18 giugno 2021 16:13
  • Nel mondo i decessi causati dal covid-19 hanno superato i 3,83 milioni e i casi confermati sarebbero più di 177 milioni secondo i dati della Johns Hopkins University, anche se i numeri potrebbero essere più alti. I dati raccolti da Our world in data riguardo alle vaccinazioni affermano che nel mondo più di 2,5 miliardi di persone hanno ricevuto almeno una dose di vaccino contro il covid-19.
  • Il quotidiano britannico The Guardian ha esaminato alcuni studi preliminari che valutano l’efficacia dei diversi vaccini contro le varianti alfa (predominante in precedenza) e delta: “In generale, i vaccini anticovid ostacolano le conseguenze più gravi della malattia, come la morte, ma risultano meno efficaci dalle forme meno gravi come le infezioni asintomatiche”, scrive Nicola Davis sul quotidiano britannico.”Questo sembra confermato dai dati raccolti per i due principali vaccini in uso nel Regno Unito contro entrambe le varianti. Secondo le osservazioni del servizio sanitario pubblico scozzese (Phs) pubblicate sulla rivista medica The Lancet, almeno due settimane dopo la seconda dose di vaccino la protezione contro l’infezione è scesa dal 92 per cento per la variante alfa al 79 per cento contro la variante delta per il vaccino Pfizer-Biontech , mentre per il vaccino della AstraZeneca la protezione è scesa rispettivamente dal 73 per cento al 60 per cento. È stato anche osservato che la protezione contro la malattia sintomatica differisce a seconda della variante. Secondo gli ultimi dati del servizio sanitario pubblico inglese (Phe), quattro settimane dopo la prima dose, entrambi i vaccini offrivano quasi il 50 per cento di protezione contro la variante alfa. Tuttavia, per la variante delta, la protezione era inferiore: una dose del vaccino Pfizer-Biontech offriva circa il 36 per cento di protezione contro la malattia sintomatica. Per una dose del vaccino della AstraZeneca la cifra era di circa il 30 per cento. Due settimane dopo la seconda dose, le differenze nell’efficacia del vaccino per variante erano più modeste: il vaccino Pfizer-Biontech offriva una protezione dell’88 per cento contro la malattia sintomatica con la variante delta, rispetto al 94 per cento della protezione contro la variante alfa. Per il vaccino della AstraZeneca, le cifre erano rispettivamente del 67 per cento e del 74 per cento. In Inghilterra il servizio sanitario ha notato che potrebbe esserci una serie di ragioni per cui il vaccino della AstraZeneca offre una protezione inferiore per entrambe le varianti, incluso il fatto che impiega più tempo per raggiungere la massima efficacia”.
  • Nel Regno Unito potranno vaccinarsi dal 18 giugno tutte le persone al di sopra dei 18 anni, ha annunciato il servizio sanitario nazionale, per raggiungere l’obiettivo del governo di immunizzare tutta la popolazione adulta entro il mese di luglio. Nel paese, le infezioni dovute alla variante delta sono salite a 33.630 su 75.953 nuovi casi registrati nella settimana fino al 14 giugno. Le persone ricoverate per la delta sono state 806 in aumento rispetto alle 423 ricoverate nei sette giorni precedenti. In questo momento la variante delta è la più diffusa nel Regno Unito, dove a causa del nuovo aumento dei casi è stata rimandata al 19 luglio l’uscita completa dal lockdown.
  • Le autorità sanitarie del Portogallo hanno annunciato che i viaggi da e per l’area metropolitana di Lisbona saranno vietati nelle prossime settimane a causa di una risorgenza dei casi di covid-19 nella regione circostante e della frequenza dei casi della varante delta.
  • In Nepal il ministro della salute ha dichiarato che il picco delle infezioni sembra superato, dando un po’ di respiro a ospedali e personale sanitario, ma che il paese ha disperato bisogno di vaccini. Finora sono tre milioni le persone che hanno ricevuto almeno una dose, su 30 milioni di abitanti.
  • In Austria a luglio riapriranno le discoteche e le piste da ballo insieme al resto dei locali notturni. La decisione rientra in un allentamento delle misure anticontagio: le mascherine non dovranno più essere indossate ovunque, tranne in ospedale, non ci saranno più limitazioni del numero di persone ammesse agli eventi pubblici, dove non sarà più necessario tenere le distanze e indossare le mascherine. Dal 1 luglio sarà revocato il coprifuoco di mezzanotte. Chi partecipa a un evento, va in discoteca o mangia in un ristorante deve dimostrare di aver ricevuto almeno una vaccinazione completa, di essere guarito dal coronavirus o di essere risultato negativo. In Austria quasi la metà della popolazione ha già ricevuto almeno una dose, mentre un quarto è completamente vaccinato.
