28 luglio 2020 16:19

Limitazioni ai viaggi in Europa, restrizioni agli incontri in Belgio, spiagge chiuse in Francia, spostamenti limitati in Marocco: molti paesi rafforzano le misure sanitarie nel tentativo di arginare la pandemia, mentre il bilancio dei morti supera quota 650mila vittime. Secondo i dati dell’Afp il covid-19 ha già provocato 652.739 decessi. Gli Stati Uniti restano il paese più colpito (146.968 decessi) davanti al Brasile (87.618), al Regno Unito (45.752), al Messico (43.680) e all’Italia (35.112).

  • Parlando di recrudescenza “preoccupante” dei casi, il Belgio, uno dei paesi dove si registra il maggior numero di decessi per numero di abitanti (85 ogni centomila), ha annunciato un nuovo rafforzamento delle limitazioni, in particolare nella regione di Anversa, per evitare una seconda ondata dell’epidemia. Sebbene i politici belgi evitino ancora di utilizzare questi termini, la prima ministra Sophie Wilmès si è detta “molto preoccupata” e ha aggiunto che il suo obbiettivo è di evitare “assolutamente” un secondo confinamento, malgrado una situazione che potrebbe diventare sempre più critica anche a causa degli spostamenti dovuti alle vacanze estive. In ogni caso, il piano che mirava a mettere fine al confinamento è ormai fuori discussione. A partire da mercoledì, ciascuno potrà entrare a contatto con un massimo di cinque persone in un mese, e non più quindici. “Questa misura è radicale, ma consigliata dagli esperti”, ha sottolineato David Clarinval, ministro federale del bilancio e della pubblica amministrazione. Per quanto riguarda gli eventi che si terranno all’esterno, solamente duecento persone, e non più 400, potranno parteciparvi, mentre solo cento persone potranno accedere a eventi in luoghi chiusi. Le riunioni private, come i matrimoni, ammetteranno la presenza si sole dieci persone. Wilmès ha inoltre invitato la popolazione a lavorare da casa e a rispettare, in particolare i giovani, le misure di contenimento del virus. L’uso della mascherina, benché “fortemente consigliato”, non è però obbligatorio, salvo nei negozi, nei mercati e nei luoghi dove non è possibile rispettare il distanziamento sociale.
  • Migliaia di viaggi dovranno essere annullati dopo la decisione del governo britannico di estendere le raccomandazioni a non viaggiare in Spagna, se non per motivi essenziali, anche alle isole Canarie e Baleari, scrive il Guardian. La decisione va a colpire non solamente il settore turistico del paese, ma anche i numerosi tentativi del governo spagnolo di rimuovere l’obbligo di quarantena per i turisti provenienti dalle isole. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha infatti definito “ingiusta” la quarantena di quattordici giorni imposta dal Regno Unito, riporta la Bbc, sottolineando che i turisti sarebbero più al sicuro dal coronavirus in molte regioni della Spagna piuttosto che nel Regno Unito. Anche alcune agenzie di viaggi hanno espresso i loro dubbi di fronte alle raccomandazioni del governo britannico, visto che il tasso di contagio è più basso nelle isole. Per Sánchez, il Regno Unito sta facendo un “errore” nel prendere in considerazione il tasso di infezione dell’intero paese, che corrisponde a 35,1 casi ogni 100mila persone. Secondo le cifre ufficiali pubblicate martedì, durante il secondo trimestre dell’anno la pandemia ha cancellato più di un milione di posti di lavoro in Spagna, soprattutto nei servizi e nel turismo.
  • Altrettanto preoccupate per una nuova impennata dei casi, le autorità francesi hanno ordinato la chiusura serale dei luoghi di assembramento come spiagge, parchi e giardini pubblici della città turistica di Quiberon, sull’Atlantico. L’uso delle mascherine è stato reso obbligatorio nelle trafficate strade del centro e nei mercati. Le autorità locali parlano di “un cluster sanitario con un forte rischio di trasmissione”.
  • In Germania l’istituto epidemiologico Robert-Koch (Rki) ha lanciato l’allarme a causa dell’aumento di nuovi casi di contagio registrato ormai da giorni e fonte di “grande inquietudine”. Le autorità sottoporranno al test i viaggiatori in arrivo da regioni a rischio, e hanno sconsigliato alla popolazione di effettuare viaggi non essenziali nelle regioni spagnole di Aragona, Catalogna e Navarra a causa del “numero elevato di contagi”.
  • A partire da domenica il Regno Unito ha imposto un periodo di isolamento ai passeggeri provenienti dalla Spagna, seconda meta turistica mondiale dopo la Francia. Una misura aspramente criticata da Madrid, che scommetteva sulla stagione turistica e ha risposto garantendo che il paese “è sicuro”.
  • In Cina, dove l’epidemia era stata sostanzialmente arginata a sette mesi dalla comparsa del virus, martedì le autorità hanno annunciato che alcune persone provenienti da un focolaio nel nord-est del paese hanno diffuso il virus in cinque province della capitale Pechino. Davanti a un’epidemia che sembrava essere ormai sotto controllo grazie all’isolamento imposto durante la primavera, la paura è quella di assistere a una seconda ondata che potrebbe avere conseguenze economiche e sociali devastanti.
  • Negli Stati Uniti, l’amministrazione Trump ha annunciato la positività del consulente per la sicurezza nazionale Robert O’Brien, una delle persone che il presidente incontra più spesso.
  • In Sudamerica, dove il quadro dell’epidemia resta preoccupante, la Bolivia ha proclamato lunedì “lo stato di calamità naturale” in tutto il paese. La presidente ad interim Jeanine Áñez ha annunciato di essere guarita da una forma asintomatica di covid-19 e di poter tornare al lavoro.
  • In Argentina la soglia dei tremila decessi è stata superata lunedì. Il governo riflette su un possibile rafforzamento delle misure d’isolamento.
  • In Marocco è scoppiato il caos dopo che domenica sera il governo ha deciso di introdurre severe limitazioni al movimento per ostacolare la diffusione del virus.
  • L’Organizzazione mondiale della sanità ha precisato che le misure restrittive per gli spostamenti, elogiate dai professionisti sanitari, non rappresentano comunque l’unica arma nella lotta contro l’epidemia. Sei mesi dopo aver dichiarato l’emergenza per la salute pubblica mondiale, il comitato per la valutazione delle situazioni di emergenza dell’Oms dovrà riunirsi in settimana per “rivalutare la pandemia”.

(Traduzione di Andrea Sparacino)