La nazionale cinese (in maglia rossa) gioca contro quella spagnola a Le Havre, Francia, il 17 giugno 2019. (Bernadett Szabo, Reuters/Contrasto)

Le calciatrici cinesi cercano una nuova stagione d’oro

La nazionale cinese (in maglia rossa) gioca contro quella spagnola a Le Havre, Francia, il 17 giugno 2019. (Bernadett Szabo, Reuters/Contrasto)
25 giugno 2019 11:08

Questo articolo fa parte di una serie del Guardian dedicata ai Mondiali di calcio femminile in corso in Francia. La serie presenta le 24 squadre qualificate con i contributi di giornalisti ed esperti del rispettivo paese.

Panoramica

Lo scorso settembre, durante i giochi asiatici di Jakarta, la Cina era a un passo dal suo primo titolo asiatico dal 2007, prima di essere battuta all’ultimo minuto da una rete del Giappone. La nuova generazione delle “rose d’acciaio” sta cercando di riportare la squadra alla sua gloria passata, ma le manca ancora qualcosa per ritrovare i vertici raggiunti negli anni novanta.

Le formazioni di base della Cina sono il 4-4-2 o il 4-2-3-1. La difesa, guidata dalla capitana Wu Haiyan, è piuttosto stabile ma il resto della squadra dipende dalla posizione in campo dell’attaccante più importante, Wang Shuang. Spesso gode di libertà di movimento, anche se ultimamente è sembrata un po’ appannata dopo uno straordinario inizio di stagione con il Paris Saint-Germain.

Ci si aspetta però che mostri tutte le sue capacità nella prossima e decisiva partita, dopo una stagione perlopiù di successo in Francia. A fare coppia con lei in attacco c’è Wang Shanshan, una formidabile realizzatrice. Quest’attaccante di 29 anni è stata la migliore marcatrice nei giochi asiatici del 2018, con 12 reti, nonostante il conteggio includa l’incredibile exploit di nove reti nella partita contro il Tagikistan. Ancora in forma smagliante, a metà maggio aveva segnato quattro reti in cinque delle partite internazionali giocate quest’anno. Queste due giocatrici hanno tutte le caratteristiche per mettere in difficoltà qualsiasi difesa al mondo.

In mediana si è inaspettatamente creato un buco ancora da riempire, dopo che la vicecapitana, Zhang Rui, è stata esclusa dai 27 convocati inizialmente annunciati ad aprile. Rui ha accumulato più di 140 presenze in nazionale e la rinuncia alla sua esperienza si sta facendo sentire. Yang Lina, un’altra opzione per quel ruolo, manca d’esperienza internazionale, mentre Tan Ruyin, una talentuosa centrocampista di contenimento che ha giocato nella Coppa del mondo del 2015 e ai giochi olimpici di Rio del 2016, è appena rientrata in squadra dopo un lungo infortunio.

Un altro problema, per l’allenatore Jia Xiuquan, è che la Cina comincia spesso in sordina. Se le “rose d’acciaio” continueranno con quest’abitudine, in Francia sarà punita.

Allenatore

Jia Xiuquan è stato nominato capo allenatore dalla Federazione calcistica cinese (Cfa) lo scorso anno, dopo la coppa d’Asia. Prima di prendere le redini della squadra, questo allenatore di 55 anni era alla guida della nazionale under 18 maschile. Anche se privo di esperienza nel calcio femminile, Jia ha trascorso molto tempo allenando varie squadre di prima categoria cinese, tra cui Bayi, Shanghai Shenhua e Henan Jianye, negli ultimi due decenni. Nel 2010 è stato interrogato dalla polizia, collaborando nel corso di un’indagine su un caso di partite truccate, senza però essere arrestato.

La stella della squadra

In Cina, Wang Shuang è spesso paragonata a Messi e la sua stella ha brillato anche in Europa. Quest’attaccante ha concluso la sua prima stagione al Paris Saint-Germain con sette reti e otto assist in 18 partite di Ligue 1, e una rete e un assist in Champions league. È stata votata giocatrice dell’anno dalla Confederazione calcistica asiatica nel 2018. A 24 anni, è il simbolo del rinnovamento del calcio femminile cinese.

Lo sapevate?

Dopo essersi trasferita in Francia, Wang Shuang ha subito acquistato un filtro per l’acqua. Non perché fosse preoccupata della scarsa qualità dell’acqua, ma perché, ha detto scherzando, voleva evitare di perdere i capelli, visto che tanti uomini francesi, anche di trent’anni, sono calvi.

Breve storia del calcio femminile in Cina

Il calcio femminile in Cina è apparso alla fine degli anni settanta, dopo la riforma economica e la generale apertura del paese. Costituita nel 1983, la nazionale ha dominato le successive sette edizioni della coppa d’Asia, fino al 2001. La Cina ha avuto anche un ruolo dominante al livello internazionale nei primi anni del calcio femminile, ospitando nel 1991 la partita inaugurale della Coppa del mondo, nella quale si è classificata al quinto posto. La fine degli anni novanta è stata il periodo d’oro della squadra, che si è guadagnata il soprannome di “rose d’acciaio” dopo essere finita seconda ai giochi olimpici del 1996 e alla Coppa del mondo del 1999. L’incredibile successo per 5-0 in semifinale contro la Norvegia nel 1999 e la successiva sconfitta inflitta in casa agli Stati Uniti ai rigori saranno ricordati per molto tempo. La migliore calciatrice di quella generazione dorata, Sun Wen, è stata nominata migliore calciatrice del secolo dalla Fifa, insieme a Michelle Akers.

Dopo tutti questi successi, tuttavia, per le “rose d’acciaio” è cominciata una parabola discendente e l’ultima coppa d’Asia vinta risale al 2007. Non è difficile capire il perché: anche se i loro successi rispetto alla squadra maschile sono stati ammirati, pochissime ragazze giocano a calcio e l’interesse nei confronti dello sport femminile è basso. E quindi quando quest’ultimo ha preso il volo in altri paesi, la Cina è rimasta indietro.

Quale giocatrice sorprenderà tutti alla Coppa del mondo?

Nonostante abbia appena 19 anni, Peng Shimeng è stata la prima scelta come portiera alla Coppa asiatica del 2018, dove ha sostituito la veterana Zhao Lina, ed è rimasta titolare. Su 23 partite giocate, in 15 occasioni Peng non ha subìto reti, concedendone appena 11 in tutto con il Jiangsu Suning, ricevendo la nomina di portiera della stagione in Cina.

Bilancio annuale della nazionale femminile cinese (rispetto a quella maschile)

Il bilancio per le squadre maschili e femminili della Cfa è riservato ma si ritiene generalmente che le prime godano di maggiori finanziamenti. Tuttavia, dopo che la squadra femminile si è piazzata seconda ai giochi asiatici del 2018, Jack Ma, fondatore del gigante dell’ecommerce Alibaba, si è congratulato con le giocatrici allo stadio e ha promesso d’investire nella loro squadra.

Numero di calciatrici tesserate

Anche questa informazione è riservata, probabilmente a causa della mancanza di dati forniti da alcune associazioni calcistiche. Nel 2016 la televisione di stato cinese ha riferito che le calciatrici professioniste tesserate sono meno di seicento. Considerando tutte le categorie il numero è inferiore a 1.500.

(Traduzione di Federico Ferrone)

Questo articolo fa parte di una serie del Guardian dedicata ai Mondiali di calcio femminile in corso in Francia. La serie presenta le 24 squadre qualificate con i contributi di giornalisti ed esperti del rispettivo paese.

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