  • Due settimane dopo la riapertura dei confini a viaggiatori vaccinati provenienti dall’estero, in Francia il 17 giugno ha riaperto anche anche il parco divertimenti Disneyland Paris. All’interno è obbligatorio l’uso della mascherina e potranno entrare 28mila persone al giorno. Delle 16mila persone impiegate prima della pandemia finora hanno lavorato in settemila per organizzare la riapertura. In Francia il coprifuoco terminerà il 20 giugno, ha detto il ministro della salute, dichiarando che la situazione del paese sta migliorando prima del previsto.
  • I ministri della sanità dell’Ue hanno trovato un accordo per rafforzare il ruolo dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) nella preparazione e gestione delle crisi sanitarie. Il nuovo regolamento affiderà all’Ema il compito di monitorare e mitigare le carenze potenziali ed effettive di medicinali e dispositivi medici considerati critici per affrontare emergenze di sanità pubblica, di garantire lo sviluppo tempestivo di medicinali di alta qualità, sicuri ed efficaci, e di fornire una struttura per il funzionamento dei gruppi di esperti che valutano dispositivi medici e forniscono una consulenza essenziale sulle crisi. Gli stati membri hanno modificato la proposta originaria della Commissione sulle disposizioni finanziarie e la protezione dei dati. Altre modifiche riguardano la composizione e il funzionamento della task force per le emergenze, in particolare il suo ruolo consultivo per quanto riguarda la realizzazione di sperimentazioni cliniche su medicinali destinati ad affrontare un’emergenza sanitaria. L’accordo raggiunto dal Consiglio sanitario permetterà di avviare i negoziati con il Parlamento europeo per l’approvazione finale del regolamento.
  • La Corea del Sud si è impegnata a donare un totale di 200 milioni di dollari al programma Covax che fornisce vaccini contro il coronavirus ai paesi a basso reddito. Mentre i paesi ricchi con robuste campagne di vaccinazione hanno immunizzato ampie fasce della loro popolazione, gran parte del mondo è molto indietro, sollevando preoccupazioni per ulteriori ondate di covid-19 che potrebbero generare nuove varianti del virus. I leader del G7 hanno concordato di consegnare 870 milioni di dosi di vaccino al Covax, con l’obiettivo di fornirne almeno la metà entro la fine di quest’anno. Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha accolto con favore la notizia, ma ha affermato che sono necessarie molte più dosi e rapidamente.
  • Gli Stati Uniti investiranno 3,2 miliardi di dollari per accelerare lo sviluppo di medicinali antivirali in pillole per curare il covid-19 e altri virus che potrebbero scatenare delle pandemie, ha affermato Anthony Fauci, il massimo esperto di malattie infettive del paese, durante un incontro alla Casa Bianca
  • Il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin ha affermato che la città sta affrontando un’ondata di variante delta e che la situazione si sta rapidamente deteriorando. Secondo le stime, il 18 giugno sarebbero più di novemila i nuovi casi di infezione, in salita rispetto a numeri inferiori a tremila registrati all’inizio di giugno. Sobjanin ha ordinato la vaccinazione obbligatoria per chi lavora nei servizi, in particolare in luoghi affollati e al contatto con il pubblico. L’istituto di sanità pubblica ha reso noto che i casi di variante delta sono in aumento in tutta la Russia, dov’è forte l’esitazione vaccinale.
  • Secondo i risultati preliminari di una nuova ricerca presentata il 15 giugno, non ancora sottoposta a revisione paritaria e pubblicata su medRxiv, il farmaco a base di due anticorpi monoclonali (casirivimab e imdevimab) prodotto dall’azienda Regeneron sarebbe capace di ridurre di un quinto la mortalità tra i malati gravi di covid-19 sieronegativi, cioè che non hanno sviluppato gli anticorpi alla malattia. La ricerca è stata condotta nel Regno Unito tra il settembre 2020 e il maggio 2021 e ha coinvolto 9.785 pazienti che hanno ricevuto la terapia usuale più il trattamento con gli anticorpi oppure sono stati curati solo con la terapia tradizionale. Il farmaco ha ricevuto l’autorizzazione all’uso di emergenza negli Stati Uniti (dove si chiama Regen-cov), ma non ancora nel Regno Unito.
  • In Giappone è stata annunciata la sospensione dello stato di emergenza a Tokyo e in altre otto prefetture dal 20 giugno. Restano in vigore le norme di distanziamento sociale, come la limitazione degli spettatori agli eventi pubblici. Alle Olimpiadi, che apriranno il 23 luglio, potrebbe essere ammesso un pubblico di diecimila persone. Gli esperti sanitari del paese continuano a esprimere la loro contrarietà allo svolgimento dell’evento sportivo quando la pandemia è ancora in corso, anche a fronte dei timori di una maggiore diffusione della variante delta. La città di Tokyo, intanto, sta prendendo in considerazione di consentire la vendita di alcolici tra le 17 e le 19 da consumare in solitudine.
