21 settembre 2016 12:46

Dal 19 settembre gli studenti dell’università del Witwatersrand, a Johannesburg, sono impegnati in nuove proteste contro l’aumento delle tasse universitarie. I ragazzi hanno cercato di far chiudere l’università e di bloccare le lezioni per chiedere alla dirigenza di ascoltare le loro richieste, la prima delle quali è che l’università sia gratuita. Nel secondo giorno di manifestazioni ci sono stati lanci di pietre contro le forze dell’ordine, che hanno utilizzato granate stordenti. In tutto sono stati fermati 31 studenti, tra cui un giornalista dal Daily Vox, Mohammed Jameel Abdulla, che è stato rilasciato poco dopo.

Le proteste hanno coinvolto anche altre università a Città del Capo e a Pretoria, e sono dovute all’annuncio fatto il 19 settembre dal ministro dell’istruzione, Blade Nzimande, che ha permesso agli atenei sudafricani di aumentare le tasse d’iscrizione fino all’8 per cento nel 2017. L’incremento non è proporzionale all’inflazione, che in Sudafrica è intorno al 6 per cento.

Le radici dello scontento
Già nel 2015 gli studenti sudafricani avevano protestato contro una decisione simile ed erano riusciti a ottenere il congelamento degli aumenti. Tuttavia, sostengono i rettori, la decisione di non far salire le tasse per l’anno accademico 2015/2016 ha lasciato molti atenei sull’orlo del collasso finanziario.

Per sostenere gli studenti più poveri il governo ha annunciato nuovi programmi di diritto allo studio. Ma questo non è bastato a evitare le proteste. Molti studenti, in gran parte neri, faticano a pagare le rette. Lo scontento è molto diffuso e nell’ultimo anno e mezzo ha assunto varie forme: prima del movimento #feesmustfall, c’è stata la campagna #rhodesmustfall, che chiedeva la rimozione dal campus dell’Università di Città del Capo di una statua del colonialista Cecil Rhodes. All’inizio di settembre del 2016 32 studenti dell’Università del KwaZulu-Natal sono stati arrestati dopo che è stato appiccato un incendio in una biblioteca, proprio mentre nel campus erano in corso le proteste contro le rette universitarie.

La battaglia degli studenti sudafricani comprende dunque questioni che vanno oltre il diritto allo studio, come le disuguaglianze economiche e la decolonizzazione, e ha come protagonista la generazione dei born free, i giovani nati dopo il 1994 (l’anno incui Nelson Mandela andò al potere con l’African national congress), che contestano le politiche di governo dell’Anc.

Il video dell’Afp