01 dicembre 2021 11:35

La nuova variante omicron del covid-19 è stata scoperta e segnalata da scienziati in Sudafrica e in Botswana, i soli paesi dell’Africa meridionale dove sono presenti competenze e risorse per sequenziare il genoma del virus.

E cosa hanno fatto i paesi ricchi del mondo? Come l’ubriaco che cerca sotto un lampione le chiavi dell’automobile che ha perso – “Dove ti sono cadute?”. “Laggiù”. “E allora perché le cerchi qui?”. “Perché qui si vede meglio” – hanno bloccato i viaggi dai paesi dell’Africa meridionale.

Il 23 novembre gli scienziati del Botswana hanno inviato 99 sequenze di genoma del sars-cov-2 al Wellcome Sanger institute, nel Regno Unito, che dal marzo 2020 ha fatto da portale per più di un milione di sequenze simili provenienti da decine di paesi. Qui hanno notato che tre di questi genomi sembravano diversi dalla solita variante delta.

Discriminata e isolata
Lo stesso giorno una squadra diversa in Sudafrica ha caricato i genomi di sette campioni di covid con le stesse mutazioni sospette nella proteina spike che il virus usa per infettare le cellule umane. Nel giro di poche ore gli scienziati di tutto il mondo erano in grado di studiare quei genomi sul web e in 72 ore l’Oms ha dichiarato che siamo di fronte a una quinta “variante preoccupante”.

A quel punto i paesi ricchi del nord globale hanno immediatamente chiuso i cancelli in faccia ai viaggiatori provenienti dal Sudafrica e da altri nove paesi della regione. Non è nemmeno chiaro se la nuova variante sia emersa proprio qui, ma tanto che importa?

Il professor Tulio de Oliveira, lo scienziato di Durban a capo delle ricerche per capire la nuova variante, ha sottolineato come il Sudafrica sia stato “molto trasparente per ciò che concerne l’informazione scientifica… Il mondo dovrebbe sostenere il Sudafrica e l’Africa intera e non discriminarla o isolarla”. Figuriamoci!

Il 28 novembre il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa avvertiva già che il divieto di viaggio “non ha alcuna base scientifica né avrà efficacia nel contrastare la diffusione di questa variante. L’unica cosa che si otterrà con il divieto di viaggiare sarà danneggiare ancora di più le economie dei paesi colpiti e indebolirne le capacità di reagire alla pandemia e riprendersi”.

Il rischio che emergano nuove varianti esiste anche nei paesi ricchi, dove il virus del covid ha ancora un’ampia circolazione

Da dove cominciamo? Forse dal fatto che non esiste un paese chiamato Africa. Per esempio, di fatto non c’è penuria di vaccini in Sudafrica, un paese semisviluppato in cui il problema principale è la riluttanza a vaccinarsi. L’accesso a internet è molto alto e la diffidenza nei confronti delle autorità lo è ancora di più, perciò solo il 27 per cento del sudafricani sono pienamente vaccinati.
È quello che si potrebbe definire il problema dello “zotico digitale”, condiviso da paesi sviluppati come la Russia (dove solo il 43 per cento della popolazione è vaccinata con doppia dose) e la Germania (68 per cento), oltre che dai sostenitori di Trump negli Stati Uniti (50 per cento circa).

I cinici potrebbero dire che il problema si risolve da solo. Come ha dichiarato il ministro della salute tedesco uscente Jens Spahn, “probabilmente alla fine di quest’inverno quasi tutti in Germania saranno vaccinati, guariti o morti”. Ma il problema non è solo locale.

Il rischio che emergano nuove varianti esiste anche nei paesi ricchi, dove il virus del covid ha ancora un’ampia circolazione. Nella maggior parte dei paesi africani e nei paesi più poveri dell’Asia il rischio è molto alto e continuerà a esserlo, perché non si riesce ad avere una quantità sufficiente di vaccini. A un anno di distanza da quando sono diventati disponibili i primi vaccini, solo il 6 per cento degli africani è vaccinato con doppia dose.

Punizioni impulsive
Entro la fine di questo mese (dicembre) nel mondo saranno stati prodotti dodici miliardi di dosi di vaccino, una quantità più che sufficiente per vaccinare tutti gli esseri umani di età superiore ai 18 anni. La loro fornitura sta però avvenendo soprattutto in base al prezzo, perciò nei paesi più ricchi si stanno vaccinando gli scolari e gli adulti stanno ricevendo una terza dose, mentre nel sud globale diversi miliardi di adulti non hanno ancora ricevuto una prima dose.

In effetti, in una prospettiva di lungo periodo i ricchi stanno alimentando un serbatoio di nuove varianti potenzialmente devastanti nei paesi più poveri per potersi sentire più sicuri nel breve periodo. Tutti sanno che la ricchezza tende a rendere le persone grette e disinteressate al benessere degli altri. Meno noto è che tende a renderle anche stupide.

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Nel frattempo stanno anche punendo le economie dei paesi più poveri, decretando impulsivi divieti di viaggio da un’intera regione dell’Africa sospettata di aver incubato il virus omicron – anche se tutti sappiamo che la sua presenza è stata già confermata in Europa e in Asia e che di sicuro si trova già anche nelle Americhe.

Per fare la cosa giusta, anche se in ritardo, le energie di tutto il mondo dovrebbero concentrarsi nel portare i vaccini ai paesi più poveri: “Nessuno è al sicuro finché tutti non saranno al sicuro”. A quanto pare la omicron potrebbe essere un grosso problema, e dietro potrebbe essercene uno anche più grosso.

(Traduzione di Giusy Muzzopappa)