  • L’azienda farmaceutica Novavax ha annunciato i risultati della sperimentazione su 30mila persone del suo vaccino contro il coronavirus negli Stati Uniti e in Messico. Il vaccino usa una proteina del sars-cov-2, una tecnologia diversa rispetto ai vaccini autorizzati finora, e secondo l’azienda ha fornito un’efficacia complessiva del 90,4 per cento contro le infezioni sintomatiche da covid-19 e una protezione del 100 per cento contro la malattia moderata e grave. Contro otto varianti virali di interesse e preoccupazione, la sua efficacia è stata del 93,2 per cento. L’azienda ha detto che presenterà la richiesta di autorizzazione per l’uso di emergenza all’ente regolatore dei farmaci statunitense (Fda) nel terzo trimestre di quest’anno.
  • All’inizio della pandemia la comunità scientifica internazionale aveva annunciato di voler ampliare le collaborazioni nella ricerca riguardante il sars-cov-2 e il covid-19. Oggi, scrive Nature, si può dire che quell’aspirazione si è realizzata solo in parte. “Secondo diverse analisi di co-autori di studi di ricerca, inclusa quella di Nature per questo articolo, nei primi mesi della pandemia probabilmente c’è stata più collaborazione internazionale su documenti relativi al covid-19 rispetto ad altre ricerche. Ma i lavori svolti in collaborazione erano comunque meno rispetto a quelli sui coronavirus degli anni precedenti. Con il passare del tempo, la letteratura sul covid-19 si è arricchita soprattutto di articoli riferiti a singole ricerche nazionali. E nel 2020 complessivamente, i tassi di collaborazione internazionale per la ricerca sul covid-19 hanno finito per essere simili a quelli per tutte le altre ricerche”.
  • L’Unione europea ha aggiunto gli Stati Uniti alla sua lista “bianca” dei paesi di provenienza sicura, il che significa che le persone che viaggiano verso l’Ue dagli Stati Uniti non dovranno più trascorrere un periodo in quarantena all’arrivo se presentano un test del coronavirus negativo. Altri paesi aggiunti all’elenco dell’Ue includono Albania, Macedonia del Nord, Serbia, Libano, Taiwan, Macao e Hong Kong. Il Regno Unito non è stato aggiunto a causa di “serie preoccupazioni” sulla variante delta del coronavirus e dei recenti aumenti dei casi, ha detto un diplomatico dell’Ue al quotidiano The Guardian. Per essere nella lista un paese deve aver registrato meno di 75 casi di covid-19 giornalieri ogni centomila abitanti nelle due settimane precedenti. Secondo il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, il tasso attuale negli Stati Uniti è di 73,9. I paesi che erano già inclusi sono Giappone, Australia, Israele, Nuova Zelanda, Ruanda, Singapore, Corea del Sud e Thailandia. Con gli Stati Uniti rimane il problema della reciprocità. Gli stati membri potranno comunque imporre restrizioni come obblighi di test e quarantena per i viaggiatori statunitensi che arrivano nell’Ue. Dal 1 luglio entrerà in vigore anche il cosiddetto passaporto covid, o green pass, per consentire di muoversi liberamente all’interno dell’Unione ai residenti dell’Ue e a persone provenienti da alcuni paesi fuori dell’Ue, che siano state completamente vaccinate, presentino un test negativo o possano dimostrare la guarigione dalla malattia.
  • In Italia è stato imposto un periodo di quarantena di cinque giorni per chi proviene dal Regno Unito a causa della preoccupazione per l’aumento dei casi di variante delta registrati nel paese, ha annunciato il ministro della salute Roberto Speranza. È stato prolungato il divieto d’ingresso per chi proviene da India, Sri Lanka e Bangladesh. Sono consentiti gli accessi dagli Stati Uniti, dal Giappone e da altri paesi dell’Ue per chi è in possesso del certificato vaccinale, oppure esibisce un tampone molecolare negativo risalente a due giorni prima dell’arrivo o può dimostrare la guarigione dal covid negli ultimi 180 giorni.
  • L’Uganda sta affrontando una carenza di vaccini e di ossigeno per curare i pazienti malati di covid-19 mentre i casi di coronavirus e i ricoveri nel paese aumentano in una terza ondata di pandemia. “Riteniamo che sia un’emergenza”, ha dichiarato il segretario generale dell’Uganda medical association, Mukuzi Muhereza. “Stiamo ricevendo richieste di ossigeno e personale da strutture sanitarie in tutto il paese”. L’Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato 1.735 nuovi casi di coronavirus nel paese il 13 giugno, un aumento significativo rispetto ai 60 nuovi casi giornalieri segnalati un mese prima, il 13 maggio.
  • Secondo un’analisi del New York Times, in base ai dati dell’Organizzazione mondiale della sanità solo sette piccoli paesi africani (Comore, Guinea Equatoriale, Mauritius, Marocco, São Tomé e Príncipe, Seychelles e Zimbabwe) saranno probabilmente in grado di raggiungere l’obiettivo fissato dall’agenzia sanitaria dell’Onu di vaccinare il 10 per cento della popolazione entro il settembre 2021.