13 aprile 2015 16:00

In Italia il cambio di stagione è una cosa seria. L’arrivo della primavera e la prospettiva delle prime gite al mare spingono gli italiani a lanciarsi in grandi pulizie, a spalancare porte e finestre, a sbattere i tappeti e soprattutto a tirare fuori i vestiti estivi dagli armadi e a portare quelli invernali in lavanderia. Addio impermeabili, cappotti e pantaloni di velluto, è il momento di giacche leggere, gonne e mocassini. È la promessa dell’arrivo di un mondo nuovo in cui fa bene credere.

A quanto pare ci crede anche Beppe Grillo. Domenica 12 aprile, con il titolo “Blog derenzizzato”, Grillo ha scritto sul suo sito un breve post in cui si impegna a non parlare più del presidente del consiglio, il principale bersaglio delle sue critiche, e dei suoi commentatori. Solo pochi mesi fa il capo del governo aveva invitato l’ex comico a uscire dal suo blog. A quanto pare si potrebbe verificare proprio l’inverso.

“È primavera, si dà una rinfrescata alla casa, è il momento ideale” per decretare che “da oggi il nome Renzi non sarà più presente nei post. […] L’ebetino vive solo di visibilità, da oggi, almeno in questo blog, lo eliminiamo. Il Bomba, senza l’appoggio dei media, starebbe al massimo a pescare carpe in Arno”. In due righe di post scriptum, Grillo invita gli utenti a fare lo stesso nei loro commenti altrimenti rischiano di vedersi censurati.

Ci si chiede di chi e di cosa parlerà adesso il blog di Grillo, visto che il capo del governo e le sue riforme erano il principale argomento di discussione. Fatte le debite proporzioni, è come se la pasticceria Ladurée smettesse di vendere i macaron o decidesse di chiamarli lingue di gatto o savoiardi. Una decisione commercialmente rischiosa.

Ma è una decisione rischiosa anche da un punto di vista politico, sebbene il Movimento 5 stelle sia ancora accreditato di un 20 per cento di intenzioni di voto. Alle elezioni politiche del 2008 Walter Veltroni, all’epoca leader della sinistra, aveva deciso di chiamare il suo avversario Silvio Berlusconi solo come “il principale esponente dello schieramento a noi avverso”. Tuttavia questa perifrasi, stancante e difficile da utilizzare, si era rivelata completamente inefficace, e Berlusconi era stato eletto per la terza volta a capo del governo. Da allora Veltroni ha preferito dedicarsi al cinema.

(Traduzione di Andrea De Ritis)