24 giugno 2015 12:07

È una cosa che si fa periodicamente, ma cambiare la grafica di un giornale troppo spesso indica un tentativo di rilanciare le vendite più che un reale bisogno di rinnovamento. Il nuovo formato di Libération, a cui ovviamente auguriamo lunga vita, arriva in un periodo molto difficile per tutti i quotidiani e non solo in Francia. Non siamo in grado di dire se la nuova veste del giornale sia davvero rivoluzionaria. Sicuramente, almeno in termini di formato del testo, cerca una nuova dialettica tra il sito del quotidiano e la versione cartacea.

Sulla carta, comprensibilmente, oltre all’uso di qualche immagine di grande formato – cosa che possiamo solo elogiare – il cambiamento più sostanziale è quello dei caratteri. E purtroppo sembra davvero catastrofico. Le cose che si notano immediatamente sono un’accozzaglia di caratteri che non sembrano legarsi tra loro, un abuso di corsivi talmente condensati da risultare praticamente illeggibili e titoli davvero giganteschi, tanto che per vederli nel loro insieme bisogna allontanare il giornale.

Questo articolo è stato pubblicato il 19 giugno 2015 a pagina 80 di Internazionale, con il titolo “La nuova grafica di Libération”. Compra questo numero | Abbonati

L’impressione è un miscuglio deludente di elementi presi dalla grafica usata in rete e da quella di alcune pubblicazioni a grande tiratura ma di scarsa qualità. Forse vale la pena di ricordare che la grafica dovrebbe essere al servizio della lettura, non essere un semplice abbellimento. Concetti basilari, ma che non bisognerebbe mai dimenticare.