Un gruppo di migranti attraversa il confine tra l’Ungheria e l’Austria vicino alla località austriaca di Nickelsdorf, il 14 settembre.

Cosa sta succedendo ai migranti in Germania e negli altri paesi della rotta balcanica

Un gruppo di migranti attraversa il confine tra l’Ungheria e l’Austria vicino alla località austriaca di Nickelsdorf, il 14 settembre.
14 settembre 2015 16:55

Austria. Il cancelliere austriaco Werner Faymann ha annunciato di aver mandato 2.200 militari lungo il confine con l’Ungheria, per presidiare militarmente la frontiera attraversata dai migranti. Le autorità hanno ripristinato i controlli dei documenti al confine ma non si tratta di una sospensione della convenzione di Schengen: infatti il trattato prevede che in casi di emergenza gli stati che lo hanno sottoscritto possano eseguire dei controlli alle frontiere per un certo periodo di tempo. In particolare la deroga vale nel caso in cui ci siano problemi alle frontiere esterne all’area Schengen.

Secondo la televisione statale ungherese TV M1, più di ottomila migranti hanno attraversato il confine tra l’Ungheria e l’Austria in prossimità della cittadina ungherese di Hegyeshalom il 13 settembre. E nella notte tra domenica e lunedì gruppi di migranti si sono accampati in un parcheggio sotterraneo di Salisburgo dopo che i collegamenti ferroviari con la Germania erano stati interrotti.

Germania. L’ultimo intervento delle autorità austriache ha fatto seguito all’analogo provvedimento di Berlino, che ha reintrodotto i controlli frontalieri al confine con l’Austria il 13 settembre. Da quando sono stati ripristinati, la polizia tedesca ha arrestato una ventina di trafficanti di esseri umani e 44 migranti sono stati condotti in pullman in centri di accoglienza. Solo sabato 12 settembre sono arrivati a Monaco di Baviera, nella sud della Germania, tredicimila migranti, a cui si sono aggiunte altre tremila persone domenica mattina. Il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel ha annunciato che la Germania si prepara quest’anno all’arrivo di un milione di profughi, dunque 200mila in più rispetto alle stime precedenti del ministero dell’interno.

Grecia. Nella notte tra il 13 e il 14 settembre sono morte almeno 34 persone, tra cui quindici bambini, in un naufragio al largo dell’isola greca di Farmakonisi, vicino alle coste turche. La guarda costiera ha tratto in salvo 69 persone, e altre trenta hanno raggiunto la riva a nuoto.

Macedonia. Tra sabato sera e domenica pomeriggio circa 8.500 migranti hanno passato il confine tra Grecia e Macedonia.

Serbia. Secondo Index, un giornale online ungherese, la Serbia cercherà di mandare in Ungheria tra i 25 e i 30mila migranti prima che, il 15 settembre, entri in vigore la nuova legislazione di Budapest, che irrigidisce le politiche di accoglienza per i richiedenti asilo. Molti dei migranti ospitati nel campo di Kanjiža, nel nord della Serbia, sono stati quindi accompagnati in pullman vicino al confine con l’Ungheria. Inoltre, stando alle testimonianze del personale impegnato nell’assistenza ai migranti, le autorità serbe avrebbero sveltito le procedure di registrazione al confine con la Macedonia, per mandare i profughi in treno verso l’Ungheria, senza farli passare per Belgrado. Nella capitale serba un parco che negli ultimi giorni era stato allestito per ospitare migranti in transito si è in parte svuotato.

Ungheria. Le forze dell’ordine di Budapest hanno registrato un nuovo record di ingressi nel paese: domenica 13 settembre quasi seimila migranti hanno varcato la frontiera con la Serbia, 5.353 solo stamattina. Dall’inizio dell’anno sono entrate nel paese in modo irregolare quasi duecentomila persone, la maggior parte delle quali in fuga dal conflitto in Siria. Dal campo di Röszke stanno partendo diversi treni diretti verso il confine con l’Austria. Un portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha detto che i migranti a bordo di questi treni non sarebbero stati registrati. Il portavoce del governo Zoltán Kovács ha dichiarato che le registrazioni sono adesso eseguite in altri centri, per alleggerire la pressione a Röszke.

Centinaia di poliziotti sono stati mandati a presidiare il confine in vista dell’entrata in vigore delle nuove misure di sicurezza per il controllo dei flussi. Da domani le autorità ungheresi riceveranno e vaglieranno le richieste d’asilo direttamente ai checkpoint sul confine. Chi sarà ritenuto idoneo per la richiesta di asilo sarà trasferito ai centri di accoglienza sparsi per il paese. Sono appena stati aperti due nuovi centri di accoglienza temporanei nelle città occidentali di Körmend e Szentgotthárd. I migranti che rifiuteranno le procedure di identificazione saranno trattenuti alla frontiera, mentre chi tenterà di passare il confine illegalmente sarà arrestato ed eventualmente incarcerato.

Slovacchia e Repubblica Ceca. Il ministro dell’interno slovacco Robert Kaliňák ha dichiarato che anche la Slovacchia reintrodurrà i controlli alle frontiere con l’Austria e l’Ungheria, e lo stesso farà la Repubblica Ceca al confine con l’Austria. La decisione è stata presa nel corso di un incontro tra Kaliňák e il ministro dell’interno ceco Milan Chovanec.

Paesi Bassi. La polizia olandese effettuerà a sua volta dei controlli a campione nelle zone di confine. Circa tremila richiedenti asilo sono arrivati nel paese la settimana scorsa, il doppio rispetto alla precedente. Le autorità hanno previsto che i centri di accoglienza del paese saranno saturi entro la fine di settembre.

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