31 gennaio 2013 15:24

L’arrivo del calciatore italiano Mario Balotelli, che si è trasferito dal Manchester City al Milan per 20 milioni di euro, sarà il colpo vincente della campagna elettorale di Silvio Berlusconi?

Presidente e proprietario della squadra rossonera, l’ex premier non è lontano dal pensarlo: “Mario Balotelli ha fatto piangere i tedeschi”, ha dichiarato Berlusconi mercoledì in televisione. “Oggi Mario Monti fa piangere gli italiani”. Il primo ha segnato due goal alla nazionale tedesca nelle semifinali dell’ultimo campionato europeo di calcio nel giugno 2012. Il secondo ha reintrodotto l’Imu.

Nasce una riflessione:

1) L’ossessione antitedesca di Berlusconi non si smentisce. Ha cominciato la sua campagna elettorale con un duro attacco contro Angela Merkel, colpevole secondo lui di aver fatto di tutto per cacciarlo dal governo nel 2011, e contro l’euro “germanocentrico”. In seguito il Cavaliere ha continuato con una rilettura personale della storia, secondo la quale l’Italia avrebbe promulgato le leggi razziali del 1938 a causa del condizionamento della Germania nazista. Ed ecco oggi che Balotelli, il

bad boy del calcio italiano, è a sua volta arruolato in questa crociata.

2) Secondo la stampa italiana, grazie a questo trasferimento, Berlusconi si aspetta di riguadagnare due punti nei sondaggi e di ridurre il divario che ancora lo separa dalla sinistra. Ma paradossalmente se questo fosse vero - cosa di cui un po’ dubitiamo - non si tratterebbe necessariamente di una cattiva notizia per l’Italia. Un calciatore nero, a lungo fischiato negli stadi per il colore della sua pelle, fa vincere un’elezione a una coalizione che comprende un partito antiimmigrati come la Lega nord: un cambiamento importante per il paese.

Il Partito democratico, la cui vittoria non sembra più così evidente, cerca di prendere alla leggera la rimonta di Berlusconi e i colpi di scena quotidiani con i quali il Cavaliere alimenta la sua campagna elettorale. “Sono in contatto con Lionel Messi per convincerlo a giocare nel Bettola football club”, ha ironizzato Pier Luigi Bersani.

Bettola è il piccolo comune vicino a Piacenza dove è nato il candidato della sinistra, e dove vive con la moglie e le figlie. Ma l’ironia nasconde a fatica una certa preoccupazione. Tutti i sondaggi dimostrano che il Pd sta perdendo voti e l’ipotesi di un sua vittoria alla camera e di una sconfitta al Senato sembrano sempre più credibili.

In difficoltà a causa dello scandalo del Monte dei Paschi di Siena, di cui il Pd controlla l’omonima fondazione, anche Bersani vorrebbe un “colpo di scena” mediatico in questa campagna elettorale, nella quale soffre la concorrenza di Berlusconi e di Monti. Il comizio previsto per l’1 febbraio a Firenze del segretario insieme al suo avversario alle primarie Matteo Renzi potrebbe dare una boccata di ossigeno e di visibilità al candidato del Pd. Battuto nettamente il 2 dicembre in occasione delle primarie, Renzi rimane comunque la personalità preferita degli italiani secondo un sondaggio Demos pubblicato da Repubblica.

Il problema però è che Renzi ha delle ambizioni e sogna di riformare il “sistema” del Pd. Di conseguenza rimane incontrollabile e ingombrante, anche se popolare. Così come Balotelli, che a Manchester è arrivato allo scontro fisico con il suo allenatore Roberto Mancini. L’importante è che nessuno se ne accorga prima del giorno delle elezioni.

Traduzione di Andrea De Ritis