06 ottobre 2011 00:00

La sua carrozzeria arrugginita, poggiata su alcuni mattoni che stanno al posto delle ruote, riposa sotto un telo azzurro. All’interno si vedono solo il metallo corroso e alcuni sacchi della spazzatura. Per questa Lada del 1978 la nuova legge sulla compravendita delle auto è arrivata troppo tardi.

Il suo proprietario non è riuscito a sostenere i costi per cambiare i pneumatici, i freni o il parabrezza, e ha visto la sua macchina cadere lentamente in pezzi. Non è una storia isolata, ma per fortuna da oggi sarà più rara. Il decreto 292, che è stato appena approvato dal consiglio dei ministri, stabilisce regole più flessibili per l’acquisto di auto a Cuba.

Nonostante i toni trionfali dei giornali per la nuova legge, le assurdità non sono finite. I cittadini sono stati divisi tra un gruppo di eletti che riuscirà a comprare macchine moderne, se non addirittura nuove, nelle concessionarie statali, e quelli che potranno aspirare al massimo a una Lada, a una Moskovich o a una Fiat polacca, molte delle quali avranno più di quindici anni.

Anche i soldi non sono gli stessi: dipenderà da chi è a pagare. Secondo il nuovo decreto, l’esborso dovrà ricevere la benedizione di un’istituzione statale prima di trasformarsi in una splendente Peugeot o in un’Audi. L’auto di ultima generazione sarà raggiungibile solo con una combinazione di risorse finanziarie e fede ideologica. Più intenso sarà il fervore militante, più nuova sarà la macchina che si potrà comprare.

*Traduzione di Sara Bani .

Internazionale, numero 918, 7 ottobre 2011*