26 novembre 2021 16:35
  • Nel mondo dall’inizio della pandemia sono stati registrati 260.247.181 contagi da sars-cov-2 e 5.186.088 morti legate alla malattia del covid-19, secondo i dati della Johns Hopkins University. Le vaccinazioni con almeno una dose hanno raggiunto il 53,9 per cento della popolazione mondiale, secondo i calcoli di Our world in data. Ma solo il 5,6 per cento della popolazione dei paesi poveri ha ricevuto almeno una dose. Il 30 novembre si riunirà l’interministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio per decidere definitivamente se sospendere i brevetti. In tal senso sono previste giornate di mobilitazione in Europa e in Italia, promosse dall’iniziativa Nessun profitto sulla pandemia.
  • In Italia il 26 novembre è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il nuovo decreto del governo per l’uso del green pass e per gli obblighi vaccinali.
  • La validità del green pass scende da 12 a nove mesi. Dal 15 dicembre entra in vigore l’obbligo di vaccino per il personale scolastico docente e non docente, per il personale del comparto difesa, sicurezza, soccorso pubblico, e delle strutture adibite all’esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie (con l’esclusione dei contratti esterni).
  • In zona bianca e in zona gialla, dal 6 dicembre 2021 al 15 gennaio 2022 (una data prorogabile), servirà il nuovo green pass rilasciato solo alle persone di più di dodici anni vaccinate o guarite da meno di sei mesi dal covid-19 per accedere a servizi come:
  • mense;
  • spettacoli;
  • pubblico degli eventi sportivi;
  • servizi al tavolo della ristorazione al chiuso (per la consumazione al bancone non serve la certificazione);
  • feste e discoteche;
  • cerimonie pubbliche.
  • Da ricordare che il passaggio in zona gialla significa il ritorno dell’uso della mascherina all’aperto.
  • In zona arancione, palestre, piscine, centri benessere, musei e ristoranti resteranno aperti ma solo per chi ha il nuovo green pass, sia per i servizi all’esterno sia al chiuso. Resta da chiarire come saranno regolamentati gli spostamenti, dato che in zona arancione non si può uscire dal comune e di solito scatta il coprifuoco.
  • In zona rossa, le attività che restano chiuse in base alle leggi sul contrasto della pandemia saranno chiuse anche per chi possiede il nuovo green pass.
  • Con il vecchio green pass (ottenuto da chi ha più di dodici anni, con vaccinazione, guarigione dal covid-19 o anche con esito negativo di tampone rapido, valido 48 ore, o molecolare, valido 72 ore) le novità dal 6 dicembre al 15 gennaio riguardano gli accessi per:
  • il trasporto pubblico locale e interregionale (resta il nodo dei controlli);
  • gli alberghi e le attività ricettive;
  • spogliatoi delle palestre (con l’esenzione del certificato per chi accompagna persone con disabilità o per ragioni anagrafiche).
  • L’introduzione del nuovo green pass non porterà a un allentamento delle misure restrittive. Restano quindi le norme riguardanti il distanziamento e l’obbligo di indossare le mascherine al chiuso, e all’aperto solo dalla zona gialla in poi.
  • La psicologa Geneviève Beaulieu-Pelletier analizza su The Conversation nove barriere psicologiche che portano all’esitazione e al rifiuto del vaccino contro il covid-19. “La quarta ondata della pandemia di covid-19 sta mettendo sotto pressione le reti ospedaliere, sconvolgendo molti e facendo sembrare strano il rifiuto dei vaccini. Dietro il rifiuto di vaccinarsi, c’è un complesso spettro emotivo che caratterizza i comportamenti e le scelte di ogni persona. Oltre a ragioni religiose e culturali o condizioni di salute che giustificano la mancata vaccinazione, la scelta di rifiutare la vaccinazione può essere spiegata da una serie di altri fattori.
