09 dicembre 2016 10:21

Purtroppo John Kerry non ha torto. Nel suo intervento dell’8 dicembre, in occasione della conferenza annuale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, fondata negli anni della distensione della guerra fredda di cui riunisce ancora i protagonisti, Stati Uniti e Russia, il capo della diplomazia statunitense ha denunciato la “strada verso la tirannia” intrapresa da molti paesi e da diversi movimenti di estrema destra. “In troppi luoghi abbiamo registrato una crescita del pensiero autoritario, limitazioni dei diritti umani e dell’indipendenza dei mezzi d’informazione, un aumento dell’intolleranza e dei crimini dell’odio. Qualsiasi attacco alle libertà fondamentali è un altro mattone nella costruzione della strada che porta verso la tirannia e l’autoritarismo populista”.

Kerry non ha fatto i nomi di persone, paesi o movimenti politici, perché le sue responsabilità glielo vietano. Ma esaminiamo quello che è successo nelle ultime 48 ore. L’organizzazione Memorial, nata in Russia negli anni ottanta per difendere la memoria delle vittime dello stalinismo, è stata condannata per attività non conformi allo status di “organizzazione straniera”, che le autorità le hanno imposto per limitarne il raggio d’azione.

Sondaggio sulla tortura
In Danimarca un deputato di un partito di estrema destra che fa parte della coalizione al potere ha proposto di sparare sulle imbarcazioni dei profughi per impedire che raggiungano le coste europee. In Francia Marine Le Pen vorrebbe vietare un’istruzione ai figli degli immigrati con i documenti non in regola perché dovrebbero essere puniti, se abbiamo capito bene, per le guerre o per la miseria di cui i loro genitori sono vittime. Secondo Le Pen in Francia le cose andrebbero meglio se questi bambini rimanessero per strada invece che dietro i banchi di scuola.

La percentuale di persone che si oppongono alla tortura è calata dal 66 per cento del 1999 al 48 per cento del 2016

Continuando con le notizie delle ultime ore, un sondaggio commissionato dal Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) in sedici paesi, tra cui i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, rivela che la percentuale di persone che si oppongono alla tortura è calata dal 66 per cento del 1999 al 48 per cento di quest’anno. Più di un terzo degli intervistati, il 36 per cento, accetta la tortura, il 16 per cento non ha risposto.

Il presidente del Cicr ha parlato di un risultato “sconvolgente e sconcertante”. Ma cosa dire di quei due medici statunitensi che, come consulenti della Cia, avevano contribuito a diffondere l’uso della tortura dopo l’11 settembre 2001 e che oggi ribadiscono di aver agito nel modo giusto? Agghiacciante.

Di notizie del genere ne escono ogni giorno. Alcune sono più spaventose di altre ma tutte sono riconducibili alla frase di Kerry sulla “strada verso la tirannia”, che è stata riaperta dalla paura di tutto, una paura che sta accecando il mondo intero.

(Traduzione di Andrea Sparacino)