Sostenitori del presidente Issoufou Mahamadou a Niamey, in Niger, il 18 febbraio del 2016.

Domani si vota in Niger in un clima di grande tensione

Sostenitori del presidente Issoufou Mahamadou a Niamey, in Niger, il 18 febbraio del 2016.
20 febbraio 2016 17:28

Domenica i nigerini votano per eleggere il presidente, dopo una campagna elettorale caratterizzata da forti tensioni tra i diversi schieramenti politici, in un paese segnato dalla povertà e dalla paura per gli attacchi terroristici.

Il presidente Mahamadou Issoufou, 63 anni, candidato a un secondo mandato, è sicuro di vincere già al primo turno, perché l’opposizione si presenta divisa. I partiti dell’opposizione hanno promesso di allearsi solo al secondo turno.

Circa 7,5 milioni di elettori devono scegliere tra una rosa di 15 candidati nel corso delle presidenziali, che si svolgeranno insieme alle elezioni legislative.

I risultati devono essere proclamati cinque giorni dopo il voto, ma si teme che possano scoppiare dei disordini.

“Tutti temono si possa scatenare qualcosa di molto grave”, sostiene Moussa Tchangari, segretario generale d’Espace citoyen (Spazio di cittadinanza) e leader dell’opposizione. La campagna elettorale, infatti, è stata segnata da scontri tra i sostenitori del presidente e i suoi oppositori.

Negli ultimi mesi diversi eventi hanno destabilizzato il paese: per esempio l’incarcerazione di uno dei principali oppositori e candidati alle elezioni, Hama Amadou, nel quadro di un controverso scandalo di traffico di minori. Inoltre ci sono stati arresti di importanti personalità del paese,e il governo ha annunciato di aver sventato un colpo di stato.

Eletto nel 2011, nel corso delle elezioni organizzate dalla giunta militare che ha destituito il carismatico Mamadou Tandja (al potere tra 1999 e 2010), Issoufou deve affrontare soprattutto tre avversari: due ex primi ministri, Seïni Oumarou, membro dell’ex partito del presidente Tandja, e Hama Amadou, oltre che Mahamane Ousmane, primo presidente eletto democraticamente (al potere tra 1993 e 1996). Un quarto candidato, Amadou Boubacar Cissé, detto “Abc”, potrebbe a sua volta mescolare le carte.

Tra povertà, boom demografico e terrorismo

La lotta contro la povertà, aggravata dagli effetti del riscaldamento climatico, è uno dei grandi temi della campagna elettorale. “C’è troppa povertà. È dura”, sostiene Mahamata Sidy, ristoratore, in un paese dove il 76 per cento della popolazione vive con meno di due dollari al giorno.

Con una natalità in pieno boom, (il paese vanta il più alto tasso di natalità del pianeta e un’età media di 15 anni), il Niger deve affrontare la desertificazione delle sue campagne e l’arrivo in massa di migliaia di famiglie nei centri urbani.

Secondo l’Onu, nel 2016 due milioni di persone avranno bisogno d’assistenza alimentare. Inoltre, il Niger deve trovare le risorse per sostenere il proprio esercito impegnato a contrastare gli attacchi del gruppo jihadista nigeriano Boko haram, attivo nel sudest. Nel nord e nell’ovest, pesa invece la minaccia di gruppi jihadisti del Sahel.

Un’altra piaga del paese è la corruzione.”Fanno come se il paese fosse loro”, protesa Moussa Mutari, uno studente. “Con questo regime di predatori di risorse pubbliche (…) è impossibile che il Niger, che pure è ricco di risorse minerarie, si sviluppi”, aggiunge Kimba Karimou, un rappresentante del partito di Hama Amadou.

Il presidente Issoufou, da parte sua, intende farsi forte del suo bilancio di governo e portare avanti il suo programma, come sostiene Abdramane Assouma, un responsabile del suo partito.

“Nel 2011 abbiamo ottenuto il 36 per cento al primo turno. Il nostro bilancio è soddisfacente. Issoufou fa quel che nessun presidente ha fatto prima. Una vittoria al primo turno è possibile”, assicura.

“Issoufou è riuscito a porre fine al nostro principale problema”, l’esodo dalle campagne verso le città, aggiunge.

Dall’altra parte, i principali partiti dell’opposizione hanno firmato un accordo che prevede un appello a votare al ballottaggio il candidato che otterrà il miglior risultato al primo turno.

“Eviteremo i tentativi di brogli”, ammonisce Kimba, anche se molti temono un colpo di mano del presidente.

“Per quanto riguarda il clima politico, c’è apprensione”, sottolinea Amadou Hassane Boubakar, giurista dell’Associazione nigerina dei costituzionalisti.

“Non è mai successo che un presidente del Niger fosse eletto al primo turno nel corso di elezioni democratiche”, spiega, facendo notare che “nel 2011, al primo turno, i principali partiti d’opposizione hanno ottenuto, tutti insieme, il 57 per cento dei voti. Obiettivamente non vedo come (Issoufou) possa vincere al primo turno, anche se è possibile che aumentino i voti ottenuti rispetto al 2011, superando il quaranta per cento”.

Alcuni osservatori ritengono possibile la vittoria del presidente uscente senza un secondo turno, come accaduto nei paesi vicini (Costa d’Avorio, Guinea e Burkina Faso) e sottolineano come, “in mancanza di sondaggi” e con molti elettori che voteranno per la prima volta, sia impossibile “avere delle certezze”.

(Traduzione di Federico Ferrone)

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