Una botta e via

12 giugno 2019 17:13

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una donna cis eterosessuale che ha da poco superato i 40, madre single. Non ho relazioni né faccio sesso da anni. Se le prime mi mancano, al momento il problema principale è che ho la libido alle stelle. Masturbarmi guardando dei porno quando mio figlio va a letto aiuta, ma avrei proprio voglia di farmi scopare come si deve da un uomo che sa il fatto suo. Potrei forse andare in un bar o su Tinder e trovare uno da una botta e via, ma esito a farlo. A complicare ulteriormente i miei trascorsi, da bambina ho subìto abusi sessuali, e in vita mia ho avuto solo due partner, uno dei quali violento. Le mie passate imprese sessuali non sono state particolarmente soddisfacenti, in parte per la mia mancanza di esperienza e difficoltà a spiegare cosa mi piace/non mi piace, oltre a un certo livello di dissociazione durante l’atto stesso. Continuo a pensare che sarebbe più facile trovare un professionista del sesso per “togliermi la voglia”, perché è probabile che sia più comprensivo, sessualmente aperto e capace. Ma non ho idea di come affrontare la cosa, né di quali siano le procedure e le regole di comportamento. Ho inoltre paura di farmi arrestare, visto che nello stato conservatore del Sud in cui vivo il favoreggiamento della prostituzione è reato. Finire nei guai con la giustizia potrebbe avere effetti devastanti sulla mia vita, e di sicuro perderei il lavoro. Sto cercando di valutare i pro e i contro, ma è un territorio che davvero non conosco. Hai qualche consiglio da dare a una fanciulla che vuole essere scopata ma non sa come farlo succedere in una situazione più o meno sicura?

–Single Mom Absolutely Stupid Horny

“Fino a poco tempo fa, la risposta sarebbe stata ‘Google’”, dice John Oh, un lavoratore sessuale per donne di Sydney. “Ma in un mondo post-SESTA/FOSTA, quella è diventata una strada poco sicura, specialmente negli Stati Uniti, dove pubblicizzarsi in rete oggi risulta molto più difficile”.

Il SESTA/FOSTA (acronimo di Stop enabling sex traffickers act/Fight online sex trafficking act) è una legge del 2018 concepita, dicevano i suoi promotori (mentendo), per combattere lo sfruttamento sessuale. Ha reso illegale, per le piattaforme web, permettere consapevolmente o inconsapevolmente di pubblicare annunci dal contenuto sessuale. È una legge così vaga che piattaforme come Craigslist, Tumblr e Facebook hanno eliminato i contenuti sessualmente espliciti nel tentativo di impedire ai lavoratori sessuali qualsiasi tipo di presenza online.

I promotori del SESTA/FOSTA sostengono di voler proteggere le donne – e solo le donne – ma la realtà è che l’esclusione dei lavoratori sessuali dagli spazi online (dove potevano più efficacemente selezionare i clienti, scambiarsi consigli in materia di sicurezza e organizzarsi politicamente) ha reso il lavoro sessuale più pericoloso, non meno, e provocato un aumento, anziché una diminuzione, dello sfruttamento.
C’è però una piattaforma, molto bistrattata ma ancora popolare, che si oppone a questa crociata contro il lavoro sessuale e i contenuti sessualmente espliciti.

“Twitter è ancora un posto (perlopiù) sicuro per i lavoratori sessuali, e non mi risulta che venga usato dalle forze dell’ordine per stanare potenziali clienti”, dice John. “Credo quindi che sia un’opzione relativamente sicura per cercare lavoratori sessuali in modo anonimo. Molti di noi lo usano per farsi pubblicità”.

Dal momento che nessuno sa fino a quando Twitter permetterà ai lavoratori sessuali di usare la sua piattaforma, ti conviene cominciare a cercare subito, SMASH. E se è vero che quello sessuale è pur sempre un lavoro, un lavoro che molte persone scelgono liberamente di fare, non tutti sono bravi nel loro campo. Considerato che le tue esperienze di sesso gratuito non sono state granché, ho chiesto a John qualche consiglio per aumentare le probabilità di trovare un lavoratore sessuale capace.

“Là dove il lavoro sessuale è reato, purtroppo, trovare un lavoratore sessuale all’altezza è più difficile”, dice John, “specie per chi, avendo subito un trauma, ha bisogno di attenzioni particolari. Immagino che per SMASH sarebbe complicato recarsi in un posto dove il lavoro sessuale non sia illegale, ma per altri potrebbe essere una possibilità”.

