04 dicembre 2020 15:25
  • Nel suo discorso alla prima sessione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite sulla pandemia di covid-19, che si è tenuta il 3 dicembre, il segretario generale António Guterres ha avvertito che il mondo potrebbe fare i conti con le conseguenze della pandemia per decenni, anche se presto saranno introdotti dei vaccini. Durante il vertice, che si è svolto online, Guterres ha ricordato che l’impatto economico e sociale del covid-19 “è enorme e in aumento” e che il vaccino non può essere considerato una panacea in grado di risolvere i danni della pandemia globale. “A quasi un anno dall’inizio della pandemia, siamo di fronte a una tragedia umana e a un’emergenza umanitaria e legata alla salute pubblica e allo sviluppo”, ha detto il segretario generale, facendo riferimento all’aumento della povertà, al rischio di carestia e alla prospettiva della “più grande recessione globale in ottant’anni”.
  • Nel corso dello stesso vertice, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha proposto di elaborare un “trattato internazionale sulle pandemie”. Notando che “il numero delle epidemie si è moltiplicato negli ultimi decenni”, Michel ha ammesso che l’Europa è stata “presa alla sprovvista” dal virus, un “fallimento” da cui bisognerà “trarre conseguenze e insegnamenti”. Secondo Michel, il trattato internazionale sulle pandemie dovrebbe rientrare nell’ambito dell’Organizzazione mondiale della sanità e avere l’obiettivo di “strutturare la nostra capacità collettiva di anticipare, preparare e gestire questo tipo di crisi”, migliorando la risposta “in tutti i campi in cui abbiamo constatato che abbiamo interesse a rafforzare la cooperazione”.
  • L’Iran, il paese mediorientale più colpito dalla pandemia, il 3 dicembre ha superato il milione di casi di covid-19. L’ha annunciato alla tv di stato la portavoce del ministero della sanità, Sima Sadat Lari. Da febbraio scorso, inoltre, il virus ha provocato la morte di 49.348 persone, secondo i dati ufficiali. Ma per ammissione delle stesse autorità, tra cui il ministro della sanità Saeed Namaki, i numeri reali sono molto più alti. Nelle ultime ventiquattr’ore, comunque, i decessi sono stati 358, in lieve calo rispetto alla media quotidiana di più di 400 registrata per gran parte del mese di novembre. A partire dal 21 novembre tutte le attività non essenziali sono state chiuse per due settimane nelle zone più a rischio, compresa la capitale Teheran.
  • In Francia il primo ministro Jean Castez ha annunciato l’intenzione di cominciare la campagna di vaccinazione a gennaio, gratuita per tutta la popolazione. La campagna sarà discussa in parlamento nel mese di dicembre, e l’uso dei vaccini (per ora si tratta di quelli prodotti dalla Pfizer/Biontech e dalla Moderna) dovrà aspettare il via libera dell’agenzia europea del farmaco e dell’ente di controllo statale francese. La priorità sarà data alle persone anziane che vivono nelle case di cura (un milione) e a febbraio si proseguirà con le persone fragili in ragione dell’età e delle eventuali patologie pregresse (14 milioni), per poi somministrare il farmaco a chi lo richiederà. Castez ha precisato che la Francia ha ordinato 200 milioni di dosi di vaccino; il quantitativo permetterà di vaccinare cento milioni di persone, dato che entrambi i prodotti chiedono una prima dose e poi un richiamo alcune settimane dopo. Per garantire la gratuità della vaccinazione il governo ha previsto di aumentare di 1,5 miliardi di euro il bilancio della previdenza sociale. La campagna di vaccinazione sarà guidata dall’immunologo Alain Fischer, 71 anni, specialista di genetica, immunologia e pediatria. Il primo ministro ha lanciato un appello a superare la diffidenza nei confronti dei vaccini, dato che, scrive Le Monde, in Francia è più diffusa che nei paesi vicini. Per il Natale nel paese si raccomanda di avere riunioni con al massimo sei adulti, esclusi i bambini. Il confinamento attualmente in vigore dovrebbe terminare il 15 dicembre, ma l’analisi dei dati elaborata dall’istituto Pasteur sembra indicare un rallentamento della curva discendente: secondo i ricercatori oggi in Francia quasi undici persone su cento sono state già infettate, in forma sintomatica o asintomatica. La diversità dei tassi di contagio tra le regioni e l’incertezza sull’evoluzione dei tassi di trasmissione spingono gli esperti a chiedere di valutare una possibile proroga delle misure restrittive.
