Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres (il secondo da sinistra) e Donald Trump a New York, il 18 settembre 2017. (Brendan Smialowski, Afp)

L’assemblea generale dell’Onu ha gli occhi puntati sull’Europa

Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres (il secondo da sinistra) e Donald Trump a New York, il 18 settembre 2017. (Brendan Smialowski, Afp)
19 settembre 2017 14:15

Il mondo è riunito a New York. Come capita a ogni apertura dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, i presidenti, primi ministri o ministri degli esteri di tutti i paesi del mondo si ritrovano all’interno della loro organizzazione comune, l’Onu. Ma mai prima d’ora c’era stata tanta incertezza sulla scena internazionale.

Ci sono stati momenti di maggiore tensione, ma anche durante la crisi cubana del 1962, con la minaccia di un’apocalisse nucleare, la situazione era chiara, mentre oggi non lo è.

Non sappiamo cosa vuole fare Donald Trump, e probabilmente non lo sa nemmeno lui. Non sappiamo se il presidente americano vuole rompere con le limitazioni del multilateralismo e delle regole dell’Onu e concedere piena libertà di movimento agli Stati Uniti. Tutte le sue dichiarazioni e tutto ciò che rappresenta lasciano pensare che sia così, ma quando si trova con le spalle al muro ed è il momento di agire in modo deciso ignorando gli avvertimenti dei diplomatici, dei militari, del congresso degli alleati e dei suoi collaboratori, Trump continua a smorzare la sua posizione, per poi rifarsi a colpi di tweet vendicativi.

Parole molto attese
Forse capiremo dove vuole andare Trump dopo il suo discorso del 19 settembre davanti all’Assemblea generale, ma non è detto che voglia abbandonare l’ambiguità sulla Corea del Nord, la Cina, la Russia, la Siria e tutte le altre crisi in corso.

Ascolteremo l’uomo più potente del mondo, ma gli sguardi di molti saranno rivolti verso un uomo molto più giovane, il presidente francese Emmanuel Macron, che pronuncerà anche lui il suo primo discorso davanti all’Assemblea generale.

Il problema è che gli Stati Uniti sono in mano a un lunatico e l’Europa si è appena risvegliata

Le parole di Macron sono molto attese, anche perché il punto interrogativo che aleggia sugli Stati Uniti spinge molti paesi a chiedere all’Europa di prendere in mano la situazione contribuendo alla stabilità del mondo. Insieme alla preoccupazione alimentata da Vladimir Putin, l’imprevedibilità di Trump dona un nuovo spazio all’Unione europea e di conseguenza al nuovo presidente francese, che vuole trasformare l’Europa in un attore di primo piano sulla scena internazionale, politicamente determinante.

Immagine, peso, influenza, nuovi rapporti di forza: la posta in palio in questa Assemblea generale è alta. I principali argomenti di discussione saranno la Corea del Nord, l’Iran, i rapporti tra russi e americani e il futuro dell’accordo sul cambiamento climatico.

L’espulsione violenta della minoranza musulmana in Birmania e le aspirazioni indipendentiste dei curdi iracheni saranno altrettanto analizzate a New York.

C’è molto lavoro da fare, molti pericoli da scongiurare. Il problema è che gli Stati Uniti sono in mano a un lunatico e l’Europa si è appena risvegliata, cosciente delle sue responsabilità ma in ritardo, molto in ritardo, strutturalmente in ritardo.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

Bernard Guetta sarà al festival di Internazionale a Ferrara, dal 29 settembre al 1 ottobre 2017.

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