22 gennaio 2016 19:50

PJ Harvey, The wheel
Il 15 aprile uscirà The hope six demolition project, il nuovo album di PJ Harvey. Il disco, stando alla musicista britannica, è frutto di “un viaggio artistico” tra Kosovo, Afghanistan e Stati Uniti. È stato registrato alla Somerset House di Londra, di fronte ai fan che, pagando un biglietto, potevano vedere PJ Harvey al lavoro dietro un vetro trasparente. L’album è stato prodotto da Flood e John Parish. The wheel, costruita su un bell’impasto tra chitarre elettriche e acustiche, è il promettente primo singolo.

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Iggy Pop e Josh Homme, Gardenia
Registrato in gran segreto e annunciato il 21 gennaio, Post pop depression è il nuovo disco di Iggy Pop, prodotto da Josh Homme. Che ci sia lo zampino del leader di Queens of the Stone Age lo si intuisce dal suono delle chitarre di Gardenia, dove l’Iguana sfodera un voce un po’ alla David Bowie. Il disco uscirà il 18 marzo. Il pezzo è stato prima postato su YouTube e poi suonato dal vivo al Late show di Stephen Colbert. Alle chitarre c’è anche Dean Fertita (Queens of the Stone Age, Dead Weather) e alla batteria Matt Helders (Arctic Monkeys). E vedere Iggy Pop in giacca e camicia non ha prezzo.

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RP Boo, Your choice
RP Boo è un veterano del footwork, genere musicale legato alla street dance e nato a Chicago. I suoi album sono un labirinto di loop elettronici e i pezzi non sono semplici da affrontare. Ma facendo uno sforzo, e facendo finta di essere afroamericani e di vivere negli Stati Uniti, si può riuscire ad apprezzarli meglio. Il brano in questione è contenuto nel suo secondo album, Fingers, bank pads & shoe prints.

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Savages, The answer
Oggi è uscito Adore life, il nuovo album della band femminile Savages. In attesa di ascoltarlo con calma, non dimentichiamoci che il precedente Silence yourself è stato un esordio coi fiocchi. Nei giorni scorsi il gruppo ha presentato dal vivo due brani al Jimmy Kimmel. La cantante Jehnny Beth, al secolo Camille Berthomier, è francese e ha una presenza scenica notevole. Se vi è piaciuto questo pezzo, vi consiglio di ascoltare anche l’altro, Adore.

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Ryan Adams, Gimme something good (acustica)
A volte i pezzi funzionano meglio voce e chitarra che con la band. È il caso di questo brano, contenuto nel penultimo album del prolificissimo Ryan Adams (che nel frattempo ha fatto un altro disco, la cover integrale di 1989 di Taylor Swift). In studio Gimme something good è troppo pulita e plasticosa, mentre in questa versione, andata in onda da poco, ma registrata al festival Austin city limits a ottobre, viene fuori tutta la sua toccante malinconia.

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