06 aprile 2020 17:01

La musica che Alice Coltrane (1937-2007) ha composto ed eseguito tra gli anni ottanta e novanta, dopo essersi ritirata dalle scene per fondare un ashram in California, era una sorta di Sacro graal dello spiritual jazz. Tra gli iniziati circolavano della cassette, ma in pochi sapevano davvero che cosa suonasse in quel periodo la pianista, arpista, compositrice e swamini che, in una vita precedente, era stata anche moglie di John Coltrane. Era musica pensata per le meditazioni con i discepoli ma è un lavoro compiuto, limpido, eseguito come pratica devozionale da una grande musicista. È musica sacra che riesce a essere allo stesso tempo afroamericana e indiana, ed è il distillato di una vita passata a immaginare e a vivere il suono e il canto come cura. Ascoltate la voce di Coltrane sollevarsi, come da una nebbia, da un denso tappeto di sitar e di drone music in Rama Rama; o la sua arpa jazz spiccare il volo in Er Ra. World Spirituality Classics Vol. 1, un’antologia dell’etichetta Luaka Bop che raccoglie una selezione della produzione privata di Coltrane, è un viaggio nella dimensione più sconosciuta: quella dell’interiorità. E non c’è bisogno di avere fede in qualcosa per essere toccati da questa musica, basta ascoltare.

Alice Coltrane
World spirituality classics Vol. 1. The ecstatic music of Alice Coltrane
Turiyasangitananda
Luaka Bop, 2017