10 marzo 2014 19:30

Calmo, lucido e pacato. Eppure le sue parole pesano come pietre. Edward Snowden fa impressione, per come interpreta il ruolo del “grande accusatore”. [Le sue rivelazioni][1] sull’Nsa, pubblicate da Guardian, Washington Post e non solo, hanno scatenato uno scandalo mondiale come il Datagate. Per l’Fbi è un ricercato, per tanti è un traditore dell’America. Ma, a giudicare dalla sua compostezza, sembra quasi che queste cose non lo tocchino.

Non è un caso che Snowden abbia scelto di mettere sullo sfondo del suo collegamento video dalla Russia con il [South By Southwest di Austin][2] la prima frase del preambolo della costituzione statunitense: “We the people”.

Lui stesso cita la costituzione per giustificare le sue azioni: “Se lo rifarei? Certo che lo rifarei. Ho giurato di proteggere la costituzione, e ho visto che è stata violata in tutti i modi. Quando sono uscito allo scoperto non volevo attaccare il governo americano, ma rivolgermi a tutti i cittadini. Volevo far sapere come stanno le cose, per dargli la possibilità di scegliere”.

La sala del Convention Center è gremita, e si ripete la stessa situazione orwelliana alla quale ho assistito [due giorni fa con Julian Assange][3]. Un faccione sullo schermo e tante persone in religioso silenzio, che si sforzano di sentire l’audio che arriva a stento.

L’ex dipendente della Cia è stato intervistato da Ben Wizner e Christopher Soghoian dell’American civil liberties union (Aclu), un’organizzazione non governativa per la difesa dei diritti civili negli Stati Uniti.

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Nonostante i suoi modi gentili, Snowden non è stato tenero con i suoi accusatori. “L’Nsa sta bruciando il futuro di internet. Le persone in questa stanza sono i pompieri. Insieme dobbiamo sistemare questa cosa”.

Insieme a Christopher Soghoian, per spegnere l’incendio Snowden ha proposto la creazione di una crittografia

end-to end, che protegge i dati da un’estremità all’altra della comunicazione. Con la crittografia end-to end, quando un messaggio deve passare attraverso nodi potenzialmente insicuri, è comunque protetto dalla divulgazione durante il suo transito.

L’obiettivo, secondo Snowden, è di impedire all’Nsa di intercettare i dati semplicemente entrando nei server e nelle dorsali oceaniche che collegano Europa e Stati Uniti. “La crittografia funziona. Non è magia nera, ma una difesa contro la magia nera. La crittografia deve diventare una cosa semplice, accessibile a tutti”.

Snowden ha anche proposto la creazione di una nuova autorità statunitense a difesa della privacy. “Abbiamo bisogno di un organismo di controllo che sorvegli il congresso statunitense, che ci dica quando queste persone mentono”, ha detto.

Un manifesto fuori dal Convention Center.

Qualche critica anche per le aziende della Silicon Valley. “Google Chrome è stato creato per raccogliere i nostri dati”, ha ricordato. Ma ha aggiunto: “Non sono un fan di quello che fanno Google e Facebook. Ma è meno grave se le compagnie raccolgono i dati degli utenti. I governi hanno eserciti e intelligence, possono ucciderti. E contro le aziende puoi combattere in tribunale. Contro il governo no”.

Durante la diretta, Tim Berners Lee gli ha mandato un’email e l’ha ringraziato “per aver agito a favore dell’interesse comune”.

L’incontro è durato un’ora. E il lungo applauso del pubblico prova che Edward Snowden qui a Austin non è visto come un nemico del suo paese, ma come un coraggioso attivista per i diritti civili. Un patriota, verrebbe da dire.

Questo è il video integrale dell’incontro, registrato attraverso l’hangout di Google.

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Giovanni Ansaldo lavora a Internazionale. Si occupa di tecnologia, musica, social media. Su Twitter: @giovakarma