10 dicembre 2021 11:12

Messico-Guatemala
Il 9 dicembre almeno 55 migranti, in maggioranza guatemaltechi, sono morti in un incidente di camion vicino a Tuxtla Gutiérrez, capoluogo dello stato del Chiapas, nel sud del Messico. Secondo la Commissione nazionale dei diritti umani, che ha sede a Città del Messico, il camion trasportava più di cento persone di varie nazionalità.

Colombia-Venezuela
Il 9 dicembre il ministro della difesa colombiano Diego Molano ha annunciato che due capi della dissidenza delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) sono morti negli ultimi giorni in Venezuela. Hernán Darío Velásquez, noto come “El Paisa”, ed Henry Castellanos Garzón, noto come “Romaña”, sono stati uccisi rispettivamente il 5 e il 7 dicembre in circostanze che non sono ancora chiare.

Nicaragua-Taiwan-Cina
Il ministro degli esteri nicaraguense Denis Moncada ha annunciato il 9 dicembre la rottura delle relazioni diplomatiche con Taiwan e il riconoscimento “di un’unica Cina diretta da Pechino”. Il comunicato ufficiale afferma che “Taiwan è parte integrante del territorio cinese”. A riconoscere Taiwan sono rimasti solo quattordici paesi.

Stati Uniti
Il 9 dicembre una corte d’appello federale ha autorizzato il trasferimento di documenti della Casa Bianca alla commissione d’inchiesta parlamentare che indaga sull’assalto al congresso del 6 gennaio 2021. I documenti potrebbero aiutare a capire se l’ex presidente Donald Trump era a conoscenza dell’assalto nei giorni precedenti. Trump ha quattordici giorni di tempo per presentare ricorso alla corte suprema.

Stati Uniti
I dipendenti di un caffè della catena Starbucks a Buffalo, nello stato di New York, hanno approvato il 9 dicembre, con 19 voti a favore e otto contrari, la creazione di un sindacato. Si tratta del primo caso del genere in un caffè dell’azienda, che si opponeva da anni alla sindacalizzazione nei suoi locali.

Iraq
Il 9 dicembre il governo iracheno ha annunciato la fine della “missione di combattimento” sul suo territorio della coalizione internazionale antijihadista guidata dagli Stati Uniti. I circa 3.500 militari stranieri, in maggioranza statunitensi, ancora presenti nel paese rimarranno con compiti di formazione.

Burkina Faso-Niger
Il 9 dicembre le forze armate del Burkina Faso e del Niger hanno annunciato di aver ucciso un centinaio di jihadisti in un’operazione congiunta condotta dal 25 novembre al 9 dicembre alla frontiera tra i due paesi. Nel corso dell’operazione sono morti anche quattro soldati burkinabé.