Il senato ha approvato la riforma della scuola

Il senato ha approvato la riforma della scuola con 159 voti a favore, 112 contrari e nessun astenuto. Nel momento in cui il presidente Pietro Grasso ha annunciato l’esito del voto di fiducia si sono levati fischi e urla di protesta. Le organizzazioni sindacali e l’Unione degli studenti hanno organizzato una serie di proteste davanti al ministero dell’istruzione. Il testo passa ora alla camera

La maggioranza vota compatta la fiducia a Renzi sulla scuola

25 giugno 2015 22:02

La riforma della buona scuola ha superato il primo esame, quello del senato. L’aula di palazzo Madama ha confermato con ampio margine la fiducia al governo sul maxiemendamento presentato due giorni fa in commissione dai due relatori del disegno di legge: Francesca Puglisi del Partito democratico e Franco Conte di Area popolare. Il provvedimento verrà discusso alla camera il 7 luglio e l’approvazione definitiva dovrebbe avvenire entro pochi giorni, visto che a Montecitorio l’esecutivo può contare su una larga maggioranza.

Anche al senato, intanto, i numeri hanno accordato un buon margine al governo di Matteo Renzi. I voti a favore sono stati 159, quelli contro 112. Nessuno si è astenuto. La maggioranza ha tenuto – come era previsto – e il Partito democratico ha votato per l’approvazione quasi senza defezioni della sua minoranza interna. Solo i senatori Roberto Ruta, Walter Tocci, Corradino Mineo e Felice Casson sono usciti dall’aula.

La decisione di porre la fiducia sulla riforma, vincolandone l’apporvazione alla tenuta dell’esecutivo, ha quindi funzionato. Questa scelta, però, ha provocato forti proteste da parte delle opposizioni durante tutta la seduta. Le dichiarazioni di voto, la chiama dei senatori e la lettura del risultato del voto da parte del presidente Pietro Grasso sono state accompagnate da fischi e urla.

Intanto tra flash mob e sit-in di protesta, il mondo della scuola contrario alla riforma si è mobilitato per tutto il giorno. Un gruppetto di insegnanti è riuscito ad arrivare fin sotto a palazzo Madama, il cui ingresso è stato blindato da un cordone di forze dell’ordine.

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