  • Incomprensione e mancanza di informazioni Una prima barriera è la mancanza di comprensione del vaccino o l’incomprensione della necessità della vaccinazione. Perché dovrei vaccinarmi se posso ancora contrarre il virus e trasmetterlo? Perché vaccinare i giovani se sono meno vulnerabili al virus? Non trovare risposte soddisfacenti a queste domande può paralizzare i pensieri e ridurre la volontà di agire.
  • Paura degli aghi e dei vaccini Alcune persone hanno una forte paura degli aghi o del dolore legato alla vaccinazione. Può sembrare irrazionale, ma l’apprensione per gli aghi o il dolore (o anche solo l’immagine dell’ago) a volte è così fonte di ansia che può portare una persona a evitare qualsiasi situazione che implichi la vaccinazione. Quando la paura è legata ai possibili effetti collaterali del vaccino, alcune persone potrebbero non rifiutarsi di essere vaccinate, ma aspetteranno che più persone siano state vaccinate in modo da vedere se ci sono effetti collaterali a lungo termine.
  • Sentimenti di impotenza Un’ulteriore barriera psicologica deriva dai sentimenti di impotenza e scoraggiamento di fronte alla possibilità che la pandemia continui, nonostante gli sforzi di vaccinazione, soprattutto vista l’individuazione di nuove varianti. La “stanchezza pandemica” può portare a una ridotta motivazione e alla riluttanza a seguire le raccomandazioni, compresa la vaccinazione.
  • Consapevoli ma non preoccupate Altre persone sono consapevoli dell’impatto della pandemia, ma non si sentono personalmente preoccupate: “Sono sano, quindi questo mi protegge”. Vale la pena notare che queste persone non sono per forza contrarie al vaccino.
  • Diffidenza verso gli ingredienti Alcune persone prestano molta attenzione a ciò che entra nel loro corpo e potrebbero essere preoccupate per gli ingredienti del vaccino covid -19, possono percepire il vaccino come un’intrusione, una contaminazione o un’aggressione. Non conoscendo gli ingredienti del vaccino, potrebbero essere riluttanti o contrarie a riceverlo.
  • Ansia e negazione Ognuno reagisce in modo diverso alle situazioni che provocano ansia. Alcuni entreranno in azione e cercheranno soluzioni, altri si confideranno con i propri cari o si sentiranno sopraffatti emotivamente. Altri ancora andranno in negazione, un riflesso automatico e inconscio che funziona come un cerotto per controllare l’ansia. Nel contesto pandemico, ciò può essere espresso come negazione della gravità della malattia, negazione della propria vulnerabilità a contrarre il virus o addirittura negazione dell’esistenza del virus stesso.
  • Senso di rifiuto ed esclusione Come esseri sociali, siamo estremamente sensibili al rifiuto. Quando non ci si sente né rappresentati né ascoltati dalle autorità, o quando si ricevono prese in giro o critiche da altri gruppi della società, si riattivano e si riproducono le ferite di un passato segnato dal rifiuto. Queste persone si sentiranno anche escluse e meno propense a seguire le raccomandazioni. È anche più probabile che si sentano meglio comprese da voci alternative e contrarie che le facciano sentire finalmente ascoltate.
  • Dipendenza e fuga dal conflitto Alcune persone dipendono molto dalle opinioni di chi gli è più vicino. Se la persona dubita di se stessa, fa affidamento sulle opinioni degli altri, li idealizza, o cerca di ridurre al minimo i conflitti con loro, e per esempio sarà influenzata dal fatto che i suoi pari non considerano importante la vaccinazione.
  • Crisi di fiducia I fattori precedentemente citati, come la sfiducia verso ciò che entra nel corpo, la negazione e il rifiuto, possono cristallizzarsi in una maggiore sfiducia nei confronti delle fonti governative, delle autorità sanitarie e dell’industria farmaceutica. Questo può anche trasformarsi in una crisi di fiducia e sfiducia nei confronti delle raccomandazioni sulla salute pubblica. La fede nelle teorie della cospirazione e il rifiuto dell’autorità possono modellare il proprio pensiero e la propria identità. Ciò a sua volta crea un pericolo di polarizzazione.
