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08 dicembre 2011 00:00

Alla fine Twitter ce l’ha fatta anche in Italia. Con l’arrivo di due superstar come Jovanotti e Fiorello, nelle ultime settimane sono esplosi gli utenti e si sono moltiplicati gli articoli che raccontano come funziona questo sistema che consente di mandare su internet brevi messaggi di 140 caratteri, chiamati tweet, appunto. Twitter è nato nel 2006, e la prima copertina (ripresa anche da Internazionale) gliel’ha dedicata il settimanale Time nel 2009.

Nei primi tre anni è stato spedito un miliardo di tweet. Oggi un miliardo di tweet viene spedito ogni sei giorni. Negli Stati Uniti i numeri dei giornali sono impressionanti: Time è seguito su Twitter da tre milioni di persone, il New York Times da quattro milioni (in Italia, per dare un’idea, Repubblica ha 190mila follower). Ma è la presenza dei singoli giornalisti il fenomeno più interessante. Si sono innamorati di Twitter perché è uno strumento perfetto per dare notizie rapide e urgenti, oppure per commenti flash, quando la tempestività conta più dell’approfondimento.

Recentemente l’Associated Press ha rimproverato alcuni suoi reporter che hanno scritto una notizia prima su Twitter e poi per l’agenzia. Nicholas Kristof, firma di punta del New York Times, è seguito da più di un milione di persone; Larry King, della Cnn, ha due milioni di follower. Se continua così, i giornalisti avranno più lettori dei loro giornali.

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