25 settembre 2015 19:34

Arcade Fire, Get right
Oggi gli Arcade Fire hanno pubblicato la versione deluxe del loro quarto album, Reflektor. Il disco esce quasi in contemporanea con il documentario The Reflektor tapes (le date di uscita in realtà cambiano da paese a paese), che racconta la genesi e le registrazioni del disco, avvenute tra la Louisiana, la Giamaica, Montreal e New York. Nell’edizione speciale di Reflektor ci sono anche cinque canzoni inedite, tra le quali Get right, che ha un incedere quasi blues e non avrebbe di certo sfigurato nell’album originale.

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Ryan Adams, Shake it off
Il 21 settembre Ryan Adams ha pubblicato la cover integrale di 1989, l’ultimo disco di Taylor Swift. Tutti i brani pop della cantante di Reading sono stati rielaborati in chiave rock anni ottanta, disseminando qua e là citazioni di John Mellencamp, The Smiths e Tom Petty. Shake it off (riascoltatevi l’originale prima, così capite meglio la bravura di Ryan Adams) è una specie di versione moderna di I’m on fire di Bruce Springsteen. Ed è molto meglio della versione di Taylor Swift, sinceramente.

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Bachi da Pietra, Black metal il mio folk
Le canzoni dei Bachi da Pietra sono cupe, scarne, ma anche sorprendentemente autoironiche. Fanno pensare a uno zombie che esce dalla tomba fischiettando. Il duo formato da Giovanni Succi e Bruno Dorella, dopo dieci anni di carriera, con l’ultimo album Necroide ha reso omaggio all’heavy metal dei primi anni ottanta, senza dimenticare le sue origini blues e stoner. Alcuni titoli delle canzoni sono geniali (vince sicuramente Slayer & The Family Stone). Questo è il brano che apre il disco, una bella botta a base di riff distorti e batteria martellante. Il disco precedente, Quintale, è inarrivabile, ma anche stavolta non ci possiamo lamentare.

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Chvrches, Clearest blue
Chi è passato da questa rubrica potrebbe aver già sentito parlare almeno una volta dei Chvrches, band synth pop scozzese guidata dalla cantante Lauren Mayberry. Clearest blue è il secondo brano estratto dal nuovo disco del gruppo, Every open eye. La canzone, che comincia avvolta in una soffice atmosfera pop, si evolve in un crescendo elettronico quasi dance.

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Joanna Newsom, Leaving the city
Joanna Newsom è un animale strano nel panorama delle cantautrici statunitensi. È californiana, ma la sua musica non ha nulla di californiano. Il suo strumento preferito non è la chitarra o il piano, ma l’arpa. Ama contaminare la sua musica con tutti i generi possibili. Si è anche data al cinema: recentemente ha interpretato Sortilège, la voce narrante del film Vizio di forma (Inherent vice) di Paul Thomas Anderson. Questo è il secondo singolo estratto dal suo nuovo disco, Divers, che uscirà il 23 ottobre.

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