  • Come psicologa, ritengo fondamentale capire perché una persona si rifiuta di farsi vaccinare. Le misure e le soluzioni per incoraggiare la vaccinazione raggiungono le persone in modi diversi, a seconda di come elaborano le informazioni in primo luogo. Affinché qualsiasi misura sia rispettata, dobbiamo conoscere le ragioni di fondo per cui le persone la rifiutano”.
  • Qui trovate un vademecum dell’Ordine nazionale degli psicologi: “Perché le paure possono diventare panico e come proteggersi con comportamenti adeguati, con pensieri corretti e emozioni fondate. Non vuole essere esaustivo né sostituirsi a un aiuto professionale. È un contributo per riflettere e orientare al meglio i nostri pensieri, emozioni e comportamenti – individuali e collettivi – di fronte al problema covid-19”. La data è del febbraio 2020, ma se vi prenderete il tempo di leggerlo, vi accorgerete che tanti suggerimenti sono validi ancora oggi, per affrontare la pandemia, le incertezze e le paure che essa ha portato nelle nostre vite.
  • Una nuova variante del covid-19 è stata identificata in Sudafrica. La B.1.1.529, così è stata denominata al momento, contiene numerose mutazioni della proteina spike che potrebbero aumentare la trasmissibilità e la capacità di reagire agli anticorpi. Finora, secondo il South Africa’s national institute for communicable diseases, 22 casi positivi sono stati identificati nel paese. Mentre due casi sono stati registrati a Hong Kong, entrambi apparentemente collegati a qualcuno che aveva viaggiato dal Sudafrica. I ricercatori africani e l’Organizzazione mondiale della sanità stanno monitorando la variante per cercare di comprendere meglio la velocità della sua diffusione e se rappresenti una minaccia per l’efficacia dei vaccini. Un gruppo di esperti dell’Oms si riunirà il 26 novembre per decretare se la B.1.1.529 (che forse si chiamerà Nu) debba essere designata come variante di “interesse” o di “preoccupazione”.
  • In base ai dati sulla diffusione e contagiosità della variante B.1.1.529 e alle preoccupazioni espresse dalla Commissione europea il 26 novembre Regno Unito, India, Giappone, Italia, Germania, Repubblica Ceca e Filippine hanno hanno imposto restrizioni di accesso per chi proviene da Sudafrica, Namibia, Lesotho, Eswatini, Zimbabwe, Botswana, Mozambico e Zambia. La Spagna chiuderà i voli dal Sudafrica e dal Botswana il 30 novembre.
  • Un primo caso positivo alla variante B.1.1.529 è stato registrato il 26 novembre in Belgio.
  • In Kenya dal 21 dicembre sarà necessario essere completamente vaccinati per entrare negli uffici delle imposte e per l’immigrazione, negli ospedali, nelle scuole, e sui trasporti pubblici, oltre che nei parchi nazionali, nei bar e nei ristoranti. Nel paese i nuovi contagi sembrano in calo, ma finora risultano vaccinati 2,4 milioni di persone, meno del 9 per cento di 53,44 milioni di abitanti. Finora nel paese sono arrivati 10,7 milioni di dosi (un numero sufficiente appena per il 15 per cento della popolazione) e se ne attendono altri otto milioni. Il Kenya dall’inizio della pandemia ha registrato 254.629 contagi e 5.325 decessi. Nel paese le scuole hanno riaperto il 4 gennaio 2021 dopo nove mesi ininterrotti di chiusura.
  • In Repubblica Ceca per trenta giorni dal 26 novembre saranno chiusi i mercati di Natale, sarà vietato servire alcol nei locali pubblici, bar, ristoranti, discoteche, casinò e night club chiuderanno alle dieci di sera. Il pubblico agli eventi culturali e sportivi sarà limitato a mille persone vaccinate o guarite dal covid-19, altrove il limite sarà di cento persone.