  • Lo stato di emergenza sanitaria in vigore in Marocco da metà marzo è stato prolungato dal 10 dicembre fino al 10 gennaio 2021. L’ha confermato il 3 dicembre l’agenzia di stampa ufficiale Map, annunciando che nel corso di un consiglio dei ministri è stato approvato un decreto per l’adozione di nuove restrizioni, come l’autorizzazione per il ministro dell’interno di adottare tutte le misure possibili per frenare l’epidemia. Nel paese di 35 milioni di abitanti, dall’inizio della pandemia sono state infettate 364.190 persone e 5.985 sono morte. Il tasso di letalità resta debole (circa 1,7 per cento), ma gli ospedali rischiano la saturazione, soprattutto nella zona di Casablanca, centro economico del paese. Dopo aver optato per i vaccini della cinese Sinopharm e dalle britannica AstraZeneca, il Marocco spera di lanciare entro la fine dell’anno una grande campagna di vaccinazione per immunizzare circa 20 milioni di persone in tre mesi.
  • Nonostante alla fine di ottobre sia stato annunciato che era stato superato il picco della prima ondata di covid-19, il 2 dicembre l’Argentina ha superato la soglia dei 39mila decessi. Gli specialisti hanno identificato diversi fattori per spiegare la mortalità elevata dovuta al virus nel paese, tra cui la crisi economica in corso dal 2018, la forte densità abitativa nelle città, soprattutto nella capitale Buenos Aires, dove vivono 15 milioni di persone, le scarse condizioni igieniche nelle bidonville e nei quartieri popolari.
  • A Mosca il 5 dicembre apriranno 70 centri vaccinali, ha dichiarato il sindaco della capitale russa. I primi a ricevere il vaccino Sputnik V, sviluppato dall’Istituto Gamaleya e prodotto insieme al Fondo russo per gli investimenti diretti, saranno insegnanti, medici e assistenti alla persona. Le prenotazioni saranno fatte online per evitare assembramenti. La campagna di vaccinazione volontaria è stata ordinata dal presidente Vladimir Putin, e la Russia ha ricevuto diverse critiche per non aver aspettato la conclusione dei test su larga scala dell’efficacia del vaccino. Secondo i dati ufficiali la Russia ha registrato 2.402.949 contagi e 42.176 decessi. Intanto le autorità del Kazakistan hanno dichiarato che il paese comincerà a produrre il vaccino russo Sputnik V dal 22 dicembre. La campagna di vaccinazione dovrebbe cominciare a gennaio e sarà rivolta inizialmente ai gruppi di popolazione più vulnerabili, ai medici, agli insegnanti e alle forze dell’ordine. Il Kazakistan sta conducendo una sperimentazione in proprio su un vaccino nazionale e la fase tre dovrebbe cominciare il 25 dicembre, hanno aggiunto le autorità. La produzione del vaccino Sputnik V, secondo quanto riportato dalle autorità russe, sarebbe attiva anche in altri paesi, tra cui l’India, il Brasile e l’Argentina. Alcuni campioni del farmaco sono stati inviati all’Uzbekistan, e il 4 dicembre anche la Serbia ha dichiarato di averne ricevuto un lotto di prova di venti dosi. A novembre, la Russia ha inviato dei campioni del vaccino all’Ungheria.
  • Il fine settimana del 5 e 6 dicembre un lockdown parziale sarà imposto nella Striscia di Gaza, dove nell’ultimo mese i casi di covid-19 sono più che triplicati. Nel territorio densamente popolato, si registrano in media 900 nuovi contagi al giorno, mentre il bilancio quotidiano delle vittime è quadruplicato fino a più di cento. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) finora nella Striscia ci sono stati 23mila contagi. Il 3 dicembre il portavoce del ministero dell’interno, Eyad al Bozom, ha detto ai giornalisti che durante il confinamento parziale scuole e moschee resteranno chiuse, così come alcune attività. La durata delle misure non è stata specificata. Il 29 novembre l’Oms ha consegnato 15 ventilatori agli ospedali di Gaza, dopo che le autorità sanitarie locali avevano avvertito che la situazione era al collasso. Gli esperti temono che a causa della sovrappopolazione del territorio, dove vivono due milioni di persone, e del blocco imposto da Israele, le conseguenze di una diffusione fuori controllo del virus potrebbero essere devastanti.
