01 ottobre 2021 11:19

Questo film vuol essere un dibattito. È ciò che amo di più del cinema: un film è collettivo, si guarda collettivamente, invita alla discussione. Ho archiviato i video delle manifestazioni dei gilet gialli (tra il novembre del 2018 e il febbraio del 2020) senza immaginare di farne un film, ma mantenendomi in contatto con le persone che li avevano girati.

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Sono orgoglioso del lavoro di ricostruzione fatto: il 95 per cento dei filmati è stato datato, accreditato e debitamente pagato agli autori, a volte a costo di mesi di ricerche. Queste persone sono dei testimoni delle violenze della polizia, senza di loro il film non sarebbe esistito. Ma la trasposizione che ne abbiamo fatto permette a tutti di rendersi conto che queste immagini valgono molto di più di quanto potesse sembrare nell’immediato, guardandolo sulle schermo di un telefono. Proiettate su un grande schermo acquistano la forza di una contronarrazione, di un cinema diretto, crudo, impegnato e infine, poste in una prospettiva analitica, dimostrano di avere un valore molto più grande rispetto ai video che scorriamo sui nostri smartphone. Se le persone prestassero più attenzione al comportamento delle forze di polizia, che sono una forza pubblica, cioè soggetta al controllo dello stato, allora avremmo l’inizio della soluzione. Quando ci rendiamo conto della durezza della crisi economica che ormai sta dilagando, capiamo che gestirla con la forza non sarà la soluzione.

Info La rassegna Mondovisioni è a cura di CineAgenzia. I documentari saranno proiettati all’Ex Refettorio. La rassegna è a pagamento (4,5 euro): i biglietti sono acquistabili online o alla cassa dell’Ex Refettorio. Per portare Mondovisioni nella tua città scrivi a info@cineagenzia.it.