  • In Germania, dove il 25 novembre sono stati registrati 75.400 nuovi contagi e dove sono in costante aumento i ricoveri in terapia intensiva (costringendo a rimandare le operazioni meno urgenti per fare posto nei reparti covid), si comincia a parlare di chiusure nazionali. Lothar Wieler, capo dell’istituto Robert Koch, l’ente federale per il controllo delle malattie, ha invitato a trovare il modo di ridurre le occasioni di contatto tra le persone, a meno di non finire nel caos.
  • In Svizzera il 28 novembre si terrà un referendum in cui si deciderà se il governo possa continuare a richiedere il green pass per entrare in bar, ristoranti, eventi culturali e sportivi. I casi sono in aumento e poco più del 65 per cento della popolazione è completamente vaccinato. Nel paese sale il malcontento per le misure restrittive.
  • In Slovacchia a fronte di un aumento deciso dei nuovi contagi (10.315 il 23 novembre, il numero più alto registrato finora su 5,5 milioni di abitanti) il 25 novembre è stato imposto un lockdown di due settimane ed è entrato in vigore lo stato di emergenza che durerà tre mesi.
  • Un articolo dell’Associated Press, agenzia di stampa statunitense, spiega che in Europa aumentano i contrasti e le discussioni tra popolazione vaccinata e non vaccinata.
  • Una raccomandazione della Commissione europea (non vincolante per gli stati membri) chiede che dal 10 gennaio 2022, per i viaggi nell’Unione europea la validità del green pass europeo (ottenuto con vaccinazione, guarigione o tampone, rapido o molecolare con validità di 48 ore) passi da dodici a nove mesi. E inoltre che dal 1 marzo 2022 chi proviene da paesi extracomunitari possa entrare nell’Ue solo se in possesso del green pass ottenuto con vaccinazione o guarigione dal covid-19 da meno di sei mesi, senza ulteriori restrizioni. Saranno ammessi i vaccini autorizzati dall’Ema (Pfizer, Moderna, J&J, e AstraZeneca); dovrà fare il tampone chi è vaccinato con altri farmaci autorizzati dall’Oms (Sinopharam, Sinovac, Covaxin). Le frontiere rimarrebbero chiuse per chi ha ricevuto il vaccino russo Sputnik V.
  • L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha approvato la somministrazione del vaccino contro il coronavirus della Pfizer-Biontech anche per la fascia d’età tra i cinque e gli undici anni. La dose raccomandata sarà inferiore di un terzo rispetto a quella per gli over 12.
  • L’Organizzazione mondiale della sanità mette in guardia in vista del Natale, ribadendo che gli assembramenti sono tornati ai livelli pre-pandemia e minacciano di aiutare la diffusione del virus nel periodo precedente le vacanze.”Siamo preoccupati per il falso senso di sicurezza secondo cui i vaccini avrebbero messo fine alla pandemia e le persone vaccinate non dovrebbero prendere le altre precauzioni” non farmacologiche (distanziamento, uso delle mascherine al chiuso, ricambio dell’aria) ha detto il direttore generale dell’agenzia Onu, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “I vaccini salvano vite, ma non prevengono completamente la trasmissione del virus”.
  • La Cina continua a perseguire la sua politica di “zero covid” alla luce di tre nuovi casi rilevati nella città di Shanghai. Centinaia di voli sono stati cancellati mentre alcune scuole sono state chiuse e i gruppi turistici sospesi. Sei ospedali di Shanghai hanno sospeso i servizi ambulatoriali.
  • Il Marocco ha spostato la chiusura dei voli da e per la Francia dal 26 al 28 novembre. Il paese ha già sospeso dal 21 ottobre i collegamenti aerei per i viaggiatori con la Germania, il Regno Unito e i Paesi Bassi. In Marocco è vaccinato circa il 50 per cento della popolazione.