  • In una teleconferenza organizzata il 3 dicembre, l’amministratore delegato della Qantas Airlines, Alan Joyce, ha detto che la compagnia aerea di bandiera dell’Australia richiederà a tutti i passeggeri internazionali di sottoporsi al vaccino per il covid-19 prima d’imbarcarsi. “Abbiamo il dovere di preoccuparci per i nostri clienti”, ha precisato Joyce, “e quando un vaccino sicuro ed efficace sarà facilmente disponibile, per noi sarà obbligatorio”. La compagnia aerea ha anche reso noto un crollo del 60 per cento nel fatturato dell’anno fiscale in corso e ha avvertito che le restrizioni sui voli resteranno in vigore per mesi. La Qantas ha fermato quasi tutti i voli internazionali a causa delle misure imposte dall’Australia per contenere il virus da marzo.
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  • L’economia globale potrebbe subire danni significativi se i paesi a basso reddito non avessero accesso sufficiente ai vaccini contro il coronavirus, secondo un nuovo rapporto dell’Eurasia Group. Il danno colpirebbe allo stesso modo i paesi ricchi e quelli meno industrializzati, mettendo a rischio decenni di progresso economico, osserva l’Organizzazione mondiale della sanità che il 3 dicembre ha condiviso il rapporto, per stimolare gli investimenti nella sua iniziativa Act accelerator che promuove la collaborazione globale per sviluppare test, trattamenti e vaccini e che comprende il piano globale di assegnazione dei vaccini, noto come Covax, per mettere in comune le risorse necessarie per distribuire equamente le dosi. I funzionari dell’Oms sperano di fornire circa due miliardi di dosi in tutto il mondo entro la fine del 2021. In base all’analisi dell’Eurasia group l’accesso equo al vaccino potrebbe aiutare le economie dei paesi poveri e generare almeno 466 miliardi di dollari di benefici economici entro il 2025 per dieci dei più grandi paesi donatori del mondo. La pandemia di coronavirus ha colpito più di 64 milioni di persone in tutto il mondo e almeno 1,4 milioni di persone sono morte, scrive il New York Times. L’America Latina ha registrato un terzo delle morti nel mondo. L’Africa ha superato i due milioni di casi. Chiusure e quarantene hanno colpito in modo particolarmente duro i paesi poveri, dove non lavorare spesso significa non mangiare.
  • In Grecia crescono i contagi, i ricoveri in terapia intensiva e i decessi. Per questo il governo ha prorogato il confinamento nazionale dal 7 al 14 dicembre.
  • In Austria le misure di restrizione saranno allentate dal 7 dicembre, ma bar e ristoranti rimarranno chiusi fino al 7 gennaio. La quarantena per chi arriva dall’estero durerà dieci giorni. Il cancelliere Sebastian Kurz il 2 dicembre ha dichiarato che “il virus è stato introdotto in Austria da chi è tornato dai viaggi all’estero l’estate scorsa, riferendosi in particolare a chi ha la famiglia nei paesi balcanici”. Le sue parole, che indicano come responsabile dell’epidemia la popolazione immigrata in Austria, hanno suscitato accese critiche nel paese e la condanna del vicecancelliere Werner Kogler, l’esponente dei Verdi che formano la coalizione di governo con il partito di centrodestra di Kurz.
  • Negli Stati Uniti tre ex presidenti scendono in campo per promuovere le vaccinazioni. I democratici Barack Obama e Bill Clinton, e il repubblicano George W. Bush hanno detto di essere disposti a vaccinarsi in diretta televisiva per lanciare un messaggio rassicurante sulla procedura sanitaria. Il comitato di consulenza sui vaccini della Food and drug administration si riunirà il 10 dicembre per valutare l’autorizzazione di emergenza all’uso del vaccino della Pfizer/Biontech. Una settimana dopo dovrebbe essere esaminata la richiesta di autorizzazione presentata dalla Moderna per il suo vaccino. Intanto, il presidente eletto Joe Biden ha dichiarato che chiederà alla popolazione di indossare la mascherina nei primi cento giorni del suo mandato.