Stupide spie

24 luglio 2014 15:12

L’ambasciata statunitense a Berlino, il 7 luglio 2014. (Adam Berry, Getty Images)

In questa triste storia c’è una domanda da tenere in mente: se gli statunitensi non sono mediamente più stupidi dei tedeschi, come è possibile che i loro servizi segreti siano così stupidi?

Dopo le ultime rivelazioni sullo spionaggio statunitense in Germania, diversi esponenti del Bundestag hanno suggerito che un buon modo per “pareggiare i conti” sarebbe quello di invitare Edward Snowden a lasciare il suo esilio di Mosca e accoglierlo a Berlino. Ma la scorsa settimana, durante la sua tradizionale conferenza stampa di luglio, la cancelliera Angela Merkel ha criticato la proposta.

“(Da Snowden) abbiamo imparato cose che non sapevamo”, ha spiegato Merkel. “Ma concedere asilo non può essere un atto di gratitudine”. Considerando che tra le “cose” imparate da Snowden c’è il fatto che la National security agency intercettava il suo telefono cellulare, il contegno della cancelliera è ammirevole. Ma anche la pazienza di Merkel ha un limite.

Soltanto una settimana prima la cancelliera aveva infatti perso la calma mantenuta fino a quel momento (nonostante gli statunitensi abbiano continuato a spiare i tedeschi anche dopo le rivelazioni di Snowden) ordinando al capo dell’ufficio della Cia a Berlino di lasciare il paese. La stampa tedesca ha sottolineato che un provvedimento così drastico è stato preso soltanto nei confronti di paesi come la Corea del Nord o l’Iran.

Clemens Binninger, presidente della commissione parlamentare che controlla l’attività dei servizi segreti tedeschi, ha spiegato che la decisione è stata presa per rispondere “alla mancata cooperazione di Washington nel chiarimento di alcuni dubbi, relativi all’attività dell’Nsa ma anche agli ultimi incidenti”. Tra gli “ultimi incidenti” c’è l’arresto di due cittadini tedeschi accusati di essere spie americane e il cui contatto principale era proprio il capo della Cia a Berlino.

Gli Stati Uniti si sono formalmente scusati per aver intercettato il telefono di Merkel, ma alla vigilia della sua visita a Washington ad aprile si sono rifiutati di mostrarle il file che la riguardava. Inoltre hanno continuato a pagare fino a luglio una spia che lavorava per la Bundesnachrichtendienst (Bnd, i servizi segreti tedeschi).

“Davanti a tanta stupidità viene quasi da piangere”, ha dichiarato il ministro della finanze Wolfgang Schaeuble, secondo cui le informazioni raccolte dalle spie non hanno alcun valore. Probabilmente è vero, ma resta il fatto che gli americani hanno incontrato la spia in una località segreta in Austria e hanno pagato 40mila dollari in contanti per ottenere 218 documenti riservati copiati su una memory card.

Alcuni dei documenti trafugati riguardavano le sedute della commissione parlamentare incaricata di indagare sui precedenti atti di spionaggio, inclusa l’intercettazione del telefono di Merkel. A quanto pare i servizi segreti statunitensi non riescono a trattenersi, è più forte di loro. Vanno avanti anche dopo essere stati smascherati e ridicolizzati.

Se l’hanno fatta franca per così tanto tempo è soltanto perché i tedeschi, ingenuamente, si fidavano di loro. La spia del Bnd, per esempio, ha chiesto all’ambasciata se era interessata alla sua collaborazione semplicemente inviando un’email. I tedeschi non l’hanno intercettata perché non si preoccupano di monitorare le comunicazioni con un’ambasciata “amica”.

La spia è stata scoperta soltanto quando ha proposto un accordo simile all’ambasciata russa (le comunicazioni con i russi sono controllate da tutti i paesi occidentali). Le autorità tedesche hanno cominciato a sorvegliare il sospetto e hanno immediatamente scoperto che aveva già venduto informazioni agli statunitensi.

“Dobbiamo fare più attenzione ai nostri cosiddetti alleati”, ha dichiarato Stephan Mayer, portavoce per la sicurezza della Cdu, il partito di Angela Merkel. Una delle prime conseguenze della vicenda sarà la cancellazione dell’accordo di “non-spionaggio” con gli Stati Uniti. In futuro le attività americane in Germania saranno monitorate da vicino dai servizi segreti tedeschi.

Amici o nemici? Da tutto questo emerge un fatto evidente: i servizi segreti statunitensi sono completamente fuori controllo. Nonostante le rivelazioni dei loro abusi, le agenzie sono talmente potenti che pochissimi politici a Washington hanno osato chiedere tagli radicali ai loro finanziamenti o al loro raggio d’azione. Le agenzie raccolgono una mole spaventosa di informazioni inutili, irritando amici e alleati e ignorando i diritti civili.

L’agenzia d’intelligence tedesca (ce n’è soltanto una) si comporta in modo molto diverso. Sceglie i suoi obiettivi con attenzione, agisce nei limiti della legge e soprattutto non spia gli alleati. Ma da cosa dipende questa differenza abissale?

Probabilmente dal fatto che il bilancio annuale della Bundesnachrichtendienst non raggiunge il miliardo di dollari, e l’agenzia ha solo seimila dipendenti. Gli Stati Uniti, invece, mantengono una “comunità dello spionaggio” che comprende 17 agenzie con un budget totale di 80 miliardi di dollari. Oggi 854mila statunitensi hanno accesso a informazioni top secret.

Le agenzie d’intelligence americane hanno prosperato durante i quarant’anni di guerra fredda e i venti di guerra al terrorismo. Con il tempo la macchina dei servizi segreti è diventata enorme, ricchissima e potentissima, tanto che oggi può sostanzialmente fare ciò che vuole. E spesso si lancia in operazioni insensate e controproducenti, solo perché ha il potere di farlo.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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