Sto organizzando una festa di compleanno per mio figlio, che compie otto anni. Che tipo di animazione potrei proporre? –Silvia

Ho capito bene, hai detto animazione? No, perché io non ho mai visto un bambino di otto anni che abbia bisogno di essere animato più di quanto lo sia già. Se poi lo metti insieme a un’orda di coetanei, forse faremmo meglio a parlare delle marche di sedativi più o meno legali che si trovano sul mercato nero e che dissolti nella Fanta salverebbero dalla rovina divani, soprammobili e tappeti.

Se però vuoi proseguire nel tuo folle progetto, stai attenta: cominci con una pignatta e in un attimo ti ritrovi il circo in casa, con clown, trenini e cuccioli di giraffa che mangiano le piante. Se c’è una lezione che abbiamo imparato da Michael Jackson è che il passo tra una festa per bambini e il luna park è molto più breve di quanto si possa pensare.

Quindi, se non vuoi che la festa di tuo figlio somigli a una serata in un villaggio vacanze (nel qual caso ti proporrei sessioni di acquagym nella vasca da bagno, corso di salsa in salotto e volo in deltaplano tra il lampadario della cucina e quello dell’ingresso), l’unico animatore ammesso a una festa per bambini è quello che riesce a tenerli fermi per più di dieci minuti. Decida lui come convincerli a restare seduti. L’importante è che ci riesca, perché il rischio Neverland è dietro l’angolo.

Internazionale, numero 917, 30 settembre 2011

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