27 gennaio 2021 17:20

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una donna bisex di vedute aperta. Nel corso degli anni ho consigliato la tua rubrica a tante persone, per aiutarle a sentirsi normali e umane nella loro sessualità, kink e fantasie inclusi. Faccio però fatica a concedere la stessa tolleranza a me stessa. Esco da una storia di tre anni con un eterosessuale cisgender. Mi sono da poco trasferita all’altro capo degli Stati Uniti per frequentare una scuola di specializzazione, e ho colto l’occasione per impormi sull’apertura della coppia, al fine di soddisfare i miei bisogni sessuali. Lui ha accettato e per un po’ abbiamo tentato di essere aperti, ma poi per lui si è rivelato emotivamente troppo complicato e adesso siamo “in pausa”. Quando stavamo insieme mi dimostrava il suo amore in tanti modi, Dan, ma non me la leccava, non mi masturbava con le dita né usava vibratori o altri sex toys. Ha smesso di andare in terapia per i suoi problemi di depressione e ansia dopo sole tre sedute; in terapia di coppia non ci vuole andare; non è nemmeno disposto a parlare del perché, esattamente, prova questa repulsione per la mia fica e il mio piacere sessuale. Persino i miei gemiti di piacere o eccitazione sembrano respingerlo. Voleva soltanto dei pompini e un po’ di penetrazione ogni tanto. Aveva problemi di erezione che lo mettevano a disagio, ma gli ho ripetuto che per me l’erezione non è così importante: del sesso mi piace l’intimità, il gioco, il piacere reciproco. Non è un bastardo, ma con lui il sesso era e rimaneva fallocentrico. Ora che lo scrivo, mi rendo conto di aver preso la decisione più sensata per me stessa. Ma cercare sesso (pandemicamente prudente) sapendo che quest’uomo, che amo molto e a cui sono profondamente affezionata, prova ancora dei sentimenti per me e vorrebbe che stessimo insieme in modo esclusivo continua a devastarmi di sensi di colpa.

Ho due domande: per caso tu, attingendo alla tua esperienza, hai idea di cosa mi sta succedendo? Sono anni che mi sforzo di capire e aprire i canali di comunicazione. E poi: come faccio a smettere di flagellarmi per averlo ferito quando gli amici continuano a dirmi che a questo rapporto ho dato tutto, e dentro di me so che la mia anima non avrebbe più potuto sopportare un sesso così unilaterale?

– Feminist Under Compulsive, Kink-Induced Nauseous Guilt

Non sei responsabile delle sofferenze che il tuo ex -–ti prego di rendere la pausa definitiva – si è più che meritato. Gli hai regalato tre anni e dio solo sa quanti pompini, e lui non ti amava abbastanza da lavorare su se stesso, oppure è troppo disastrato per affrontare quel tipo di lavoro. In entrambi i casi, FUCKING, il tuo ex non è in buone condizioni, né sessualmente né emotivamente, e questo non cambierà. Non vuole parlare con uno psicologo dei suoi problemi, non vuole andare in terapia di coppia per i vostri, non ti tocca la fica né vuole che lo facciano altri. Ah, e se per caso durante il sesso ti scappa il minimo suono, se dalle tue labbra esce un gemito o – dio non voglia – una richiesta, si sente respinto. Lettura benevola: il tuo ex è segretamente necrofilo e qualsiasi tuo segnale di vita gli spegne l’eccitazione. Un po’ meno benevola: al tuo ex hanno insegnato che per le donne il sesso è una cosa da sopportare e non da godersi, e qualsiasi segnale che tu possa godertelo gli spegne l’eccitazione.

Non so che problemi abbia, FUCKING, e tu nemmeno. L’unica certezza è che ce li ha, e che – quali che siano – lo rendono inadatto. Gli hai proposto l’unica soluzione possibile per preservare la coppia e la tua salute mentale – aprire il rapporto per soddisfare le tue esigenze altrove – e non è stato in grado di farlo.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

