Il sindaco dimissionario Ignazio Marino dietro una finestra del Campidoglio, a Roma, l’8 ottobre del 2015. Ha appena dovuto rinunciare al suo mandato.

Cosa succede a Roma dopo le dimissioni del sindaco Marino

Il sindaco dimissionario Ignazio Marino dietro una finestra del Campidoglio, a Roma, l’8 ottobre del 2015. Ha appena dovuto rinunciare al suo mandato.
09 ottobre 2015 10:00

Ignazio Marino, che era sindaco della capitale dal 12 giugno del 2013, si è dimesso. Dopo una giornata di incontri e pressioni da parte del Partito democratico e di Sinistra ecologia e libertà – i due partiti che lo sostenevano – in serata ha annunciato la sua rinuncia con una lettera ai cittadini romani e poi con un videomessaggio che ha pubblicato sul suo profilo Facebook. E ora? Che cosa succede a Roma?

  • Le dimissioni del sindaco sono regolate dall’articolo 53 del Testo unico degli enti locali (Tuel).
  • Le dimissioni presentate dal sindaco al consiglio comunale diventano efficaci e irrevocabili dopo venti giorni dalla loro presentazione, periodo durante il quale il sindaco dimissionario può sempre ritirarle. Durante questi venti giorni, sindaco, giunta e consiglio hanno solo poteri di ordinaria amministrazione.
  • Trascorso questo periodo, comincia la procedura di scioglimento del consiglio comunale e cessano tutte le cariche politiche e gli incarichi ad personam. Il procedimento di scioglimento è completato, entro novanta giorni, da un decreto del presidente della repubblica su proposta del ministro dell’interno.
  • Entro questi tre mesi, il prefetto Franco Gabrielli – già incaricato dal governo di assistere il sindaco nell’organizzazione del Giubileo – deve indicare un commissario straordinario. Un decreto del presidente della repubblica deve ratificare la scelta.
  • Il commissario ha il compito di amministrare il comune fino all’elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco, da tenersi nel primo turno elettorale utile previsto dalla legge (di solito in primavera).
  • Durante il periodo di scioglimento, il commissario unisce in sé tutti i poteri degli organi del comune (sindaco, giunta e consiglio) e quindi può compiere qualunque atto, sia di ordinaria sia di straordinaria amministrazione.
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.
pubblicità

Articolo successivo

L’offensiva di Haftar in Libia può contare sull’ambiguità della Francia
Pierre Haski
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.