Se l’idea di andare in Australia, dove John vive ed esercita la sua professione da nove anni (legalmente, poiché nel suo stato di residenza, il New South Wales, il lavoro sessuale è stato depenalizzato, mentre è legale in gran parte dell’Australia) è poco realistica, John ti consiglia di chattare con dei lavoratori sessuali della tua zona, ma evitando, almeno inizialmente, quelli maschi.

“La soluzione migliore potrebbe essere parlare con delle professioniste su Twitter chiedendo di raccomandarle qualcuno”, spiega John. “La cosa avrebbe due vantaggi: il primo è che le lavoratrici sessuali della sua zona conoscono la situazione locale. Il secondo è che le donne sono in genere molto prudenti nel consigliare un collega maschio, e se lo fanno è assai probabile che la persona in questione sia affidabile, capace e professionale. Ma se SMASH sceglie di percorrere questa strada, sarebbe buona educazione offrire una mancia alle professioniste che la aiutano. Altrimenti equivarrebbe a chiedere del lavoro non retribuito”.

Potete trovare John Oh su Twitter: @JohnOhOfSydney.

(Illustrazione di Francesca Ghermandi)

In palestra, un uomo più anziano mi ha timidamente chiesto se poteva farmi “una domanda sconveniente”. Gli ho detto di sì. Sono etero, lui è abbastanza palesemente gay, e pensavo volesse provarci. Mi ha detto che era una domanda “di tipo sessuale”: ero sicuro che non fosse un problema? Ho risposto di sì. Mi ha chiesto se, una volta consumate, poteva comprare le scarpe che uso in palestra. So bene perché uno può volere le mie vecchie scarpe – chiaramente per masturbarsi – e va benissimo, tutti quanti hanno le loro stranezze (me compreso). Due domande al volo: quest’uomo non ha corso un rischio? (non fatico a immaginare che un altro possa reagire male). E quanto devo fargliele pagare?

–Smelling Nikes Entertains A Kinky Senior

Di sicuro è stata una richiesta rischiosa, SNEAKS, ma probabilmente non sei il primo a cui la fa. Immagino che quest’uomo abbia faticosamente sviluppato un certo intuito per chi può reagire bene e chi no (collezionando nel frattempo un certo numero di iscrizioni in palestra cancellate). Direi che 20 dollari sono una somma adeguata. Non è il prezzo pieno per comprarne un altro paio – è un feticista delle scarpe, del resto, non uno che si eccita a sborsare – ma ti ripaga del disturbo e riflette il valore delle tue vecchie scarpe. Non quello di mercato, ma quello che hanno per lui.

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Una coppia etero di mia conoscenza che pratica occasionalmente il feticismo ha da poco visitato un famoso negozio leather/fetish/bondage molto radicato nella comunità gay di San Francisco (il Mr. S Leather, anche se non è importante). Hanno acquistato alcuni semplici strumenti da bondage che avrebbero tranquillamente potuto ordinare online da una quantità di negozi che non sono istituzioni per la sottocultura bdsm gay. Secondo me gli eterosessuali non dovrebbero invadere spazi che non gli appartengono per acquistare oggetti non concepiti per loro. Pur non essendo gay, mi sforzo di essere un buon alleato, e a volte questo vuol dire mettere gli eterosessuali di fronte alle loro responsabilità.

–Respect Queer Space

Io spero tanto che tu stia scherzando, RQS. Donald Trump mette al bando le persone trans dall’esercito, la sua amministrazione rende legalmente possibile a medici e operatori sanitari d’emergenza rifiutarsi di curare le persone Lgbtq, permette alle agenzie di adozione finanziate dal governo federale di discriminare le coppie omosessuali, e ha da poco messo la parola fine a un promettente filone di ricerca sulla cura per l’hiv (con somma gioia della destra religiosa, che ci ha sempre voluto e continua a volerci morti).

Per aggiungere la beffa al danno, RQS, Donald Merda Trump ha da poco “festeggiato” il mese del Pride con un tweet. E tu non solo ti preoccupi perché una coppia etero compra due aggeggi in un negozio leather/fetish/bondage gay, ma vieni pure a raccontarmelo aspettandoti dei complimenti? Se con tutto quel che sta succedendo hai deciso di sprecare il tuo tempo con una coppia di eterosessuali che entra in un negozio gay legalmente tenuto a non discriminare sulla base dell’orientamento sessuale - in virtù di una legge che protegge anche le persone Lgbtq - allora come alleato fai schifo, RQS, e come essere umano anche di più.

Giusto per verificare che per Mr. S non fosse un problema, ho fatto leggere la tua lettera a Jonathan Schroder, il direttore, il quale dice: “I titolari del negozio sono omosessuali, e ci rivolgiamo esplicitamente a una clientela gay. Ma da noi chiunque è il benvenuto. Ci fa piacere che esistano eterosessuali interessati a comprare da noi”.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.

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