del parlamento ellenico, la Grecia sarà in grado di rimborsare la rata da 1,6 miliardi di euro dovuta al Fondo monetario internazionale entro il 30 giugno. Ecco i principali punti del documento di undici pagine fatto avere dal premier Alexis Tsipras agli interlocutori internazionali il 22 giugno.

Riforma delle pensioni

Per il sistema pensionistico sono previste misure per circa 1,8 miliardi di euro, pari a circa lo 0,37 per cento del pil per il 2015 e all’1,05 per cento del pil per il 2016. In particolare, la Grecia offre:

  • Aumento dei contributi per l’assistenza sanitaria dei pensionati, dal 4 al 5 per cento per le pensioni principali (135 milioni di euro nel 2015 e 270 milioni di euro nel 2016)
  • Introduzione dei contributi per l’assistenza sanitaria per le pensioni integrative, dallo 0 al 5 per cento (240 milioni di euro nel 2016)
  • Aumento dei contributi per le pensioni integrative dal 3 al 3,5 per cento (120 milioni di euro nel 2015 e 250 milioni di euro nel 2016)
  • Aumento dei contributi pensionistici (Ika) del 3,9 per cento (350 milioni di euro nel 2015 e 800 milioni di euro nel 2016)

Iva

La riforma dell’iva, che prevede tre aliquote (23 per cento, 13 per cento e 6 per cento) entrerà in vigore nel mese di luglio e ha lo scopo di generare 680 milioni di euro (lo 0,38 per cento del pil) nel 2015 e un ulteriore miliardo e 360 milioni (0,74 per cento) nel 2016. In particolare:

  • L’aliquota standard del 23 per cento sarà estesa
  • Tuttavia per “proteggere il reddito disponibile dei nuclei con basso e medio reddito” è prevista un’aliquota del 13 per cento su energia, alimentari, acqua e hotel
  • Un’aliquota ridotta al 6 per cento sarà applicata a medicinali e libri
  • In un’ottica di “equità”, sarebbe negata l’esenzione sull’iva finora garantita a diverse isole greche

Tasse per le imprese

  • A partire dal 2016 l’imposta sulle società passerà dal 26 per cento al 29 per cento con una tassa speciale del 12 per cento per le imprese con profitti superiori ai 500mila euro all’anno. In tutto, queste misure dovrebbero generare 815 milioni nel 2015

Misure aggiuntive

  • La tassa di solidarietà per le persone fisiche che parte all’1 per cento e arriverà fino al 3 per cento del reddito in aggiunta alle normali tasse sul reddito crescerà in modo progressivo per limitare l’impatto sui gruppi a basso reddito, portando alle casse 200 milioni di euro quest’anno e 250 milioni nel 2015
  • Nel 2015 sono previsti tagli al settore della difesa per 200 milioni
  • Aumento della tassa sul lusso e sugli yacht privati oltre 10 metri (dal 10 per cento al 13 per cento), che dovrebbe produrre 47 milioni nel 2015 e nel 2016
  • La tassazione delle licenze di telefonia mobile (per le reti 4G e 5G) dovrebbe generare 350 milioni nel 2016
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