28 dicembre 2020 14:00
  • Il 27 dicembre il presidente statunitense Donald Trump ha firmato l’entrata in vigore del pacchetto di aiuti da 900 miliardi dollari che contiene sussidi di disoccupazione e pagamenti in contanti a sostegno di lavoratori e aziende colpiti dalla pandemia di covid-19. Il presidente ha firmato anche la legge di finanziamento del governo federale per 1,4 migliaia di miliardi di dollari, scongiurando così il blocco delle attività amministrative (shutdown). Tuttavia il suo ritardo nella firma ha di fatto peggiorato la situazione economica del paese che ha registrato un picco nei tassi di disoccupazione proprio alle porte del Natale, scrive la Cnn, secondo cui sono circa 12 milioni gli americani interessati dai programmi di sostegno che ora riceveranno i sussidi per altre 11 settimane.
  • Loujain al Hathloul, attivista saudita di 31 anni, è stata condannata da un tribunale di Riyadh specializzato in reati di terrorismo a cinque anni e otto mesi di carcere. Era stata arrestata nel 2018 perché chiedeva che alle donne fosse concesso il diritto di avere una patente di guida, ma secondo i giudici l’attivista, per la cui liberazione si sono mobilitate molte ong internazionali, “ha tentato di realizzare un progetto straniero per sovvertire il potere” del regno. Hathloul dovrebbe lasciare il carcere il prossimo mese di marzo perché la corte, oltre ad avere conteggiato il periodo di detenzione già scontato, ha ordinato una sospensione della pena per un periodo di due anni e dieci mesi: la 31enne ha già scontato 34 mesi, che sommati ai 31 mesi di sospensione della pena fanno un totale di 65 mesi sui 68 mesi complessivi inflitti.
  • Il 27 dicembre alcuni alti funzionari della sicurezza egiziana sono andati in Libia per incontrare i rappresentanti del Governo di accordo nazionale, riconosciuto dalla comunità internazionale e appoggiato dalla Turchia. Si è trattato della prima visita dal 2014, quando il paese è entrato in una guerra civile tra le forze di Tripoli e quelle del maresciallo Khalifa Haftar, appoggiate da Russia, Emirati Arabi Uniti ed Egitto. Durante l’incontro con Fathi Bashagha, il ministro dell’interno di Tripoli, si è discusso come implementare il cessate il fuoco raggiunto a ottobre.
  • Il Bangladesh ha avviato il trasferimento di un secondo gruppo di rifugiati rohingya dagli affollati campi profughi di Cox Bazar a un’isola remota nel golfo del Bengala, ignorando le preoccupazioni di alcune ong per la salute e la sicurezza delle persone trasferite. Amnesty International e Human Rights Watch sono infatti preoccupate per la frequenza con la quale le catastrofi naturali si abbattono su quest’isola, che in alcune parti dell’anno è addirittura totalmente sommersa. Nonostante i dinieghi da parte del governo del Bangladesh, le ong sono inoltre preoccupate che i rohingya siano stati trasferiti con la forza.
  • Zhang Zhan, giornalista ed ex avvocata cinese, è stata condannata a quattro anni di carcere dal tribunale di Shanghai. La trentasettenne, arrestata a maggio, è stata accusata di fare falsa informazione tramite messaggi, video e post sui social network. Infatti, attraverso WeChat, Twitter e Youtube, la donna pubblicava contenuti relativi alla situazione di Wuhan da inizio febbraio. La giornalista avrebbe fatto ricorso allo sciopero della fame e sarebbe stata costretta a nutrirsi tramite un sondino, denuncia il suo avvocato.
  • I social network, i mezzi d’informazione non qualificati e alcuni personaggi politici stanno diventando veicolo di trasmissione di teorie complottiste sul covid-19. Uno studio dell’Annenberg Public Politicy Center dell’Università della Pennsylvania nota come, dall’inizio della pandemia a oggi, sempre più persone abbiano cambiato opinione sulle origini del covid-19, confidando sempre più in teorie cospirative: per esempio, su un campione di 840 cittadini statunitensi adulti, a marzo il 28 per cento credeva che il virus fosse stato creato dal governo cinese, a luglio la percentuale era salita al 37 per cento. Queste teorie hanno delle dirette conseguenze sulla prevenzione della pandemia stessa, sottolinea Time. Infatti, gran parte dei soggetti che si affidano a questo tipo d’informazioni affermano di non portare la mascherina in pubblico e di non volersi sottoporre al vaccino nei prossimi mesi.
  • Molte aziende e gruppi tecnologici stanno sviluppando app e programmi che permettano la registrazione dei propri dati relativi ai test o alla vaccinazione anti covid, creando delle credenziali digitali da presentare per entrare a un concerto, al cinema, allo stadio o in un paese. Durante le prime fasi della pandemia molti paesi hanno sviluppato app per il tracciamento dei positivi al covid-19, ma questi servizi hanno avuto poco successo. Resterebbe comunque il problema fondamentale di come tenere traccia di tutta quella fetta della popolazione mondiale che non ha uno smartphone.