In Kuwait arresti e misure di sicurezza dopo l’attentato contro la moschea sciita

Il 26 giugno Un’esplosione ha colpito una moschea sciita a Kuwait City, durante la preghiera del venerdì, uccidendo almeno 27 persone e ferendone almeno altre 200. L’attacco è stato rivendicato dai jihadisti del gruppo Stato islamico. Le autorità hanno arrestato circa sessanta persone e hanno rafforzato le misure di sicurezza

Arresti in Kuwait per l’attentato alla moschea con 27 vittime

27 giugno 2015 11:13

La polizia del Kuwait sta interrogando diverse persone con l’accusa di essere coinvolte nell’attentato suicida all’interno di una moschea sciita della capitale, che ieri, venerdì di Ramadan, ha ucciso 27 persone riunite in preghiera e ne ha ferite circa 220. “Abbiamo arrestato numerose persone sospettate di avere legami con l’attentatore suicida”, ha detto una fonte della sicurezza del paese del golfo arabo.

Il gruppo Stato islamico si è assunto la responsabilità del bombardamento, che è il primo attacco terroristico da più di due decadi nel piccolo paese petrolifero del golfo arabo, a maggiaranza sunnita. Un comunicato diffuso dall’organizzazione la “provincia di Najd” – autodefinitasi la branca saudita del Gruppo islamico – identifica l’attentatore suicida come Abu Suleiman al-Muwahhid. La moschea sarebbe stata scelta come obiettivo dai jihadisti perché “diffondeva gli insegnamenti sciiti tra la popolazione sunnita”.

Il governo kuwaitiano ha dichiarato il lutto nazionale e ha disposto i funerali di stato per le vittime.

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