28 marzo 2014 12:26

Se fossero un partito si fermerebbero al 4 per cento e con la nuova legge elettorale non entrerebbero neanche in parlamento. Sono i lettori forti in Italia: nel 2013 hanno comprato il 36 per cento di tutti i volumi venduti nel corso dell’anno. L’ultimo rapporto sull’acquisto e la lettura dei libri conferma una tendenza rilevata da tempo. Molto più della metà della popolazione italiana non legge né compra libri. Tra il 2011 e il 2013 la quota di lettori è scesa dal 49 al 43 per cento e quella di acquirenti dal 44 al 37. Il calo ha toccato soprattutto le persone tra i 35 e i 44 anni, laureate e di sesso maschile. Solo i lettori sopra i 65 anni hanno speso di più in libreria.

L’Italia è spaccata a metà: i lettori sono concentrati tra Emilia-Romagna e nordest. Le donne leggono più degli uomini, i ragazzi tra i 14 e i 19 anni sono il 60 per cento dei lettori, le fasce più benestanti comprano più libri. La vendita di ebook è aumentata, ma solo del 14 per cento: troppo poco per compensare il calo del resto del settore.

“Siamo di fronte alla più forte crisi dalla seconda guerra mondiale”, ha detto Gian Arturo Ferrari presentando il rapporto. Tra le cause ci sono la situazione economica, la concorrenza di internet che sottrae sempre più tempo alla lettura, la chiusura delle librerie indipendenti, la persistente modestia dei livelli di scolarizzazione, il processo di dealfabetizzazione, lo scarso impegno dei governi a sostegno delle biblioteche e della lettura nelle scuole.

Ma è anche vero che finora nessuno ha provato a chiedersi se una delle ragioni (non l’unica, ovviamente, né la principale) possa essere il graduale impoverimento della qualità dei nuovi libri pubblicati. È colpa solo degli altri? È colpa solo di chi non legge, della crisi, della rete? Possibile che non abbia qualche responsabilità anche il livello complessivo dell’offerta editoriale? Possibile che non ci si chieda quali sono, oggi, tutti questi libri che le folle dovrebbero accorrere in massa a comprare e che invece colpevolmente vengono lasciati sugli scaffali delle librerie?