24 giugno 2015 12:41

1. La Tarma, Legata a un granello di sabbia
Citazionismo lounge di capisaldi del canzonettismo italiano: Nek che rifà Se telefonando su Rai 1 cantando alla Sting è come una colata d’asfalto sulla pinetina, altre volte si sconfina nel lezioso, nel kitsch, nelle peonie da davanzale. Questa giovane Tarma però sembra possedere una sua chiave d’accesso a quella stanza morbosetta in cui saltan fuori i traumi alle origini di certe melodie. Nel suo ultimo ep ne snocciola quattro: ovviamente c’è Tenco; ma anche quell’altro mattocchio che volea legare l’amata a un granello di sabbia.

2. Aperitivo Italiano, Chella llà
Se la Tarma è come i pistacchi di Bronte, qui siamo al gelato industriale (ma livello eccellenza, tipo Cornetto): i bolognesi di Irma Records si dedicano da tempo a riconfezionare evergreen in una veste lounge italica, brillante e rilassante. Un metodo che non può che produrre esiti felici se accoppiato a melodie partenopee di vaglia, da Era de maggio a Tammurriata nera ce n’è per tutti, e prevale negli arrangiamenti un mood da big band bossa swingante che non guasta. Capolavori strappacuore liofilizzati in stuzzichini gradevoli al palato, con perizia.

3. La Rua, Non ho la tristezza
Ma non si può andare avanti a lounge, ape e cocktail: prima o poi la gastroenterite colpisce. Depurativo irony free, cori da stadio e banjo garantiti: l’emergentissima band di Ascoli Piceno prova a fare quello che non fanno neanche più i Mumford & Sons, tutto in italiano: molto folk pop, pezzi cronometrici tra i 3 e i 4 minuti, formattazione Mtv, l’abilità pop del coautore Dario Faini. E al netto dell’enfasi un poco sbrodolona di titoli come Non sono positivo è roba efficace, robusta e (sempre come il Cornetto) con qualche proprietà antidepressiva.

Questo articolo è stato pubblicato il 19 giugno 2015 a pagina 78 di Internazionale, con il titolo “Lounge paracool”. Compra questo numero | Abbonati