Mentre era via per lavoro da una settimana, la ragazza con cui sto da sei mesi si è ubriacata, ha smesso di rispondermi, è andata in un albergo e per due giorni di fila ha fatto sesso con un altro. Dopodiché mi ha chiamato confessando tutto. È piena di rimorsi, dice che è stata colpa dell’alcol e non ricorda i dettagli. Il mio punto di vista: se era così ubriaca da non ricordare i dettagli, forse non lo era per fare sesso in modo consenziente, il che equivale a stupro, giusto? Le ho consigliato di fare denuncia alla polizia perché lo stupratore non possa girare libero. Dice che non sa come si chiama, non ha il suo numero di telefono e non vuole intraprendere azioni legali. Ricorda però che hanno fatto sesso non protetto, così oggi ha preso la pillola del giorno dopo e farà tutti gli esami per le malattie sessualmente trasmissibili. Mostra segni di trauma – ci sono già passato con una mia ex – e pur cercando di starle accanto, non so se posso andare avanti. Sarei lo stronzo più stronzo del mondo se la lasciassi? Qualche altro dettaglio: prima di mettersi con me, è stata sposata per cinque anni con una donna. Fino al momento dello stupro ero il primo uomo con cui fosse mai stata. Ho cinquant’anni e lei 28. Che cazzo devo fare? Lei è fragile, e in questi sei mesi l’ho sostenuta economicamente, cosa bizzarra visto che guadagna il doppio di me.

– Just Seeking Guidance

È perfettamente possibile che la tua ragazza fosse così sbronza da non avere ricordi del weekend e non poter acconsentire realmente al rapporto, così come che l’altro lo sapesse – e non fosse così sbronzo da non poter intraprendere coscientemente il rapporto – e che quindi sia stata stuprata. È altrettanto possibile che fosse ubriaca, JSG, ma non incapace d’intendere e di volere, e che abbia ingigantito l’ubriachezza perché i dettagli non li vuole condividere. E tu non hai il diritto di conoscerli. È inoltre possibile che sia stata stuprata e non voglia rivolgersi alla polizia perché sa che raccontare ciò che le è successo – e che potrebbe tranquillamente essere vero – non porterebbe a un arresto, e meno ancora a un processo, e che quindi rivolgersi alla polizia, oltre a non impedire allo stupratore – ammesso che lo sia – di girare libero, potrebbe aggravare il trauma.

Allargando l’inquadratura… sei convinto che un uomo abbia costretto la tua ragazza a fare una cosa che non voleva fare (sesso con lui per un intero weekend) e reagisci tentando di costringerla a fare una cosa che non vuole fare (denuncia alla polizia). Smettila subito. Se ti sembra che mostri sintomi di trauma, invitala a farsi aiutare da un consulente specializzato in violenze sessuali o traumi, ovvero una persona più qualificata di te per valutare la situazione, JSG, e che non abbia motivo di provare conflitti interiori, risentimento o rabbia per ciò che potrebbe o meno essere successo durante quel weekend.

Se poi vuoi concludere la relazione, JSG, devi farlo, e una persona si può lasciare senza comportarsi da stronzi o abbandonarla. Offrile il tuo sostegno – quello emotivo, il sostegno economico va interrotto – e indicale i consultori specializzati in violenze sessuali della vostra zona.

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Sono un gay di 59 anni e ho un problema con cui lotto da quando sono sessualmente attivo. È raro che raggiunga l’orgasmo. Attualmente sto con due uomini che mi hanno accolto in un rapporto pieno d’amore, e che vorrebbero vedermi soddisfatto come loro. Amo dare piacere a entrambi, ma loro vogliono che ne provi anch’io. Pur essendogli grato, con loro mi sento quasi in dovere di venire e non ci riesco. Quando qualcuno mi fa pressione, poi, io vado sulla difensiva e mi chiudo. Stare con loro mi piace molto, e vorrei tanto concedermi fisicamente. Come faccio a superare questo ostacolo? Ho l’impressione di deluderli, e sinceramente non riuscire a venire mi fa sentire come guasto. Qualsiasi suggerimento sarebbe molto gradito.

– Can’t Orgasm Mostly Ever

I tuoi fidanzati vedono l’orgasmo come un segno di soddisfazione sessuale, COME, e questo di solito è un buon segno. Ma se è vero che puntare alla soddisfazione del partner è sempre meglio – per evitare di diventare come l’ex di FUCKING – altrettanto vero è che c’è chi non riesce a venire, né da solo né con altri. Bisogna fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile per far godere il partner, ma quando il partner ci dice che non ha bisogno di venire, o non ci riesce, e il sesso gli piace lo stesso? Dobbiamo prenderlo in parola. Insomma, COME, tu spiega alla coppia che il sesso ti piace e che ami farli godere, ma anche che facendo sesso vieni raramente e che sotto pressione succederà ancora meno. Prometti che quando ti andrà di venire glielo dirai, e quando il momento verrà, spiegagli con chiarezza come possono aiutarti.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.