17 novembre 2021 10:25

Armenia-Azerbaigian
Il 16 novembre i governi dei due paesi hanno raggiunto un accordo per una tregua, con la mediazione della Russia, dopo una giornata di combattimenti vicino alla regione contesa del Nagorno Karabakh. È stata confermata la morte di un soldato armeno e di sette azeri. Gli scontri sono stati i più intensi dalla fine del conflitto tra i due paesi nell’autunno del 2020.

Polonia-Bielorussia
Il 16 novembre le forze di sicurezza polacche hanno usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro i migranti che lanciavano pietre e cercavano di entrare nel paese dalla Bielorussia. Circa quattromila persone, in maggioranza curdi iracheni, sono ammassate alla frontiera vicino alla cittadina polacca di Kuźnica. Varsavia e Bruxelles accusano Minsk di aver fatto arrivare i migranti nel paese per poi spingerli verso l’Unione europea in risposta alle sanzioni contro il regime di Aleksandr Lukašenko.

Germania-Russia
L’agenzia federale tedesca delle reti dell’energia (Bundesnetzagentur) ha annunciato il 16 novembre la sospensione temporanea del gasdotto Nord stream 2, che collega la Russia alla Germania senza passare per l’Ucraina, citando “ostacoli giuridici”. Per l’approvazione definitiva l’operatore del gasdotto, che ha sede in Svizzera, “deve organizzarsi secondo una forma giuridica di diritto tedesco”. La decisione ha fatto aumentare il prezzo del gas sul mercato europeo.

Francia
Il 16 novembre la polizia ha smantellato un campo che ospitava circa mille migranti a Grande-Synthe, nella regione settentrionale dell’Alta Francia. I migranti, in maggioranza iracheni, siriani e pachistani, sono stati trasferiti in centri d’accoglienza in varie regioni del paese. Dall’inizio dell’anno circa 22mila migranti hanno attraversato la Manica per raggiungere il Regno Unito.

Uganda
Almeno tre persone sono morte e 33 sono rimaste ferite il 16 novembre in un duplice attentato suicida nella capitale Kampala, rivendicato dal gruppo Stato islamico. La polizia ha attribuito gli attacchi a un gruppo locale legato alle Forze democratiche alleate (Adf), una milizia ribelle attiva nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Dall’aprile 2019 alcuni attacchi delle Adf sono rivendicati dal gruppo Stato islamico in Africa centrale (Iscap).

Nigeria
Il 16 novembre una commissione indipendente ha stabilito che le forze di sicurezza hanno compiuto un massacro aprendo il fuoco contro i partecipanti a una manifestazione pacifica a Lagos nell’ottobre 2020. In base al rapporto finale dell’inchiesta, che contraddice la versione ufficiale del governo, soldati e poliziotti hanno ucciso volontariamente almeno undici persone. La manifestazione era stata indetta per chiedere lo smantellamento di un’unità speciale della polizia, la Sars, che si era resa colpevole di gravi abusi.

Birmania
Il 16 novembre Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, è stata incriminata per “frode elettorale nelle legislative del 2020”, che erano state dominate dal suo partito, la Lega nazionale per la democrazia (Lnd). Gli osservatori internazionali avevano definito il voto “libero e giusto”. L’ex premier di fatto è stata arrestata durante il colpo di stato militare del 1 febbraio 2021.