  • Dall’1 dicembre l’Australia riaprirà parzialmente i suoi confini dopo averli chiusi nel maggio 2020 a causa del covid-19. Il governo ha annunciato che potranno entrare nel paese solo studenti, lavoratori qualificati e profughi che dimostreranno di essere vaccinati. Sarà consentito l’ingresso, senza quarantena, anche ai cittadini vaccinati provenienti dal Giappone e dalla Corea del Sud. Il governo prevede che torneranno più di 200mila lavoratori e studenti stranieri.
  • In Grecia, dal 6 dicembre le persone non vaccinate non potranno entrare in tutti gli spazi pubblici chiusi, come bar, ristoranti, cinema, musei e palestre. Fino a nuovo avviso, i dipendenti del settore pubblico e privato dovranno lavorare a turni scaglionati, e le mascherine saranno obbligatorie in tutti gli spazi di lavoro. Le nuove misure sono state imposte a causa di un aumento dei contagi nel paese che ha portato le unità di terapia intensiva a superare il 90 per cento delle capacità. Secondo le autorità giudiziarie in diverse aree della Grecia è attiva una compravendita di certificati di vaccinazione falsi: 48 persone sono state già arrestate, le indagini sono ancora in corso. Su undici milioni di abitanti i decessi legati al covid-19 il 21 novembre hanno raggiunto i 17.313, le persone sopra i dodici anni completamente vaccinate sono il 61,2 della popolazione.
  • Il 21 novembre circa 35mila manifestanti si sono riuniti a Bruxelles, in Belgio, per marciare contro il Covid safe pass, l’app che dimostra lo stato di vaccinazione e di guarigione dal covid-19 per entrare in bar e ristoranti. La polizia ha usato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti vicino alla sede dell’Unione europea. Nei Paesi Bassi più di cento persone sono state arrestare e almeno 12 sono rimaste ferite durante i tre giorni protesta contro il lockdown parziale imposto dal governo dal 13 novembre. Nello stesso fine settimane sono state diverse le proteste in tutta Europa contro le nuove misure imposte dai governi per cercare di arginare la quarta ondata. In Austria, migliaia di persone si sono radunate per protestare contro il lockdown in vigore dal 22 novembre.
  • Forze speciali della polizia francese sono arrivate in Guadalupa, dipartimento francese d’oltremare, dove il 15 novembre sono scoppiate delle violente proteste legate alle misure contro la pandemia. Le manifestazioni erano cominciate pacificamente, dopo l’annuncio dell’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari e della sospensione per chi lo rifiuta. Poi si sono trasformate in un appello allo sciopero generale illimitato, degenerando in violenti scontri con le forze dell’ordine e saccheggi. Più di trenta persone sono state arrestate, ed è stato imposto il coprifuoco notturno. Anche sulla vicina isola di Martinica (altro dipartimento francese d’oltremare) i sindacati hanno indetto uno sciopero contro l’obbligo dei vaccini per chi lavora nella sanità e il green pass francese. La sfiducia popolare nei confronti delle autorità pubbliche è molto diffusa nelle Antille francesi, dove il governo ha autorizzato per anni l’uso di pesticidi tossici nelle piantagioni di banane, e dove la pandemia ha esacerbato gravi problemi disuguaglianza sociale, disoccupazione giovanile ed estrema povertà. Dopo aver “condannato con la più estrema fermezza” le violenze, il premier francese Jean Castex ha annunciato la creazione di un “forum di dialogo” per “convincere e sostenere individualmente, umanamente” il personale sanitario interessato dall’obbligo di vaccinazione.
  • In Portogallo dal 1 dicembre sarà reintrodotto l’uso del green pass (per persone vaccinate o guarite) e l’obbligo dell’uso della mascherina per entrare nei luoghi pubblici e nelle case di cura. Chi arriva dall’estero in aereo potrà entrare presentando il risultato di un tampone negativo al covid-19. Nel paese i nuovi contagi sono saliti da 500 il 1 novembre a 3.150 il 25 novembre. Più dell’86 per cento della popolazione è vaccinato; i decessi complessivi dall’inizio della pandemia sono 18.400 su una popolazione di dieci milioni di abitanti.

Ha collaborato Natasha Caragnano.