Il repubblicano John Boehner, presidente della camera dei rappresentanti statunitense, durante una conferenza stampa a Washington, il 10 settembre 2015. (Joshua Roberts, Reuters/Contrasto)

I repubblicani non sono riusciti a fermare Obama sul nucleare iraniano

Il repubblicano John Boehner, presidente della camera dei rappresentanti statunitense, durante una conferenza stampa a Washington, il 10 settembre 2015. (Joshua Roberts, Reuters/Contrasto)
11 settembre 2015 21:05

La risoluzione per bocciare l’accordo sul nucleare iraniano voluta dai repubblicani non ha passato il vaglio del congresso statunitense. I repubblicani avevano bisogno di sessanta voti al senato (che ha cento membri, di cui 54 repubblicani) per bloccare la ratifica del trattato internazionale da parte degli Stati Uniti, ma la minoranza democratica e gli indipendenti si sono uniti per fermare la mozione. È quindi valso a poco il passaggio puramente simbolico alla camera, dove una mozione dei repubblicani contro l’intesa internazionale ha ottenuto 269 sì con 162 contrari. L’accordo è stato siglato il 14 luglio tra l’Iran e i paesi del gruppo 5+1 (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Russia e Cina).

Una vittoria per Obama. Il risultato ha evitato a Barack Obama l’uso del veto, uno strumento di cui il presidente degli Stati Uniti può disporre in caso di disaccordo con il congresso. Nei giorni scorsi si era parlato dei voti di sostegno di cui il presidente avrebbe avuto bisogno per rendere il veto efficace (se due terzi del senato e due terzi della camera vi si oppongono, il veto non ha conseguenze). Alla camera dei rappresentanti Obama disponeva di un sufficiente numero di sostenitori (146) per opporre il veto a qualsiasi legge promossa dai repubblicani. Ma essere costretto a porre il veto su un tema così importante della sua politica estera sarebbe stata per Obama una sconfitta.

Una vigilia tesa. Ieri i deputati avevano adottato una risoluzione per rimproverare a Obama di non aver rispettato tutti i termini di un decreto di maggio che consentiva al congresso di esprimersi, come sta facendo, su qualsiasi accordo fosse stato raggiunto dalla comunità internazionale con Teheran: l’amministrazione statunitense non avrebbe fornito ai parlamentari tutta la documentazione necessaria – come invece era stabilito da quel decreto – perché alcuni contenuti dell’intesa tra l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) e Teheran non sono stati resi noti al congresso.

Cosa comporta la ratifica dell’accordo con l’Iran. L’adozione formale dell’accordo sul nucleare iraniano avverrà il 19 ottobre del 2015. La sua piena attuazione sarà però successiva e non se ne conosce ancora la data esatta, anche se secondo alcuni esperti statunitensi ci vorranno dai sei ai nove mesi. Non c’è certezza in merito perché non si sa quanto tempo sarà necessario all’Iran per rispettare le condizioni previste. Quando queste saranno soddisfatte le sanzioni imposte alla repubblica islamica dalla comunità internazionale saranno revocate.

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