07 maggio 2009 16:53

San Francisco, California. (R. Galbraith, Reuters/Contrasto)

Finora ho sempre parlato di idee, tecniche e prodotti che mi piacciono. Adesso, invece, vorrei parlare di alcune cose che non mi piacciono.

Cominciamo con i trolley. Disegnati per la prima volta nel 1989 per gli assistenti di volo (da un pilota della North­west Airlines), oggi sono le valigie più usate per tutti i tipi di viaggio. Se vi aspettano lunghi corridoi in aeroporto, se non avete ancora imparato a viaggiare leggeri oppure se non potete portare pesi, le ruote sembrano la soluzione migliore.

Ma i trolley hanno anche molti lati negativi: sono più pesanti, meno capienti e hanno una parte di materiale rigido (quindi sono più difficili da sistemare negli spazi). Inoltre i trolley si rompono (perché sono fatti con più elementi assemblati), nelle lunghe distanze sono più scomodi da trasportare e, visto che hanno un solo scomparto, preparare la valigia è più difficile.

Se non siete ancora convinti, ho analizzato due valigie della stessa marca e con le stesse dimensioni: la Solo journey (senza rotelle) e la Switchback compact (con rotelle) della Eagle Creek.

La prima ha una capacità di 52 litri, pesa 1,6 kg, è in tessuto morbido e ha degli spallacci imbottiti e una morbida cintura lombare per il trasporto. La seconda, molto più costosa, ha una capacità di 30 litri, pesa 2,9kg, è rigida e ha degli spallacci più semplici.

Quindi, aggiungendo le ruote il peso aumenta del 75 per cento e la capacità si dimezza. In più, chi la compra perde un comodo paio di spallacci a favore di un paio di rotelle che vi serviranno solo in aeroporto o in albergo.

Sono pochi i posti del mondo che si possono visitare trascinandosi dietro un trolley: pensate alla quantità di buche, caos, traffico e marciapiedi delle grandi città.

Internazionale, numero 794, 8 maggio 2009