54 per cento

10 maggio 2012 00:00

Secondo un sondaggio dell’Unione europea, poco più della metà degli italiani è soddisfatto del servizio sanitario nazionale. È una percentuale molto bassa, rispetto all’87 per cento dei britannici e al 91 per cento dei francesi. Solo portoghesi e greci hanno un’opinione peggiore.

Le maggiori critiche riguardano l’eccesso di burocrazia, la disorganizzazione endemica dei servizi, le lunghe liste d’attesa, le code in ambulatorio, la mancanza d’informazioni. Inoltre, continua a pesare l’ombra della “malasanità”: dai disservizi (talvolta con esiti drammatici) agli scandali per corruzione, fino alla doppia morale di medici e operatori ospedalieri. Gli italiani criticano anche l’ingerenza dei partiti nella nomina dei dirigenti.

Eppure, come spiega Vittorio Mapelli su lavoce.info, se è vero che le percezioni degli intervistati nei sondaggi sono negative, i dati sulla salute degli italiani sono migliori rispetto a quelli di molti altri paesi. Gli italiani hanno una speranza di vita tra le più alte al mondo (81,8 anni nel 2009, al terzo posto dopo Giappone e Svizzera) e un tasso di mortalità standardizzato tra i più bassi in assoluto (al quarto posto). Guardando anche ad altri indicatori sulla salute, l’Italia è sempre ai primi posti.

Certo, non tutto è necessariamente legato al servizio sanitario nazionale. Pesano stile di vita e alimentazione. Ma questi dati ci dicono anche che è bene non buttar via il bambino con l’acqua sporca. Eliminare le inefficienze è sacrosanto e va fatto subito. Ma forse questi anni di crisi sono anche il momento giusto per valorizzare le nostre eccellenze.

Internazionale, numero 948, 11 maggio 2012

Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.
pubblicità

Articolo successivo

Le notizie di scienza della settimana
Claudia Grisanti
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.